Le cose da non fare

Se una cosa, anche naturale o a basso impatto ambientale, viene utilizzata ma non funziona, allora inquina e basta… figuriamoci se è anche poco biodegradabile! E comunque i rimedi “casalinghi” che non funzionano allontanano dall’ecobio, perché poi non verranno considerati nemmeno quelli efficaci…
1) CON IL BICARBONATO…
Il bicarbonato di sodio è spesso usato a sproposito o viene consigliato erroneamente attribuendogli proprietà che chimicamente non ha. Il problema è che molti rimedi fasulli sono scritti anche nelle confezioni di bicarbonato dagli stessi produttori!
La cosa certa è che aggiungendo bicarbonato di sodio all’acqua si ha un’idrolisi basica e la soluzione che si ottiene è debolmente alcalina.
Quindi:
Il bicarbonato NON IGIENIZZA: preserva dai batteri solo se in soluzione SATURA, per effetto della sua salinità (infatti la salamoia è un noto metodo di conservazione). Ma non ha questa proprietà se viene usato nel bucato o in lavatrice. Per igienizzare può essere utilizzata l’ACQUA OSSIGENATA (Candeggina delicata e Detergente Smacchiatore Igienizzante) o il PERCARBONATO.
Il bicarbonato NON SGRASSA: per sgrassare ci vogliono i tensioattivi e sicuramente l’ambiente alcalino li “potenzierà”. L’alcalinità del bicarbonato è però blanda, se volete un rimedio efficace per pulire lo sporco grasso eccovi una ricettina facile facile:
SPRUZZINO SGRASSATORE:
– 100 g di Carbonato di Sodio (acquistabile nei supermercati come Soda Solvay , NON bicarbonato di sodio.)
– 80/100 g  di detersivo per i piatti concentrato (il tensioattivo appunto)
– portare a 500 g con acqua (sarebbe meglio aggiungere soda all’acqua e non viceversa per non farla diventare un sasso!)
E’ molto efficace è mi ha “liberato” dai soliti sgrassatori la cui puzza mi prendeva alla gola e mi dava il voltastomaco!
La dose del detersivo per i piatti potrebbe essere modificata a seconda dell’utilizzo del tipo di prodotto concentrato o non, potrebbe fare troppa schiuma, potreste volere uno sgrassatore più o meno forte, insomma bisogna sperimentare…
Il bicarbonato NON ELIMINA IL CALCARE: questa cosa gira in continuazione e non la capirò mai!
Il calcare (carbonato di calcio) viene sciolto in ambiente acido, mentre il bicarbonato è una base debole! E infatti serve proprio per neutralizzare l’acidità dello stomaco!(a)
Per togliere il calcare ci vuole l’ACIDO CITRICO.
Si sostiene che aggiungendo il bicarbonato all’acqua si formi meno calcare, questo è vero ma non è una pratica utile per il lavaggio in lavatrice. Infatti, quando l’acqua nella lavatrice viene riscaldata si forma carbonato di calcio (calcare) che, essendo insolubile, si deposita all’interno della lavatrice stessa formando incrostazioni di calcare.
Aggiungendo bicarbonato è vero che una parte del calcio e del magnesio si “sposta” verso quest’ultimo, si forma bicarbonato di calcio, più solubile del carbonato di calcio, ma il carbonato rimane, quindi il problema non si risolve.
Le alte temperature sono il metodo per eliminare la durezza temporanea dell’acqua, dovuta ai bicarbonati di calcio e magnesio:  Ca(HCO3)2 –> CaCO3 + CO2 + H2O, quindi se laviamo con acqua calda sempre calcare precipita appunto nella lavatrice (e se la temperatura aumenta la reazione si sposta a dx)!
Inoltre, lavando con acqua calda, la temperatura degrada il bicarbonato trasformandolo in carbonato di sodio (soda solvay) e quindi il problema viene accentuato invece che risolto: (2 NaHCO3 –> Na2CO3 + H2O + CO2). La soda solvay non ha una azione anticalcare diretta ma indiretta e fa ancora peggio: scambia il sodio con il calcio e diventa calcare vero e proprio che precipita sulla lavatrice e sugli indumenti!
Il bicarbonato NON HA NESSUNA CAPACITA’ AMMORBIDENTE: gli ammorbidenti contengono delle sostanze “antistatiche”, che riducono cioè le cariche elettrostatiche tra le fibre e conferiscono piacevolezza al tatto (un effetto “cosmetico” al bucato). L’altra funzione dell’ammorbidente è dovuta alla sua acidità, che neutralizza l’alcalinità del bucato dovuta al detersivo, ed elimina eventuali tracce di enzimi (potenzialmente allergizzanti). Per questo scopo allora potrà esservi utile l’acido citrico.
Il bicarbonato non contiene queste sostanze ed è una base debole…
(a)  Gli antiacidi sono basi deboli che neutralizzano l’acidità dello stomaco e alleviano i dolori e bruciori provocati dalla presenza di acido cloridrico. Sono preparati contenenti bicarbonato e altri sali di Mg, Ca, Al. Sono eliminati dallo stomaco in meno di un’ora. La loro efficacia è maggiore se presi dopo il pasto: il cibo rallenta lo svuotamento dello stomaco e quindi restano efficaci più a lungo.
NaHCO3 + HCl –> NaCl + H2CO3
H2CO3 –> H2O + CO2
Il bicarbonato trasforma l’acido cloridrico (acido forte) nello stomaco in acido carbonico (più debole) che a sua volta in soluzione si scinde in anidride carbonica (che è un gas, quindi si allontana con la tipica sensazione di digestione). In pratica rimane acqua e sale.
2) CON IL SAPONE…
Mi riferisco alla saponetta classica o quella di marsiglia. Spesso viene consigliata per alcuni usi assolutamente non idonei o addirittura controproducenti.
A prescindere dai gusti di ognuno su come e con cosa lavarsi o lavare, ci sono delle proprietà oggettive del sapone da considerare.
Qualsiasi sapone, anche quello fatto in casa, bio o esotico, ha un pH basico intorno a 9, anche 10 a volte. Inoltre, sciolto in acqua, il sapone si lega al calcio e magnesio e forma dei sali insolubili (la riga molliccia e grigia che si ritrova sul lavello o sulla vasca). Più l’acqua è dura e maggiore sarà questo fenomeno.
Per questi motivi:
Il sapone non va bene per lavare i capelli! si rovinano, diventano stopposi e fragili! Bisognerebbe vederli al microscopio….
Se ci pensate il sapone si usa spesso per radersi, per far scivolare meglio la lama, ma questa  funzione si otterrebbe anche con un lavapiatti che di schiuma ne fa moltissima! In realtà è l’alcalinità peculiare del sapone o della schiuma da barba che apre il pelo (gonfiandolo) e ne riduce la consistenza, così viene tagliato meglio e più facilmente. La stessa cosa succederà ai capelli!
Il sapone (o saponata liquida o lisciva) da solo lava poco e ingrigisce la biancheria: il sapone di marsiglia è certamente ottimo per pretrattare le macchie sui tessuti da mettere in lavatrice. Però poi il detersivo, oltre al tensioattivo, contiene anche dei “sequestranti”, sostanze che appunto “sequestrano” (tolgono) gli ioni calcio e magnesio riducendo la durezza dell’acqua e facendo si che non precipitino sali insolubili sui vestiti.
Quindi lavare i panni con detersivi autoprodotti a base solo di sapone di marsiglia, o scaglie sciolte in acqua oltre a lavare pochino, con il tempo li ingrigisce e li rende appesantiti ed incrostati (perché appunto pieni di depositi insolubili che si fissano alle fibre).
Sicuramente tutti penseranno alla nonna che aveva “splendide lenzuola bianche stese al sole”, allora dobbiamo tenere presente un po’ di cosette:
Le nonne usavano sapone puro direttamente sui tessuti ed esercitavano un’azione meccanica vigorosa chiamata ”olio di gomito”. Non si possono avere risultati soddisfacenti unendo rimedi antichi con le lavatrici moderne. il solo sapone diluito in tutta l’acqua della lavatrice, circa 15 litri, non può fare miracoli…
Il bucato si lavava molto più di rado, quindi era davvero sporco e così si notava molto la differenza dopo il lavaggio, non come noi che cambiamo i vestiti giornalmente e sono pressoché puliti quando vanno in lavatrice, magari puzzolenti e sudati ma non impataccati e infatti per le macchie pretrattiamo.
Il lavaggio con lisciva consisteva nel far bollire la biancheria per ore con cenere e sapone. Quindi già la sola acqua bollente dava una bella botta allo sporco. E poi l’alcalinità della cenere aiutava il sapone. (Non saremo mica pazzi a fare lavatrici a temperature cosi!?!?)
Le nonne stendevano al sole che igienizza e sbianca. Per esempio. le macchie di pupù o di pomodoro che dopo lavaggio sono rimaste sui vestiti, stendendoli al sole vanno via o si attenuano notevolmente perché le sostanze responsabili del colore sono fotolabili (invece spesso in città non abbiamo posti per far asciugare i panni all’aperto oppure lo smog sporca e puzza tutto il bucato…)
In ogni caso il bucato lavato con sapone si ingrigiva a causa dei sali che si depositavano sui tessuti, magari ci voleva più tempo per accorgersene perché non lavavano così spesso e non avevano paragoni con altro detersivo! Adesso i formulatori di detergenti inseriscono i tensioattivi, i sequestranti e gli sbiancanti….
3) CON L’ACETO…
L’aceto contiene acido acetico e quindi potrebbe essere utile in tutti quei casi in cui serve acidità per ottenere dei risultati. Esempi: sciogliere il calcare, decalcificare la lavatrice, rendere i capelli più lucenti e morbidi, togliere l’alcalinità al bucato.
L’aceto lo abbiamo tutti a casa, è naturale e commestibile…
Comunque, se il nostro interesse è diminuire l’impatto ambientale delle nostre pratiche quotidiane, eliminando prodotti tradizionali di sintesi, allora dobbiamo essere “precisini” e dire come stanno le cose rigorosamente.
Gli studi di biodegradabilità(*) fanno emergere che è molto meglio usare l’acido citrico piuttosto che l’aceto: infatti l’acido acetico a parità di concentrazione è 53 volte più inquinante del citrico.
Inoltre in un litro aceto c’è solo il 6% di acido acetico, quindi per avere la stessa efficacia anticalcare del citrico c’è bisogno di una quantità superiore di aceto e di conseguenza ci sarà un maggiore smaltimento di bottiglie di vetro (il cui trasporto e riciclaggio è costoso).
L’ aceto è anche più aggressivo verso le superfici metalliche, può portare in soluzione il nikel contenuto per esempio nell’acciaio del lavello e quindi potrebbe causare delle irritazioni o dermatiti.
E’ stato fatto il paragone tra i metalli ritrovati analizzando l’acqua di scarico di 2 lavatrici identiche ma trattate una con aceto e l’altra con citrico. Nel caso del citrico i valori dei metalli sono al disotto della soglia rilevabile, mentre con l’aceto si trovano decine di milligrammi!
Infine l’aceto puzza… insomma meglio lasciarlo per le insalate…
(*) IMPATTO AMBIENTALE TRA ACIDO CITRICO E ACIDO ACETICO
E’ stato realizzato conformemente ai criteri Ecolabel (marchio ecologico di qualità).
Sul sito della UE si trovano i vari parametri della DID List (detergent ingriedients database) usata per ottenere questi numeri.
C’è una DID list parte A con i valori e la parte B con la formula da applicare.
160   Acetic acid             1666,66
115   Citrate and citric acid 31,25
Sono entrambi considerati acidi anidri (puri).
In pratica: per “neutralizzare” un 1% di acido acetico mi servono 1667 litri di acqua, dopo questa diluizione gli organismi acquatici non avranno nessun problema né di natura acuta né cronica. Con l’acido citrico, la quantità di acqua necessaria è pari a 31,3 litri cioè 53 volte meno impattante.
Inoltre il potere corrosivo nei confronti dei metalli dell’acido acetico è superiore rispetto al citrico. Infatti, i test ufficiali per stabilire la qualità o meno di un acciaio inox prevedono proprio l’utilizzo di acido acetico. Pensa a quanto corrosivo è!
4) CON IL PERBORATO…
Questo si che lo usavano le nonne, ma sta fortunatamente scomparendo dal mercato a causa della sua pericolosità.
Il borace ed in generale i sali di boro sono assolutamente da evitare, ma siccome ancora circolano ricette su internet e, ancora più inquietante, qualcuno ancora lo vende, mi sembra il caso di parlarne.
Recentemente sono stati ampiamente studiati e oltre a essere classificati come “tossici” sono anche “pericolosi per la riproduzione degli organismi acquatici”, cioè provocano malformazioni in alcune specie.
Ora, magari non ci importa del pescetto, ma dato che viviamo sullo stesso pianeta, non vorrei che tra poco esca qualche studio pure sugli umani…
Quindi, è per esempio illegale vendere il perborato con la sola croce di Sant’Andrea (simbolo di irritante).
Il perborato era utilizzato come sbiancante/igienizzante nei detersivi perché sviluppa ossigeno durante il lavaggio, ma è stato sostituito dal PERCARBONATO e dall’ACQUA OSSIGENATA, che svolgono efficacemente la stessa funzione ma sono di gran lunga meno impattanti per l’ambiente (l’acqua ossigenata è completamente eco-compatibile, non lascia alcun residuo, infatti si decompone in acqua e ossigeno…)
Per approfondire:
– Fabrizio Zago: chimico industriale, consulente Ecolabel e per molte catene di distribuzione e fabbricanti di detergenti e cosmetici sensibili all’ecologia EcoBioControl
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116 Responses to Le cose da non fare

  1. Daniele says:

    Ecco qua. E il tuo sito finisce dritto dritto sui miei bookmark in evidenza.
    Finalmente parole chiare e documentate.
    Col tempo me lo spulcio bene bene…

  2. _GiULiA_ says:

    Grazie per l\’articolo, utile e interessante! Seguendo i consigli del blog ho decido di preparare un detersivo per la lavatrice fai-da-me e ho una domanda a proposito. Vorrei ottenere un detersivo con il quale non sia necessario aggiungere l\’ammorbidente in un secondo momento, dunque posso unire nello stesso detersivo l\’acido citrico (come ammorbidente/disincrostante) e il citrato di sodio (come sequestrante)? Io non ho mai provato per paura che saltasse tutto in aria! -_-\’\’ Se no, quale dei due ingredienti e\’ fondamentale e di quale posso fare a meno? Grazie ancora e complimenti!

    • Mammachimica says:

      Come vedrai nelle ricette del detersivo liquido e del polvere per lavatrice, il citrato è uno degli ingredienti fondamentale per farli. Mentre non puoi aggiungere l’acido citrico al detersivo, sia perché lo decomporresti ma anche perché svolge la sua funzione solo se aggiunto all’ultimo risciacquo o cmq nella vaschetta di un normale ammorbidente.
      Ciao Sara

  3. fabio says:

    ciao :-) intanto complimenti per l’articolo hai descritto in modo chiaro, semplice e senza troppi rigiri che per uno come me che si sta avvicinando ai prodotti bio fatti in casa capendo poco di chimica è molto comodo. avrei bisogno di un consiglio: ho cominciato ad usare un detersivo per la lavatrice ecobio (certificato ecolabel) e come ammorbidente l’acido citrico. solo che così i vestiti non hanno alcun profumo e mi piacerebbe che profumassero un po’. se aggiungessi qualche goccia di olio essenziale tipo lavanda (acquistato in lavanderia) per esempio alla lavanda, potrei avere dei risultati decenti o rischio di fare dei pasticci?

    • Mammachimica says:

      Ciao, ho risposto tante volte a questa domanda…gli oli essenziali, essendo appunto oli non si sciolgono in soluzione acquosa…
      Mi dispiace…Per profumare la biancheria puoi solo mettere qualche goccia di oe su un pezzettino di carta e metterla nei cassetti.
      Ciao Sara

  4. Irene says:

    Buonasera Angela, provo a farti questa domanda anche se certamente sono un po’ fuori tema. Due settimane fa ho spruzzato su due angoli del muro di casa un prodotto antimuffa a base di candeggina. Accorgendomi che stava macchiando la pittura delle pareti, ho interrotto il trattamento. Ma visto che avevo impiegato molto tempo a mettere i teli protettivi sui mobili della camera ed a spostare diversi mobili, ho pensato (stupidamente!) di provare comunque a debellare la muffa, trattando la parte rimanente con un metodo “naturale”. Cercando su internet, ho optato per l’aceto bianco, che ho generosamente vaporizzato sulle pareti (un litro intero per due pareti). Nel frattempo erano trascorse due ore e mezzo dal momento in cui avevo spruzzato il prodotto a base di candeggina e comunque in linea di massima ho cercato di evitare quelle zone precedentemente trattate (ma non posso escludere una leggera sovrapposizione di qualche mm-cm). Un minimo di contatto tra le due sostanze c’è stato quando ho passato lo straccio per raccogliere la parte di aceto che era colata dal muro (ne ho vaporizzato molto) e la parte di candeggina (in realtà non ne era colata, ma ci avevo passato sopra uno straccio con acqua nel tentativo di limitare i danni alla parete, quindi a quel punto un po’,anche se diluita, ne era scesa). Il giorno successivo sono venuta a conoscenza della tossicità del cloro gassoso, che si sprigiona nella miscela tra candeggina ed aceto e da allora sono praticamente terrorizzata! Da allora non sono ancora tornata in camera. La mia domanda è: essendo passate due settimane, in cui comunque ho fatto arieggiare la stanza, posso tornare a dormire tranquillamente in stanza? Anche se l’odore dell’aceto si avverte ancora molto, è probabile che sia asciutto? E’ pericoloso continuare ad usare quella stanza? Sole ed aria più esalazioni dell’aceto possono dar luogo a qualcosa di pericoloso? Inoltre: se i futuri inquilini (sono in affitto) vaporizzassero a distanza di mesi da adesso della candeggina, potrebbe ancora esserci il rischio dello sprigionamento di cloro gassoso? Spero tanto in una tua risposta perché sono davvero preoccupatissima.

    • Mammachimica says:

      Ciao Irene,
      Purtroppo non ho gli strumenti per valutare come procede la reazione dopo due settimane. Forse sarà terminata, ma non posso saperlo.
      La chimica è potente, non bisogna mischiare cose a caso. Cmq, dovrei ricontrollare ma lo sprigionamento di cloro in quantità consistenti dovrebbe avvenire solo con l’acido muriatico (cioè l’acido cloridrico). Il prpblema è che già da sola la candeggina non è salutare…
      Inoltre dove hai letto che l’aceto togli la muffa? È una delle solite eco bufale che girano in rete purtroppo…
      Forse potresti passare un po’ di acqua e Solvay per neutralizzare l’aceto. Mi dispiace ma non so che altro dirti.
      La prossima volta che decidi di togliere la muffa usa l’acqua ossigenata, che si decomponi in acqua e ossigeno e quindi non inquina. Non ricominciare con la candeggina tradizionale. E fidati solo di siti che ti spiegano scientificamente il perché delle cose…
      Comunque mi chiamo Sara o Mammachimica, e non Angela.
      Ciao
      Sara

      • Irene says:

        Ciao Mammachimica e innanzitutto grazie per la risposta!
        Delle virtù dell’aceto contro la muffa ho letto su diversi siti… Purtroppo però non ho proprio pensato ad un discorso di interazione col prodotto a base di candeggina (che conteneva sodio ipoclorito: 13 % cloro attivo, leggo dalla scheda di sicurezza). Quindi secondo te nonostante la sovrapposizione sia stata minima (non sono ripassata con lo spruzzino di aceto nelle stesse zone che avevo trattato precedentemente con il prodotto a base di candeggina, ma nelle zone del muro vicine, solo in un caso nella zona sovrastante e subito dopo tamponando con una spugna. Inoltre mi sembra che le zone trattate con candeggina le avessi già passate con uno straccio imbevuto nell’acqua. La sovrapposizione tra le due sostanze c’è stata credo poi, quando sono passata col mocio sul battiscopa e a terra, ma anche lì i prodotti in teoria erano diluiti dall’acqua), nonostante questo secondo te la reazione che avrebbe portato allo sprigionamento di cloro gassoso c’è stata comunque ed è addirittura possibile che essa sia ancora in corso, dopo due settimane? Io vorrei tornare nella stanza a breve, ma è fondamentale sapere che posso essere certa di farlo in sicurezza. Secondo te dovrei chiamare qualcuno e fargli fare un sopralluogo/dei rilievi? Inoltre: per quanto riguarda i tessuti, per le tende ed i vestiti che avevo addosso quel giorni e nei giorni delle pulizie, è sufficiente un lavaggio solo con sapone in lavatrice? O sono in qualche maniera “contaminati” ed è meglio buttarli via? E soprattutto: come devo regolarmi col materasso? Sopra al letto c’era un telo(e il letto era comunque “vestito”, con lenzuola, coperte ecc ecc.), ma la parte inferiore dei materassi (quella poggiata sulle doghe) che quindi non era coperta dal coprimaterasso, può aver assorbito gas tossico?
        Riguardo la tua affermazione: “Cmq, dovrei ricontrollare ma lo sprigionamento di cloro in quantità consistenti dovrebbe avvenire solo con l’acido muriatico (cioè l’acido cloridrico).”, come posso approfondire la faccenda? Per caso hai avuto modo di controllarlo? Sarebbe già una buona notizia…
        Grazie ancora per l’interessamento, sono preoccupata :-(

        • Mammachimica says:

          Ma se non hai passato sopra la candeggina con l’aceto puoi stare tranquilla. Secondo me non ci sono problemi. Per i vestiti e i pavimenti anche, lavarli come ti pare. Considera che c’è gente che la candeggina tradizionale la usa a fiumi…la mette in lavatrice, ci lava i pavimenti, ecc. Non credo si sia sviluppato cloro, che comunque è un gas e quindi dopo tutto questo tempo se ne sarà andato.
          Magari la prossima volta non la userai più e prima di fidarti dei vari siti che decantano le virtù di una o di un’altra cosa, chiedi spiegazioni scientifiche…
          Ciao
          Sara

  5. luisa says:

    Buonasera! Faccio da anni il sapone in casa utilizzando la soda caustica. Vorrei sapere qualcosa di più sull’impatto della produzione e della soda sull’ambiente: so che con la saponificazione la soda si trasforma e quindi non crea problemi, ma mi chiedevo quali problemi crea la sua produzione industriale…Ogni tanto mi attanaglia questo pensiero! Grazie mille
    Luisa

    • Mammachimica says:

      Ciao Luisa,
      I dati ambientali relativi all’impatto ambientale della soda caustica sono molto buoni quindi ti confermo che è certamente una sostanza eco.
      Per quanto riguarda la sua produzione non conosco il suo impatto, è essenzialmente per via elettrolitica ma non ho la competenza per dare un giudizio sull’impatto ambientale.
      Sicuramente però il tuo sapone home made è molto ecologico.
      Ciao Sara

  6. tatiana massaro says:

    ciao Sara, ho trovato il tuo sito per caso, cercando delucidazioni sul percarbonato, ed ora sono più confusa che mai. Ti spiego, da poco tempo, mi sono resa conto che l’acqua da noi è molto calcarea. Per correre ai ripari e salavare la lavatrice ho iniziato ad aggiungere al detersivo, oltre al disinfettante tipo napisan, anche il bicarbonato di sodio, sperando di contrastare l’alcalinità dell’acqua. In seguito, seguendo dei gruppi su FB ho iniziato ad aggiungere della soda solvay. Ora mi viene il dubbio di mettere troppe cose per niente e leggendo le proprietà del percarbonato mi chiedo, usandolo insieme al detersivo in lavatrice, potrei eliminare bicarbonato e soda e disinfettante? onestamente sono un sacco in confusione. Grazie in anticipo se mi risponderai.

    • Mammachimica says:

      Se hai letto i vari articoli sul bicarbonato, percarbonato, ecc. ti sarai accorta che io do la spiegazione scientifica del fatto che il bicarbonato non toglie il calcare e non igienizza…purtroppo sul web girano un sacco di eco balle…
      Cmq, se vuoi igienizzare il bucato puoi usare il percarbonato o l’acqua ossigenata. Per il calcare puoi aumentare il citrato e fare l’ultimo risciacquo con citrico.
      Mi rendo conto che sei confusa, ma l’unico modo è leggere con attenzione gli articoli perché io ho spiegato cosa accade per filo e per segno proprio per rendere tutti più consapevoli e avere gli strumenti per procedere (e non fidarsi di chi scrive rimedi senza dare spiegazioni scientifiche…).
      Buona lettura
      Sara

  7. Angela says:

    Ciao mamma chimica, complimenti per il sito! L’ho trovato facendo ricerche sui saponi fai te. Non ho competenze in materia ma cerco di informarmi su siti scientifici proprio perchè pullulano bufale clamorose riguardo i prodotti naturali. Dato che però è ormai lunghissima la lista degli ingredienti chimici tossici per l’uomo e l’ambiente (ultimo in ordine temporale il triclosan, contenuto in dentifrici e detergenti intimi) mi chiedevo se secondo te è possibile creare in casa un detergente intimo naturale. Essendo zone delicate non sono certa che vada bene un normale sapone, anche se naturale. Grazie

    • Mammachimica says:

      Ciao Angela e grazie dei complimenti.
      Certamente il sapone tipo marsiglia o comunque fatto in casa a base grassi e soda, anche il più delicato, non va bene per le zone intime a causa del suo pH, che è troppo alcalino e diverso dalle mucose intime (solo in caso di infezioni di candida poterbbe essere utile).
      E’ certamante possibile creare i cosmetici, bisogna lavorare in modo preciso, pulito, e procurarsi le giuste materie prime. Personalmente non li preparo però, ma posso indicarti nei link il sito di Lola, una grande esperta di autoproduzione di cosmetici.
      Comunque, puoi trovare ottimi det intimi, dal punto di vista dell’inci,m snche nella grande distribuzione (es. nel discount todis, c’è la linea eco gentli, oppure al discount Is’s, con la linea bio).
      Oppure ottimi sono i prodotti di officina naturae.
      Ciao
      Sara

  8. cristina says:

    Ciao, cercando lumi sui sali di boro, per eliminare la muffa dalle pareti, sono capitata qui e ho scoperto che sono tossici. L’acqua ossigenata a 40 vol l’ho già provata, l’effetto non dura niente, mi chiedo se anche i sali quaternari proposti in alternativa al boro sono pericolosi.

    • Mammachimica says:

      Ciao Cristina,
      in che senso l’effetto non dura niente?
      La muffa si forma perchè ci sono le condizioni ambientali adatte a formarsi (umidità, scalsa circolazione d’aria, ecc), se non si eliminano quelle certamente ritorna…ma anche con gli altri metodi. Comunque, per rendere ancora più potente l’azione dell’ossigenata a 40 volumi, potresti prima passare sul muro una soluzione di acqua e soda solvay.
      Per quanto riguarda i sali quaternari (suppongo ti riferisci a quelli di ammonio) sono NON biodegradabili, quindi non certo per me consigliabili in questo blog…
      Ciao Sara

  9. Maria Luisa says:

    Ciao Mamma chimica,
    Ho una domanda da farti…..ho messo nel cestello della lavatrice insieme ai vestiti del bicarbonato di sodio (per prevenire odori e batteri). Stamattina ho finalmente messo in moto la lavatrice (dimenticandomi del bicarbonato) e insieme al detersivo ho messo nello scomparto un pò di candeggina ….cosa può succedere dalla loro reazione ? Grazie

    • Mammachimica says:

      Ma era candeggina tradizionale?
      Se è ipoclorito, a parte inquiare, no succede nulla al detersivo e nemmeno con il bicarbonato.
      Solo che, se hai letto l’articolo, sai che il bicarbonato non toglie i batteri e non toglie gli odori in lavatrice.
      Ciao Sara

  10. ste says:

    Buongiorno Mammachimica,
    Complimenti per il sito, è fantastico.
    Ho letto casualmente e fortunatamente della tossicità dei sali di Boro. Ne ho acquistato un barattolo poco tempo fa perché avevo letto che sciolti in una soluzione acquosa potevano essere spruzzati sui muri per prevenire la formazione di muffe (da condensazione nel mio caso). Li avevo appositamente cercati per evitare la tossicità dei vapori della candeggina perché devo usarli in camera da letto. E pensavo di spruzzare la soluzione dopo un trattamento di acqua ossigenata.
    Immagino sia il caso di portarli alla prima isola ecologica. Giusto?

    • Mammachimica says:

      Ciao è grazie dei complimenti.
      Personalmente si, li smaltirei. Mi dispiace di questo acquisto, pensavo non li vendessero più (a parte ai laboratori).
      Certamente per la muffa in camera da letto è meglio spruzzare una soluzione sì soda solvay e poi acqua ossigenata a 40 volumi.
      Buone pulizie!
      Sara

  11. adriana says:

    Ciao mammachimica avrei un paio di domande da farti: primo, ma il percarbonato dove si compra? qui inzona da me nn lo vende nessuno; secondo, ma è vero che ha delle proprietà ammorbidenti? se nn è così cosa posso usare in alternativa al normale ammorbidente? Ti ringrazio in anticipo per la tua disponibilità.

    • Mammachimica says:

      Ciao Adriana,
      il percarbonato lo trovi in tutti i supermercati sotto il nome di “additivo sbiancante a base di ossigeno” (tipo vanish o omino biaco), ma ce ovviamnte ce ne sono di più o meno eco. Per saperlo bisogna leggere sul sito web del prodotto gli ingredienti.
      Oppure lo trovi on line, sotto il nome di percarbonato.
      Non ha nessuna proprietà ammorbidente, non so chi fa girare queste balle chimiche.
      A posto dell’ammorbidente commerciale potresti usare l’acido citrico.
      In merito uoi usare altre interessanti informazioni su questi deu articoli: http://www.mammachimica.it/acqua-ossigenata-e-percarbonato-di-sodio/
      http://www.mammachimica.it/acido-citrico/
      oppure leggere il mio libro!
      Ciao Sara

  12. Sandra says:

    Ciao, avrei una curiosità… Invece per pulire i tubi della doccia/lavello si può usare acido citrico? A cosa si deve mischiare per agire sul calcare? Grazie in anticipo

    • Mammachimica says:

      Scusa Sandra ma non ho capito la domanda…
      L’acido citrico si mischia solo con l’acqua per farne una soluzione che sciogklierò il calcare (trovi la ricetta nel fai da te).
      Ciao
      Sara

  13. Chiara says:

    Gentile Sara,
    Ho un centro massaggi e uso solamente lenzuola in cotone e…olio!
    Cosa posso aggiungere al normale detersivo per sgrassare le lenzuola e togliere l’olio? E a che temperatura mi consigli di lavarle per un risultato ottimale?
    Mille grazie in anticipo per la tua cortese risposta.
    Chiara

    • Mammachimica says:

      Ciao Chiara,
      certamente il detersivo migliore è quello in polvere, perchè più potente del liquido. Anche la temperatura ha il suo effetto. Quindi io li laverei certamente a non meno di 60°C.
      Per disgregare lo sporco grasso serve l’alcalinità, quindi per esempio l’aggiunta della soda solvay (che nel detersivo in polvere già c’è solitamente).
      Potresti anche provare ad un ammollo in acqua calda, detersivo piatti (il più sgrassante) e aggiunta di un pò’ di solvay, e poi il normale lavaggio in lavatrice (sempre a 60° ovviamente).
      Se ci sono dei punti o macchie di olio che riesci ad individuare a secco, prima di lavarle, prova anche a passarci un po’ di alcool (occhio a non respirarlo e attenzione che se sono colorate le scolorisce).
      Ovviamente anche la temperatura può scolorirle, spero siano bianche…
      Ciao
      Sara

  14. massimo says:

    Carissima Sara, un quesito: sento continuamente parlare di candeggina per pulire periodicamente la lavatrice: lavaggio a 90° con un bicchiere di candeggina. Serve? Alcuni dicono di si, altri che la candeggina danneggia la lavatrice. Forse è più esatto dire che esiste la via di mezzo? Grazie!

    • Mammachimica says:

      Ciao Massimo,
      a quase candeggina ti riferisci? quella tradizionale a base di ipoclorito o quella gentile con acqua ossigenata?
      Comunque, certamente in entrambe i casi non serve arrivare a 90°, a 60° basta e avanza.
      Però è moltissimo più ecologico usare la candeggina gentile a base di ossigenata (due bicchieri), oppure 100g di percarbonato di sodio.
      Serve nel caso la lavatrice abbia un cattivo odore, può capitare se ristagna acqua o se non si usa la pallina dosatrice e rimangono nei condotti residui di detersivo. Quindi non certo tutti i giorni!
      Il perchè dovrebbe danneggiare la lavatrice bisognerebbe chiederlo a chi lo scrive…
      Ciao Sara

      • adriana says:

        Ciao Sara, ma per candeggina gentile intendi quella in commercio con bottiglia verde comunemente usata per i capi colorati o ce ne sono amche altri tipi migliori?
        Grazie

        • Mammachimica says:

          In commercio la candeggina gentile la trovi in bottiglie di tutti i colori…però si, è quella consigliata per i colorati e comunque nell’etichetta trovi negli ingredienti perossido di idrogeno (acqua ossigenata).
          Ce ne sono di più o meno ecologiche, ma mai come quella che potresti autoprodurti.
          Ciao
          Sara

  15. Anita says:

    Gentilissima Sara,
    per fortuna mi sono imbattuta nel tuo blog, ormai nei negozi c\\\’è una miriade di prodotti e internet è una giungla di informazioni spesso non veritiere e contraddittorie. Le tue informazioni precise e dettagliate mihanno chiarito tante cose e mi hanno fatto capire gli errori che commetto per ignoranza. Ti chiedo gentilmente aiuto per il metodo migliore per pulire il forno senza essre costretti ad ingerire sostanze che restano invisibili nel forno e si sprigionano durante la successiva cottura, costringendoci ad ingerirle insieme alle pietanze. Anche le pietanze non ci garantiscono la massima genuinità ma almeno agiamo sui detersivi per mantenere un certo equilibrio….
    grazie in anticipo e Buone Feste
    Anita

    • Mammachimica says:

      Ciao Anita e benvenuta.
      Sul blog ho già risposto molte volte a questa domanda perchè il forno è un vero incubo…bisognerebbe non farlo mai arrivare al punto di non ritorno! nel senso che il grasso si cucina letteralmente sulle pareti e poi non lo togli nemmeno pregando in greco!
      Comunque, io lo pulisco quando è ancora un pò caldo, dopo che l’ho usato. Uso lo sgrassatore che trovi nel fai da te, ma che puoi fare anche al momento: detersivo piatti, acqua con aggiunta di soda solvay. Mi raccomando non esagerare con le dosi, altrimenti fa tantissima schiuma e ci vuole tanto a pulire. Fai agire un po’ questa pappetta sgrassante e poi togli con un panno prima umido quasi asciutto (sempre per limitare la schiuma) e poi con sciacqua bene con panno molto imbevuto di acqua e per tante volte. Se userai un det piatti di quelli ecolabel e senza profumazioni, il forno e di conseguemza le pietanze nonavranno alcun odore.
      Buone pulizie e buon 2017!
      Sara

  16. Valentina says:

    Grazie mille per i tuoi precisi chiarimenti! Avrei due domande: cosa usare per il giallo che resta nelle zone delle ascelle delle maglie bianche e per l’odore di sudore? Seconda domanda: leggo sempre più spesso della proprietà ammorbidente di una pallina di stagnola inserita nel cestello in lavatrice…funziona? come si spiega?

    • Mammachimica says:

      Per le maglie ingiallite e puzzose prova lo spruzzino igienizzante nel fai da te (se prima ci passi un po’ di marsiglia o uno grassatore l’effetto igienizzante sarà maggiore). Oppure la pappetta con percarbonato.
      Per sapere il perchè funziona scientificamente, ti consiglio di leggere l’articolo relativo all’acqua ossigenata e il percarbonato.
      Per la stagnola ho grandi dubbi…non mi viene in mente alcuna spiegazione scientifica…ma si può sempre imparare!
      Prova a chiedere a chi scrive queste cose perchè funziona, su internet c’è tanta fuffa, per avere clic scrivono qualsiasi cosa.
      Io metto sempre la spiegazione chimica e scientifica e non ho banner pubblicitari.
      Ciao Sara
      Ciao Sara

      • paskalos3 says:

        Ciao Sara,
        vorrei chiederti una spiegazione tecnica e surrogata dalla tua esperienza .
        Non ricordo dove , ho letto che la silica serve per assorbire umidità in presenza di polveri soggette a questo inconveniente , ma quando faccio per me la polvere per la lavatrice o lavastoviglie , invece della silica , posso usare il sale , visto che anche il sale assorbe l’umidità ? Questo solo affinche le altre polveri non siano infestate dall’umidità .
        Grazie sempre per la tua gentilezza
        Pasquale

        • Mammachimica says:

          Però la silica è dentro delle bustine quando serve da assorbi umidità…nei detersivi sapevo servisse per far scorrere meglio la polvere.
          Credo però che se metti il sale e questo si inumidisce assorbendo umidità ed è insieme alle altre polveri, si bagneranno anche quelle…non credo sia una buona idea.
          mi dispiace ma non so consigliarti su questo.
          Ciao Sara

  17. Pasquale says:

    scusate , ho errato in precedenza ma volevo dire che il sapone in polvere di cui ho parlato è a base di olio di palma , non so se è la stessa cosa parlare di sodium palmate .
    Grazie e scusate di nuovo
    Ciao Pasquale

    • Mammachimica says:

      Si è la stessa cosa, nel senso che il sodium palmate è quello che si ottiene dalla saponificazione dell’olio di palma.

  18. Pasquale says:

    ciao, ho trovato un altro sapone in polvere con questi INCI : sodium palmate, aqua, sodium hidroxide, e sodium carbonate . Mi sembra un buon sapone tipo marsiglia ,ottimo perchè è anche in polvere ; ti chiedo se lo posso usare per produrre un sapone liquido per lavare viso e corpo oltre le mani . Se la risposta è affermativa dovrei aggiungere qualcosa , visto che cìè il carbonato di sodio che è un pò aggressivo e se il prodotto finale è con PH elevato cosa posso aggiungere per abbassarlo ?
    Grazie sempre per la tua disponibilità e cortesia nel rispondere .
    Ciao Pasquale

    • Mammachimica says:

      Ma se nell’inci c’è l’acqua come fa ad essere in polvere?
      Comunque se lo rendi liquido devi metterci un conservante perché l’acqua fa proliferare i batteri. Ovviamente come tutti i saponi tipo Marsiglia è aggressivo per la pelle perché il pH è completamente diverso che quello della pelle. Non puoi abbassarlo. A questo punto ti conviene prendere un sapone liquido fatto apposta per il viso e corpo.
      Questo lo puoi usare per fare il detersivo in polvere.
      Ciao Sara

      • Pasquale says:

        Ciao Sara ,
        scusami se non ti ho risposto subito , ma l’acqua che sta negli INCI è quella che si usa per fare il sapone in barra e poi viene macinato , una volta secco , così mi è stato risposto da colui che mi da questo sapone in polvere che devo dire che è molto buono.
        Ma io sono sempre alla ricerca di un sapone a base cocco sempre in polvere e con glicerina e non con Hidrossido di sodio , perchè sia più idoneo alla salute della pelle e delle allergie , di cui tanto si parla adesso .
        Infine vorrei proporti questi INCI di un detersivo dichiarato ottimo per Bambini e per tessuti delicati come seta, lino, ecc.
        Elenco ingredienti :
        Aqua / sodium chloride / triethanolamine citrate / sodium laureth sulfate / Lauril miristil poliglicoletere con EO e PO / Alcoli, C13-C15- ramificati e lineari etossilati / policarbossilato / parfum / dimethicone / hydrolyzed wheat protein-silicone copolymer / benzyl salicylate / hexyl cinnamal/ propylene glicol / denatinium benzoate / laurylamine dipropylenediamine/benzisothiazolinone / methylisothiazolinone / phenoxyethanol /CI42051.
        Guardando il biodizionario di Zago , non mi sembra proprio l’ideale per il bucato degli indumenti dei bambini , vorrei sapere la tua opinione se è possibile . GRAZIE
        Pasquale

        • Mammachimica says:

          Per quanto riguarda il sapone: il problema dei saponi solidi, la saponetta classica, non è tanto che siano di cocco o di oliva o di girasole. Tutti sono fatti con grassi e idrossido di sodio. E’ il loro pH così distante da quello della pelle.
          Quindi, nessuno vieta di usarli ci mancherebbe, ma per pelli delicate, tipo bambini, o le parti intime, certamente non vanno bene perchè sono sia troppo sgrassanti che appunto di pH troppo diverso (es. se usi la saponetta sui capelli lunghi diventano stopposi e si rovinano con quell’alcalinità). Ovviamnte se hanno pure profumi aggiunti e uno è allergico a quelle sostanze la situazione peggiora.
          Per il detersivo: non mi sembra il massimo, ha anche i siliconi, ma soprattutto ha il profumo (in teoria per bambini il profumo non ci dovrebbe essere. Però non sono in grado di valutare l’intera formulazione.
          Cmq per i delicati e la lana basta un goccino di det piatti…sto proprio mettendo un articoletto in merito sul sito.
          Ciao
          Sara

          • Pasquale says:

            ciao Sara,
            e che ne dici di aggiungere un pò di acido citrico per abbassare il PH del sapone in polvere ? e avvicinare il PH finale a quello della pelle e renderlo meno aggressivo ?
            Grazie e un grande saluto

          • Mammachimica says:

            se aggiungi dell’acido citrico al sapone sodico lo denaturi, perchè separi gli acidi grassi dal resto e così non lava più…non diventa meno aggressivo, non è più sapone.
            Ciao Sara

          • Pasquale says:

            Ciao Sara,
            una domanda , spero non sia stupida , posso aggiungere nel detersivo in polvere per lavastoviglie, su un kg di polvere 100 g. di sapone marsiglia sempre in polvere ? Laverebbe meglio o peggio ?
            Grazie sempre per la tua cortesia nel rispondere ,
            Ciao Pasquale

          • Mammachimica says:

            no non è una buona idea, il marsiglia sporca i piatti invece che pulirli, lascia la patina appiccicosa.
            Ciao Sara

          • Pasquale says:

            Ciao Sara ,
            Grazie sempre delle risposte , sempre molto apprezzate .
            Io sono arrivato alla determinazione di non usare più il sapono in polvere per il detersivo in polvere , sempre perchè alza il PH , lascia aloni , a questo punto userò solo tensioattivi di origine vegetale e basta , che ne dici ?
            Ciao Pasquale

          • Mammachimica says:

            Ma infatti in lavastoviglie non ci va il sapone che certamente lascerebbe aloni.
            Però non è certo lui che alza il pH, è la solvay o il percarbonato.
            Se ti trovi bene con tensioattivi vegetali in polvere meglio così!
            Sara

          • Pasquale says:

            la stessa cosa farò con il detersivo per lavatrice , non userò più il sapone in polvere e metterò solo, come ho detto tensioattivi in polvere di origine vegetale , ritengo una buona soluzione , spero tu sia d’accordo con questa mia soluzione

          • Mammachimica says:

            Anche in questo caso, se ti trovi bene e non ti si crea troppa schiuma fai così.
            Il marsiglia in lavatrice serve solo a quello.
            Ciao Sara

          • Pasquale says:

            Ciao Sara , per ben due volte non sono riuscito a inviare il mio messaggio , spero adesso vada , comunque ti rinngrazio per la tua gentilezza a rispondermi con precisione e tempestività , e seguirò i tuoi consigli non usando più sapone nè nella lavatrice e nè nella lavastoviglie , e per non fare molta schiuma quanto tensioattivo in polvere devo usare ? Tenendo conto che sono pochi i tensioattivi in polvere , tra cui sodium lauryl sulfate , sodium lauroyl sarcosinate e lauryl sulfoacetate , almeno questi conosco come polvere . Quali mi consigli di usare e quanto in 1 kg di polvere di altre materie prime ?
            Grazie anticipatamente della risposta che come sempre sarà molto convincente e tempestiva .
            Ciao Pasquale

          • Mammachimica says:

            Mi dispiace ma non ho mai usato i tensioattivi in polvere e quindi non so darti le dosi.
            Ciao Sara

  19. Loris says:

    Ciao, articolo molto interessante.

    A volte alcuni panni colorati appena lavati ed asciugati basta che si inumidiscono un po’ per emanare il classico odore di asciugato male.
    Con gli asciugamani lo noto se mi asciugo il viso dopo che qualcuno si è asciugato le mani, per le t-shirt dopo qualche ora che le indosso e che quindi comincio a sudarci.
    Una volta che un panno è attaccato lo puoi lavare quanto vuoi ma continuerà a puzzare.
    Da come ho letto in giro mi sembra di aver capito che la causa sono batteri o muffe che hanno colonizzato il panno.

    Il bicarbonato NON IGIENIZZA: preserva dai batteri solo se in soluzione SATURA
    Mi sembra di capire quindi che una soluzione satura di acqua e bicarbonato potrebbe risolvere il problema uccidendo i batteri/muffa del panno, ho capito bene?
    Se si, che dosi di acqua e bicarbonato mi servono per produrre una soluzione satura?
    Per quanto tempo i panni dovrebbero rimanere in ammollo in questa soluzione perchè il battericidio abbia luogo?

    Grazie!
    Loris

    • Mammachimica says:

      No non funziona cosi’, la soluzione satura di bicarbonato permette di non proliferare i batteri e non di ucciderli.
      Il mio consiglio è di lavare gli acsiugamani e le lenzuola, gli strofinacci (e tutto quello che tu sai si riempia di desiduo corporeo o di organico) a 60 gradi con buon det in polvere e anche un igienizzante annesso (percarbonato o acqua ossigenata gli unici che igienizzano). Così non si accumula grasso corporeo che poi è il responsabile dei cattivi odori.
      Se ormai si è accumulato, prova comunque a fare questa procedura, magari con lungo ammollo. Oppure si comprano nuovi…
      Ciao Sara

  20. Esperto disinformatore says:

    Attenzione a queste false notizie diffuse da chi vuole incrementare la vendita di prodotti costosissimi adesso cancellate pure il commento sara’ una mia ulteriore prova ,il bicarbonato a pochissimo prezzo e’ una sostanza ecezionale 4 cucchiaiate nell’ammollo di una bella quantita’ di panni sporchi vi fara risparmiare molto ma molto sapone in polvere ,il bicarbonato e non e’ pubblicita’ potete constatarlo da voi stessi scioglie ogni sporco piu’ difficile ,col bicarbonato mi raccomando ben disciolto in acqua tiepida potete buttare nel secchio tutti i migliori dentifrici che oltre a farvi venire l’ulcera non servono assolutamente a nulla!!!!!

    • Mammachimica says:

      Ma a chi ti riferisci con false notizie?
      Qui si fa solo informazione scientifica. E non vendo proprio nulla, non ho nemmeno banner pubblicitari.
      Il bicarbonato come dentrificio l’ho consigliato anche io perche’ innalza leggermente il pH buccale e quindi contrasta l’acidita’ vero nemico dei denti.
      Per il lavaggio del bucato non serve a nulla perche’ non ha una basicita’ tale da poter potenziare il tensioattivo.
      Certamente e’ eccezionale come deodorante.

  21. Pasquale Stancarone says:

    IO vorrei sapere se posso usare un sapone in polvere con questi ingredienti : INGREDIENTI (INCI): Sodium Palmate, Sodium Cocoate, Aqua, Glycerin, Sodium Chloride,Sodium Citrate, Tetrasodium Etidronate. Io lo sostituisco al sapone di Marsiglia , questo sapone in polvere mi sembra veramente naturale 100% , non avendo materie prime chimiche , grazie della risposta

    • Mammachimica says:

      Ciao Pasquale,
      certamente la composizione chimica di questo sapone è buona e utilizza tensioattivi di origine vegetale (ma che non esistono in natura, sono stati creati apposta in un laboratorio).
      Comunque sono tutte molecole chimiche…anche la naturalissima acqua è formata da molecole chimiche… Forse tu intendevi che è un sapone “senza molecole chimiche prblematiche”, e in effetti questo sapone non le ha.
      Ciao Sara

  22. VINCENZO says:

    Buongiorno mammachimica, sto cercando una ricetta per uno sgrassatore che sia attivo anche sul grasso bruciato dei fornetti. Alcune ricette portano una miscela di borace, bicarbonato, sale e acqua calda fino a creare una cremina da spalamare e lasciare agire. Tu cosa mi suggeriresti per un’azione efficace sul tipo di grasso che ti ho descritto?? Grazie

    • Mammachimica says:

      Ciao Vincenzo,
      I sali di boro sono tossici e inquinanti, dovrebbero anche essere non più acquistabili facilmente. Il sale e il bicarbonato non sgrassano un tubo…forse il sale prima di sciogliersi abrade un po’…boh non mi sembra il massimo questa ricetta.
      In effetti il grasso bruciato è difficile. Immagino tu non possa usare una spugnetta metallica, forse solo l’azione meccanica può aiutarti..
      Comunque, prova a fare una soluzione molto concentrata di Solvay (cioè cerca di scioglie e un po’ di Solvay in meno acqua possibile). Poi aggiungi un po’ di detersivo piatti e fai così la pappetta da far agire sul bruciato.
      Questo è l’unico rimedio eco che mi viene in mente, oltre a non arrivare a questo tipo di sporco!
      Buone pulizie!
      Sara

  23. Marco says:

    Buongiorno Sara,
    ti volevo fare una domanda che non centra con la pulizia, ma con la cucina. Mi pare di aver sentito che il sale da cucina ha qualche problema di compatibilità con l’acciaio inox delle pentole e, soprattutto quello grosso che non si scioglie subito, può dare luogo al rilascio di determinate sostanze dall’acciaio.

    Ti risulta vera una cosa del genere?

    Se sì, hai dei consigli nell’uso del sale?

    Grazie

    • Mammachimica says:

      Certamente il sale è molto corrosivo, considera anche come si riducono le navi abbandonate!
      E infatti mi fanno molto arrabbiare quando sul web circolano pseudo ricette di detergenti a base di sale…
      Se l’acciaio non è di buona qualità peggio sarà. Anche io ho letto di alcune pentole che hanno formato macchie scure sul fondo.
      Ma solitamente il sale si mette sui cibi e non direttamente sulla pentola. Nel caso della cottura della pasta basta metterlo quando l’acqua già bolle.
      Ciao
      Sara

  24. Marco says:

    Ciao mammachimica,
    ho visto che quando parli di tensioattivi fai sempre riferimento al detersivo piatti. Non ci sarebbero sostanze o modi più naturali per ottenere questi tensioattivi?
    Grazie

    • Mammachimica says:

      Ciao Marco,
      i tensioattivi non esistono in natura, sono sempre un prodotto di sintesi (cioè creato in laboratorio chimico). Ma certamente ce ne sono di più o meno impattanti, quelli per esempio che derivano da sostanze presenti in natura a cui poi si “attacca” la parte sintetica.
      Per altre info puoi leggere “tensioattivi” nel glossary del mio sito.
      Uno di questi è l’alchilpoliglucoside (Apg), basso impatto ambientale e buona biodegradabilità.
      Quindi potresti comprare questi come materie prime e non il detersivo piatti (ovviamente alcuni detersivi piatti contengono già apg).
      Però io non ho ancora mai sperimentato personalmente ricette con questa materia prima, quindi non posso aiutarti.
      Sul forum di Fabrizio Zago ne troverai.
      ciao Sara

  25. Angela says:

    Ciao! Ho trovato su internet tra tanti site americani una ricetta per il detersivo per la lavatrice senza borace. Ero contenta e oramai lo uso sempre per la lavatrice, tranne che per panni delicati. Grattugio 300 grammi di sapone per bucato fatto da me, una scatola di soda solvay e una di napisan. Macino tutto con il robot e diventa una bella polverina bene amalgamata. Ho saputo che la soda solvay non va bene per la lavatrice… Come Ammorbidente uso quello commerciale a volte quello biologico . Mi spieghi per favore se va bene o no? Grazie mille!

    • Mammachimica says:

      Ciao Angela,
      La tua polverina va bene, ma secondo me manca un po’di tensioattivo (es. Il detersivo piatti)e di sequestrante (che evita di far ingrigire i panni e aiuta il tensioattivo).
      Non so il perché la solvay dovrebbe fare male alla lavatrice…magari chiedi il motivo scientifico a chi te lo ha detto.
      Usare l’ammorbidente dopo un detersivo in polvere va sicuramente bene.
      Ciao Sara

  26. Valerio says:

    Ciao Mammachimica, da qualche mese ho iniziato con un amico un progetto in campagna con l’utopia dell’autosostenatamento (si chiama “Valle Libera”). Dato che ci scaldiamo e cuciniamo con la legna del nostro bosco ho pensato da subito di autoprodurre della lisciva bollendo per 2-3 ore 1kg di cenere di legna con 5l di acqua. la parte liquida la uso per lavare pavimenti e bagni (diluita in acqua) mentre la parte “solida” (quella che decade) la usiamo per lavare i piatti. Cosa ne pensi tu della lisciva? potremmo anche utilizzarla per la lavatrice?
    grazie e complimenti per la professionalita e la serieta di questo blog!!

    • Mammachimica says:

      Ciao Valerio e grazie dei complimenti, che però devo fare anche a voi per il vostro interessante progetto!
      Però devo avvertirti che purtroppo scientificamente (da test in laboratorio) il potere lavante della lisciva è pressoché uguale all’acqua calda…quindi prepararla è solo uno spreco di energia e tempo. Però ognuno lava come gli pare, ci mancherebbe!
      Inoltre a volte in effetti basta solo l’acqua per lavare: conosco bene la differenza tra lavare un pavimento in una citta’ super inquinata e quello di una casa in campagna, per il primo a volte mi serviva lo sgrassatore! Per il secondo basterebbe l’acqua.
      Idem nel lavare i piatti, se non cucini carne e metti condimenti a crudo, si lavano con più facilità, sono praticamente puliti.
      Certamente non userei la lisciva in lavatrice, oltre a non lavare rischi di ingrigire i panni.
      Ciao Sara

  27. marisol says:

    Ciao Mammachimica, ho postato un quesito su promiseland e volevo chiedere a te se hai un’idea migliore rispetto al consiglio che mi ha dato una utente:
    http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=2&t=46015&p=385235#p385235
    Mischiare la crema con il gel d’aloe, ogni volta, prima di spalmarla, lo trovo molto scomodo. Hai un’idea migliore? Sai se c’è un ingrediente che posso aggiungere al vasetto della crema per renderla mento grassa? Grazie, ciao

  28. AnnaMaria Gariglio says:

    Ciao Mammachimica!!!!GRAZIE GRAZIE per avermi aperto un mondo con la tua chiarezza e competenza, ho cercato tanto e, trovato tanto ma tanto di sbagliato e confuso ora, con tutte queste nozioni giuste finalmente si potrà iniziare un nuovo capitolo!!!! Dilemma Citrato di Sodio….come da te suggerito per sapere la durezza dell’acqua sono andata su Assocasa digitato il nome del comune dove abito e la scritta che compare è MIN 28 / MAX 36 / MEDIA 39…..usti abbiamo un’acqua durissima se è a 39!!!!!!!!!!!!!!!!! Nella “ricetta” del detersivo in polevere ci sono 50ml di citrato di sodio, quindi per la mia acqua sono pochi visto che è così dura? di quando lo dovrei aumentare? Un altro consiglio se puoi….. le cartine tornasole costano un botto 40€, cosa posso usare in alternativa? Grazie Grazie e ancora Grazie per la tua disponibilità e per tutto l’aiuto!!!! Buona giornata Mammachimica!!!
    AnnaMaria

    • Mammachimica says:

      Ciao AnnaMaria,
      si la tua acqua è duretta, fai delle prove con il citrato, inizia con 50ml e vedi come ti trovi, magari aumenta al bucato successivo e fai i paragoni.
      Per quanto riguarda le cartine tornasole, le trovi a prezzi più abbordabili su e-bay o nei negozi vicino alle università, che vendono vetreria per laboratorio. Comunque non sono indispensabili. Se prepari il citrato rispettando le quantità e facendo concludere esattamente la reazione (cioè aggiungendo bicarbonato non frigge più),sei abbastanza sicura di essere a pH attorno a 7.
      Ciao Sara

  29. valeria says:

    ciao mamma chimica ho una domanda circa il marsiglia, anzi più di una…ho grattuggiato una bella quantità di sapone perchè avevo letto sul forum di Zago che se ne potevano mettere circa 10 grammi in lavatrice insieme al detersivo liquido che si usa solitamente, con lo scopo di ridurre la schiuma di quest’ultimo…solo che non mi convince molto questa cosa nel senso che uso già poco detersivo liquido (uso il winni’s) e ho paura che il marsiglia rovini la lavatrice o che se depositi sui capi, nonostante il sequestrante del detersivo..è vero fa meno schiuma, ma essendo già un “eco detergente” non dovrebbe poi produrne molta, a meno che si sbaglino le dosi ed essendo concentrato, anche qualche goccia in più potrebbe essere di troppo generando più schiuma del dovuto, magari basterebbe ridurre le dosi e non ci sarebbe bisogno di usare il marsiglia come antischiuma? altra cosa, ora ho parecchio sapone grattuggiato e non so che farne, prima di cimentarmi nel sonia-sartana, devo finire tutti i detersivi che ho perchè non mi piace sprecare…di solito lavo i panni del lavoro di mio marito sporchi di grasso e olio (fa il meccanico) facendo un prelavaggio con acqua fredda e candeggina delicata…secondo te se invece del prelavaggio in lavatrice mettessi i panni in un catino con acqua calda, candeggina delicata e sapone di marsiglia grattuggiato (così lo sfrutto), lasciando in ammollo qualche ora prima di procedere al normale lavaggio con detersivo in lavatrice, può andare o rovino i panni perchè si depositano i sali del sapone che non andrebbero via nemmeno col lavaggio in lavatrice+detersivo? da ignorante penso che il detersivo col sequestrante, sequestri appunto i sali del sapone che si sono depositati sui panni nel prelavaggio, ma non ne sono sicura perciò chiedo prima di rovinare tutto..grazie

    • Mammachimica says:

      Ciao Valeria,
      In effetti non capisco perché aggiungi il Marsiglia ad un detersivo commerciale. Avevi avuto problemi di troppa schiuma con Winnis? Hai acqua molto dolce? I detersivi commerciali sono già ben formulati per non fare schiuma, diversamente, quello che faccio io ne ha bisogno perché parto dal detersivo piatti. Quindi secondo me dovresti fare come hai detto, provare a ridurre la dose di detersivo bucato, soprattutto se hai acqua dolce.
      Il marsigli grattugiato dura tantissimo, se vuoi puoi lasciarlo in un contenitore e aspettare di usarlo quando ti servirà.
      Per le tute di tuo marito, certamente l’ammollo con candeggina gentile le igienizza. Ma per il grasso magari sarebbe utile uno sgrassatore o anche un po’ di detersivo piatti proprio sulle macchie. Il marsiglia va bene se fatto agire direttamente sulla macchia, ma disperso nell’ acqua non ha un gran potere e lavante (e se poi non lavi ad alte temperature rischi che ti rimangano residui).
      Ciao Sara

  30. Marina says:

    Ogni volta che passo di qui imparo qualcosa di nuovo. A proposito del bicarbonato di sodio come anticalcare: lo sfrego in abbondanza quasi asciutto su una spugnetta per togliere “meccanicamente” il calcare, e funziona. Può essere considerato anticalcare in questo senso? Grazie!

    • Mammachimica says:

      Beh, insomma…certo non si può chiamare
      scioglicalcare..e comunque mi sembra poco efficiente, il citrico lo toglie con molta meno fatica!
      Ovviamente ognuno pulisce come vuole!
      Ciao Sara

  31. silvano says:

    Buona sera
    per ragioni varie mi trovo ad usare spesso Varechina e più di rado soda caustica ma in quantità. La mia sensibilità nei confronti dell’ambiente mi fa stare male al momento in cui devo buttare le soluzioni. Vi chiedo di darmi alcuni consigli per poter smaltire correttamente questi prodotti indispensabili e nel caso se esiste la possibilità di neutralizzarne la dannosità prima di reimmetterli nell’ambiente.
    Grazie
    Silvano

    • Mammachimica says:

      Ciao Silvano,
      Per la soda caustica non ci sono grandissimi problemi per l’ambiente, mentre la varechina, cioè l’ipoclorito di sodio è effettivamente molto inquinante.
      L’unico consiglio che posso darti, non sapendo per che cosa ti serva in modo indispensabile la varechina, è quello di sostituirla con l’acqua ossigenata (a concentrazioni diverse per ciò che ti serve).
      L’acqua ossigenata è assolutamnte ecologica, si decompone in acqua e ossigeno.
      Ciao Sara

  32. Lory says:

    Da chimico a chimico…. bravissima ottimo lavoro, molto competente e chiara. I miei complimenti. Ti metto tra i miei preferiti!!!! Ciao!

    • Mammachimica says:

      Ciao Lory e grazie dei complimenti.
      Mi fa sempre piacere riceverli, ma certamente se provengono da “qualcuno del mestiere” sono molto gratificanti!
      Anche il tuo blog è molto interessante e specifico.
      Ciao Sara

  33. Francesca says:

    Buongiorno Sara,
    ci siamo conosciute ad Ecofuturo e appena arrivata a casa ho cercato il tuo sito e l’ho trovato interessantissimo! Lo sto studiando da giorni oltre ad averlo divulgato alle mie amicizie…
    Ho provato la candeggina delicata che, finalmente, mi permette di sbiancare le cose senza angoscia!!!
    Pian piano proverò anche il resto…
    Ti pongo una domanda: un mio parente laureato in scienze naturali mi ha detto che l’acqua ossigenata va bene per i batteri anaerobici (come quello del tetano) ma che non ha serve su quelli aerobici (tipo batteri fecali), tu che ne pensi?
    Grazie e complimenti per il tuo blog interessantissimo!
    Francesca

    • Mammachimica says:

      Ciao Francesca,
      ben ritrovata e grazie dei complimenti!
      Per quanto riguarda l’acqua ossigenata, ti copio/incollo un intervento propio di Fabrizio Zago:”Tutte le sostanze fortemente ossidanti impediscono ai batteri di creare ceppi resistenti. Tuttavia occorre una precisazione: a differenza dell’ipoclorito (che non teme niente e nessuno) per l’acquaossigenata occorre dire che ci sono dei ceppi (cocchi in particolare) che hanno, nella loro membrana citoplasmatica, una perossidasi e quindi invece che venire uccisi i batteri vengono nutriti. Ora questo è vero a concentrazioni molto (ma molto) basse e con le percentuali che hai descritto tu non c’è il rischio di lasciare indenne un batterio.” (Nel post si parlava di 10-12 volumi, quindi la concentrazione per disinfettare appunto le ferite).
      In un altro post specificava che a concentrazioni dal 7% in su, non c’è batterio che resiste. La candeggina delicata e anche lo spruzzino igienizzante è al 7%, quindi direi che possiamo stare tranquilli!
      Spero di esserti stata di aiuto.
      A presto, Sara.

      • Francesca says:

        Carissima,
        grazie mille per la risposta che riferirò.
        Ti pongo subito un’altra questione: ho girato le tue ricette ai GAS di cui faccio parte e sono state molto apprezzate ma una mia amica mi ha detto che aveva trovato la ricetta per pulire l’argento con il sale da cucina da altre parti e l’ha provata con risultati deleteri, l’argento si è rovinato! Cosa mi puoi dire?
        Ciao
        Francesca

        • Mammachimica says:

          Se ti riferisci alla procedura per pulire l’argento, che ho descritto io tra le mie ricette, devi considerare che si genera una vera e propria pila. Ovvero una reazione elettrochimica (con un potenziale ben preciso) che toglie le impurezze dell’argento e non lo rovina se è veramente argento!
          Non so ovviamenete cosa ha fatto precisamente la tua amica e nemmeno quali oggetti ha sottoposto al trattamento, però se il metallo usato era meno “nobile”, allora potrebbe essere stato intaccato (come infatti accade allo stagno/alluminio che si utilizza).
          Ciao Sara

  34. Sandra says:

    buingiorno Sara,
    ti scrivo anche qui,devo farti ancora i complimenti per come tratti gli argomenti.
    Anche io ho fatto il detersivo sbagliato ne ho un po’ meno di meta’ poi faro’ il tuo.
    Ciao a presto.
    Sandra

  35. alejandra says:

    Sara complimentissimi!!!!!
    sito fantastico! è indiscutibile che sei una esperta del settore e ti chiedo aiuto, vediamo se posso riparare.
    Tre ore fa ho cercato ricette sul web per fare il mio primo detergente liquido per il bucato, l’ho fatto, è li a riposo e domattina dovrei frullarlo, ma io intanto che riposa sono tornata sul pc e ho dato con te! …..ed ho capito che quella roba li che riposa in cucina non va così bene :-(
    Ormai il danno è fatto e siccome sei così brava mi sono detta ci sta che forse riusciamo a riparare?! Ti dico quello che ho fatto, mi dai qualche consiglio?
    Ho messo 4 lt di acqua in pentola, l’ho portata al punto di ebollizione, ho spento il fornello e ho aggiunto 250 gr di sapone di marsiglia grattuggiato e 100 gr di bicarbonato. Domattina dovrei frullarlo…così era la ricetta. Uffff non potevo trovarti prima!!!! che faccio?
    Alejandra

    • Mammachimica says:

      Ciao Alejandra e grazie dei complimenti.
      In effetti quell’intruglio che hai in cucina non lava un tubo…
      Comunque puoi recuperare.
      Quello che devi aggiungere è il tensioattivo (che lava), ovvero un buon detersivo piatti.
      Di solito la dose per litro di detersivo panni che faccio io è di 300-400g di det. piatti (a seconda della “bontà e concentrazione dello stesso). Quindi dovresti moltiplicare il tutto per 4, dato che hai 4 litri di acqua.
      Inoltre ti serve il sequestrante cioè il citrato di sodio, sia perché hai un sacco di marsiglia (che ingrigisce i panni se rimane da solo) e soprattutto se hai acqua dura. Anche in questo caso la dose dovrebbe essere 4 volte quella della mia la mia ricetta (in cui è 100g).
      Anche del citrato ho postato la ricetta.
      Alla fine misura il pH, se è intorno a 10-11 stai a posto, altrimenti dovresti aggiungere un po’ di soda solvay, fino a pH 11, così che stai tranquilla per la conservazione.
      Con tutto quel marsiglia temo sia piuttosto denso questo detersivo. In quel caso aggiungi un pò di alcool o anche altra acqua.
      Occhio alla schiuma che farà in lavatrice, è vero che hai un sacco di marsiglia ma metti pure tanto det. piatti, quindi cerca di monitorarla.
      Buon detersivo!
      Sara

      • alejandra says:

        grazie!!!! ne ho visto solo ora la risposta! genia!!!!
        avevo intuito quello che mancava e ho riparato utilizzandone una parte per lavarci le mani giù in cantina aggiungendo acqua e alcool per conservarlo, ora con il resto che è sempre tanto farò il resto aggiungendo i tensioattivi. 😉
        Approfitto della tua disponibilità per chiederti altro:
        Per l’anno prossimo aprirò un asilo nido olistico, biologico e artistico. Vorrei proporre alle mamme i pannolini lavabili e lavarli anche da me (ho uno spazio da poter adibire a lavanderia. Ne hai esperienza con la popò dei piccoli? Hai delle “ricette” a doc?…..
        grazie ancora!
        ale

        • Mammachimica says:

          Ciao Alejandra e complimenti a te per il tuo nido eco-bio!
          Per lavare i pannolini lavabili ci vuole un buon detersivo.
          Se ti vuoi cimentare nel fai da te, quello che ho postato nelle ricette “detersivo lavatrice in polvere” è una buona scelta. L’aggiunta del percarbonato è d’obbligo secondo me.
          Inoltre è importante impostare la lavatrice almeno a 60°C e non meno, per evitare problemi di candida, ecc.
          Se solo sporchi di pipì, puoi metterli direttamente in un secchio (chiuso o magari all’aperto) e aspettare di fare la lavatrice. Se sporchi di pupù, è meglio prima dare una sgrossata con sapone di marsiglia e poi metterli nel secchio, altrimenti la puzza ti stende!
          Per evitare un po’ di puzze e proliferazione batterica durante la permanenza nel secchio, potresti anche dare a tutti una spruzzata con candeggina gentile (quella a base di acqua ossigenata) o con lo spruzzino igienizzante smacchiatore. Considera che quando apri il secchio si sprigionerà puzza di ammoniaca (non sarà certo molta ma magari fai questa operazione a finestre aperte, che sniffarla non è certo salutare!)
          Ovviamente ci sono un sacco di tipi diversi di pannolini, quelli con il guscio che si stacca, (in quel caso separa il guscio dal resto prima di metterlo nel secchio, così non si impregna di puzze e sporco).
          Ultima raccomandazione: se possibile stendere al sole che sbianca e igienizza, perchè la bilirubina responsabile del colore delle feci è fotolabile.
          Ti auguro davvero di trovare molti consensi.
          Sara

  36. Massimo Domenichini says:

    Volevo farti tantissimi complimenti per la chiarezza e la competenza. Oggi sempre più internet è colmo di ricette improvvisate. Sembra che i peggiori divulgatori dell’autoproduzione di schifezze abbiano un infinità di successo, spesso sono legati a riviste per signore prive di spessore. Tutti si improvvisano inventori di detersivi e cosmetici e divulgano fesserie. Ad esempio Facebook oggi e pieno di pagine apparentemente green che promuovono ricette più dannose che utili. Tutto questo per dirti.. perché non apri una pagina facebook dove divulghi tutto questo materiale contenuto nel sito, serve competenza e chiarezza, pensaci. Io mi farò promotore. Non serve nulla di più di quanto hai già scritto, basta solo divulgarlo all’infinito. Ancora complimenti, ciao Massimo

    • Mammachimica says:

      Ciao Massimo e grazie del commento e dei complimenti!
      Sai quante volte ho scritto a tv o quotidiani evidenziando errori grossolani di chimica? Neanche rispondono, per loro conta solo l’articolo green…non le conseguenze.
      Per quanto riguarda Facebook sono vari i motivi per i quali non ho il mai creato il profilo. Innanzitutto perché su fb ti puoi iscrivere ma non cancellare, e a me questa limitazione di libertà non piace. Come vedi nel mio sito non ci sono banner pubblicitari, proprio perché voglio essere libera, anche di criticare o consigliare prodotti, marche ecc.
      Inoltre con due bimbi, di cui una di 16 mesi, non avrei il tempo di seguire la pagina fb, come vedi ti rispondo dopo giorni proprio perché non ho avuto nemmeno la possibilità di accedere alla mail!
      E poi non vorrei essere messa nel calderone dei consigli sbagliati…
      Comunque, i bambini cresceranno, e non é detto che magari in futuro cambierò idea e mi troverai su fb!
      Intanto tu divulga!!
      Grazie ancora e buona giornata.
      Sara

      • chiara says:

        Ma certo che puoi cancellarti da Facebook! Quello che non puoi cancellare facilmente sono i contenuti che posti, perché si creano delle copie in modo automatico*, che possono saltare fuori anche se cancelli il post originale… Ma questo vale anche per il tuo blog. E visto che il tuo blog è bellissimo, perché mai dovresti cancellarlo? Sul serio… Io sono una frequentatrice abituale del forum di Fabrizio Zago, che è una miniera di informazioni utilissime… però per come sono organizzate è veramente confusionario (e infatti su centinaia di pagine dedicate ai detersivi, il 90% sono richieste di chiarimenti). Non mi sto lamentando sia chiaro! Anzi sono molto grata. Dico solo che essendo ricchissimo di materiale, di approfondimenti e di sviluppi, a volte per trovare l’informazione che ti serve devi proprio scavare per ore! Sul tuo sito ho trovato chiarezza, spiegazioni precise, ricette a prova di imbranato… Che dire, grazie davvero! Anche io penso che sarebbe un bene diffonderle ovunque!

        • Mammachimica says:

          Ciao Chiara, sono contenta che il mio sito ti sia utile.
          Facebook chissà, il problema è anche il tempo! Non so se potrei stargli dietro. Ho dei messaggi del 24 a cui devo ancora rispondere!
          Ciao Sara

  37. donatella says:

    Usato il bicarbonato nella versione semplice come deodorante: efficace e non mi è successo nulla alla pelle, come invece avevo timore.
    Fatta la candeggina delicata e già usata con gli asciugamani dei cani: perfetti.
    Mi rimane il detersivo liquido per lavatrice tra le cose che mi ero proposta.
    Forse non può interessare, ma per me è stata una sfida e una conquista. Grazie. donatella

  38. donatella says:

    grazie 1000. Non per niente avevo 4 in chimica :(
    Provo per il deodorante. Altra cosa, volevo sapere (anche se l’argomento sarebbe nella candeggina delicata. Mi sto procurando l’acqua ossigenata. Come li devo mescolare gli ingredienti? Prima diluisco l’acqua ossigenata nell’acqua distillata e poi metto l’acido citrico? e perchè il citrato di sodio in promiseland ha questi ingredienti diversi? (100 gr di sodio citrato (fatto con 200 ml di acqua, 100 gr di acido citrico e 83 grammi di soda – non bicarbonato) E’ la stessa cosa? se ho sbagliato a mettere tutto insieme, la prox volta sarò più precisa :) grazie.

    • Mammachimica says:

      Per la candeggina delicata va bene come hai scritto di mescolare gli ingredienti.
      Per la ricetta del citrato io ho scelto di pubblicare quella che utilizzo solitamente, le dosi sono precise e mi ci trovo bene. Quella che hai scritto tu non l’ho mai provata.

  39. donatella says:

    Anvedi… il bicarbonato l’ho sempre usato e divulgato come anticalcare. Ora mi spiego tante cose… avevo 4 in chimica…..
    Per rispondere sull’acido citrico… io l’ho acquistato (per fare l’ammorbidente) in un consorzio agrario, 1 Kg a 5,5 €.
    E’ quello che usano in enologia… ma a questo punto non so se va bene o se esistono varie versioni… donatella

    • Mammachimica says:

      Ciao Donatella e grazie per il commento.
      L’acido citrico lo puoi trovare anidro (puro) o idrato (cioè con una parte di molecole di acqua), però va bene ugualmente. L’unica differenza è che se non è anidro ne dovrai usare un po’ di più rispetto alle quantità che ho indicato nelle ricette del fai da te.
      Sara

      • donatella says:

        Scusa … altra cosa… penso di aver “abusato” sull’uso dell’aceto, ora trasformato in acido citrico…. e sul bicarbonato di sodio. Avevo letto che potenziava il potere pulente dei detersivi… e allora diminuivo il detersivo e aggiungevo o bicarbonato, per i delicati o colorati, o la soda solvay, per i tessuti più resistenti. Lo aggiungevo anche quando lavavo i piatti, insieme all’aceto e mettevo meno detersivo. Ho sbagliato…. molto… Quindi da quello che ho letto su promiseland e il tuo sito, meglio non usarlo più… Vorrei provare ad usarlo come deodorante… semplicemente così com’è… ma ho un po’ di remora….

        • Mammachimica says:

          Remora di cosa? tentare non costa nulla!
          Ti consiglio di provarlo, potresti trovarti bene e non spendere più un euro di deodorante! Se guardi nelle ricette del “fai da te” troverai tutte le versioni di deodorante al bicarbonato. Personalmente lo preferisco puro, metto la polvere tramite un vecchio piumino di cipria sotto l’ascella pulita e un po’ umida così si attacca meglio. Fai delle prove.
          Comunque il bicarbonato serve anche per preparare il citrato di sodio (il sequestrante per i detersivi lavatrice).
          Certamente l’ambiente alcalino aiuta a potenziare i tensioattivi, ma certo è che se lo mischiavi all’aceto si annullavano entrambe e non serviva a nulla. Dato che il bicarbonato è poco alcalino è molto meglio utilizzare la soda solvay per potenziare i detersivi (e non mischiata ad acidi ovviamente!)
          ciao Sara

  40. luisa says:

    ciao e grazie infinite di questi chiarimenti..spiegati chiaramente anche per me ^_^ che non ..mastico chimica!!
    Purtroppo su internet si trova di tutto e il contrario di tutto ed orientarsi è un grosso problema, specialmente per chi, non ha basi di chimica !!
    un sorriso,
    luisa

    • Mammachimica says:

      Ciao Luisa e grazie a te del commento.
      Mi fa davvero piacere sapere che hai trovato chiaro e utile quello che ho scritto.
      Sara

  41. loretta lunardi says:

    Grazie Sara di questi semplici chiarimenti. Ho usato certi prodotti in modo improprio ritrovandoli spesso in vari siti. Ora ricomincio da capo. Mi dispiace che un prodotto cosi utile come l’acido citrico non sia cosi semplice reperirlo, saluti. lory

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