Impatto ambientale aceto vs citrico: il calcolo scientifico

Mi scrivono in molti per avere riferimenti scientifici in merito all’impatto ambientale dell’aceto, spesso consigliato per le pulizie da siti che si dichiarano ecologici, ma che di chimica non ne sanno nulla…
Molti utenti cercano di spiegare e dire quindi la verità sull’aceto, ma vengono bannati o inondati di insulti per questo.
A volte c’è da discutere anche con gruppi fb esteri! Non solo italiani.
Cose da pazzi!
Anche a Fabrizio Zago arrivano valanghe di richieste in tal senso…bisognava fare qualcosa in più (oltre alle decine di post, articoli, ecc.)
Con una incredibile telepatia Fabrizio mi propone questo super articolo, utilissimo e che potete linkare ogni volta qualcuno provi, senza alcuna base scientifica o conoscenza della normativa corrente, a proporre l’aceto per le pulizie.
Si perché, usare aceto o detergenti costituiti da acido acetico come unico principio attivo è anche fuori legge…
Leggete qui per scoprirlo, nel magazine di Ecobiocontrol.
Troverete anche tutte le balle che girano sull’aceto, ovviamente smentite dalla scienza, e come fare voi stessi il calcolo per valutare l’impatto ambientale del citrico (e di qualsiasi sostanza che volete), Non se lo siamo inventati io o Fabrizio Zago, ma sono i parametri della Comunità Europea!
PS: sono molto affezionata a questo calcolo…
Quando più di dodici anni fa mi imbattei in Fabrizio Zago, lui era l’unico che sul web sconsigliava l’aceto come anticalcare perché appunto scientificamente più inquinante.
Ma io, da brava atea e ricercatrice, prima di “credergli” ho cercato personalmente e con pazienza tutti i riferimenti che citava, trovato le tabelle sul sito dell’EU, l’algoritmo e fatto il calcolo…da quel giorno ovviamente “Fabrizio Zago for ever!”
PS2: Fabrizio mi ringrazia pubblicamente…questo mi fa onore…ma non vorrei prendermi meriti non miei: il grosso dell’articolo è tutta fatica sua! il tempo che ha dedicato per farlo e la generosità di condividerlo.
Condividete anche voi il più possibile!
Grazie!
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Impatto ambientale aceto vs citrico: il calcolo scientifico

  1. Guglielmo scrive:

    Ora.
    Senza soffermarmi troppo sulle modalità con cui le assunzioni sul sito (in particolare su questa stessa pagina e sui link riportati) siano comprensibili, e sulla superficialità riguradante l’informazione degli argomenti e sulle modalità di confronto con cui l’informazione stessa è posta (e in tal caso mi riferisco al commentino chi vuole restare ignorante resti nella sua ignoranza, che alza subdolamente l’autostima di un lettore che semplicemente HA VOLONTà di informarsi, di conoscere e magari di migliorarsi paragonandolo però a una sottoclasse di presunti ignoranti molto vago e generico che poi si riferisce semplicemente a chi non la pensa come riportato o differisce), vi dico la mia, di una persona qualunque che ha studiato per due anni ingegneria chimica e senza conseguire diploma.

    Le argomentazioni cui il link fa riferimento sarebbero valide se venissero riportate delle unità di misura (mol, moli, grammi, peso molecolare, Ph, reazioni per esteso e molecole a detta vostra tossiche per organismi ed ecosistemi). E comprensibili, a un pubblico che normalmente non sa decifrarle a colpo d’occhio.
    Se l’intento del sito vuole essere informare un pubblico che mediamente non conosce la chimica non vedo come sia possibile che non vengano riportate spiegazioni perlomeno comprensibili ai più.

    Andando al sodo il link parla della tossicità dell’acido acetico.
    Posto per vero che una volta disciolti acido citrico e acido acetico a confronto abbiano un rapporto di circa 1:3 , e che quindi con un kilo di aceto ci siano maggior numero di moli acide di un kilo di acido citrico.
    si. ok.
    e allora? perchè non usare scusi un terzo di acido acetico nella stessa quantità di soluzione acquosa per pulire?
    perchè è tossico. l’acido acetico è tossico? l’acido acetico è secreto dagli stessi apparati genitali maschili e di altri mammiferi, da batteri, è prodotto naturalmente dalla biodegradazione di molecole organiche vegetali e animali però è tossico. perchè?

    perchè è un acido più forte e quindi ha piu potere corrosivo.
    ok. e qui scusi (mamma amica) mi calmo e arrivo al punto.
    se il problema è l’eco sostenibilità e quindi la non-tossicità dei prodotti usati perchè non si parla dei metalli tossici senza demonizzare l’aceto?
    perchè non si parla di cambiare gli attacchi alle lavatrici e alle lavastoviglie metallici con altri in pvc?
    perchè non si parla di CONTRADDIZIONE economica delle leggi (cui non mi sono ancora informato che vietano l’aceto per uso domestico, mi sta bene che faccia reazione con il metallo dei condotti) quando in commericio si usano detergenti che COMUNQUE hanno una certa azione corrosiva sui metalli?

    • Mammachimica scrive:

      Il mio sito è una condivisione di info scientifiche corrette che possono aiutare ad essere davvero più ecologici, risparmiare e non farsi fregare dalla pubblicità.
      Si fa tanto un gran parlare di riscaldamento globale ecc, ma il cambiamento parte dal basso, dalle piccole azioni quotidiane, se DAVVERO si vuole essere SOSTENIBILI bisogna seguire la scienza.
      Se uno vuole leggere il mio blog e imparare bene, sennò pazienza, che altro potrei fare?
      Forse lo hai letto in modo superficiale, ma tra le migliaia di commenti, la maggior parte mi ringrazia perché parlo in modo SEMPLICE e chiaro e gli ho cambiato la vita.
      Da quando è nato il blog ho SEMPRE e dico sempre, nei tempi a me consoni,risposto a TUTTI! perché voglio appunto divulgare.
      Quindi accusarmi di considerare gli utenti “paragonandolo però a una sottoclasse di presunti ignoranti” mi sembra fuori luogo. Non avrei fatto il blog.
      Per quanto riguarda le moli, il pH ecc. Se voglio arrivare a più persone non posso esprimermi così, altrimenti fuggirebbero. Anche se in realtà alla fine degli articoli ci sono spesso delucidazioni più accademiche.
      Inoltre, nel caso per esempio dell’aceto e il citrico, ci sono tutti i calcoli dell’unione europea (non di un sito della parrocchia) dove si può approfondire.
      Ti invito quindi a leggerlo con più attenzione.
      Inoltre, sempre nel sito della ue, si possono trovare tutti i dati di biodegradabilità di tutte le sostanze.
      E inoltre NON È scritto da nessuna parte che l’aceto è tossico.
      Dove lo hai letto?
      È scritto che è inquinante.
      Per biodegradare 1litro di acetico ci volgliono 1666 litri di acqua, per biodegradare 1 litro di citrico che ne vogliono 33.
      Non serve la mia laurea in chimica per capirlo. Ripeto, puoi rileggere con calma l’articolo.
      L’acetico è più corrosivo del citrico perché in chimica, anche se sono due acidi, un solo atomo cambia tantissimo le caratteristiche di ogni sostanza, non sempre perché è più forte o più debole. E infatti nell’acqua di scarico delle lavatrici che usano l’aceto come ammorbidente si sono trovati metalli pesanti! Quelli sciolti dalla lavatrice e che erano nell’acciaio. Se Zago mi darà i risultati li posto.
      E infine ma che colpa ho io se ” in commericio si usano detergenti che COMUNQUE hanno una certa azione corrosiva sui metalli?”oppure “non si parla di metalli tossici”?
      Ma se sono anni che spiego come guardare l’etichetta, provare a fare detergenti fai da te efficaci (perché su base scientifica) ma ecologici davvero (non le balle che girano sul web che appunto consigliano l’aceto), descrivo quello che davvero c’è nei prodotti in commercio, spiego i pittogrammi che nessuno mai nota, sull’etichette che nessuno guarda, informo su i pericoli dei prodotti in giro da anni, pure sugli slime con cui giocano i bambini, i pericoli dei cosmetici fai da te, i disgorganti buttati nel carrello assieme ai figli quando la gente fa la spesa e ho fatto pure l’articolo sul fumo pieno di metalli tossici! ecc. ecc.
      Insomma, il tuo commento mi ha davvero offeso.
      Non sono una blogger qualsiasi che posta lo smalto in tinta con le mutande.
      Tutte queste info preziose me le potevo tenere per me e basta. E forse succederà presto.
      Ho dovuto mettere i banner perché mi sono stufata di rimetterci dei soldi e pure sentirmi dire queste cose.
      Saluti
      Sara

  2. sara banfi scrive:

    Buongiorno,
    l’articolo che avete pubblicato è esaustivo, ma questo link https://ec.europa.eu/environment/ecolabel/documents/DID%20List%20PART%20A%202016%20FINAL
    non è attivo.
    E’ possibile avere uno studio scientifico a cui fare riferimento.
    Vorrei portarlo presso il mio luogo di lavoro, perchè hanno deciso di effettuare le pulizie dei locali usando solo aceto e candeggina per essere meno inquinanti (oltre che per risparmiare sui prodotti).
    Spero sia possibile.
    Cordiali saluti
    Sara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code
     
 

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto