Strategia della Commissione Europea ottobre 2020

Fa bene ad essere felice Fabrizio Zago, che da decenni si batte per il concetto “problematico per l’ambiente = problematico per la salute umana e viceversa”.
Lui è sempre stato più avanti degli altri in questo, condividendo le info scientifiche, i dati raccolti e mettendoci in guardia che purtroppo, nonostante molte sostanze siano ammesse per legge, non sempre sia una buona idea spalmarcele addosso. Il problema infatti è che spesso l’aggiornamento dei regolamenti non va di pari passo con la ricerca scientifica o con l’innovazione tecnologica. E così tra le sostanze ammesse ne rimangono di obsolete e ce ne siamo comunque alcune migliori di altre. Nell’ambito della cosmesi, per esempio, è anche successo che per motivi di disponibilità di materia prima o prodotto finito, alcuni beni rimanevano sugli scaffali, anche se alcune sostanze contenute erano problematiche accertate e bandite. Tutto ciò è inaccettabile, non deve più accadere.

Il 14 ottobre 2020 la Commissione Europea, tramite la Comunicazione COM(2020) 667 final, ha indicato una “Strategia per la sostenibilità dei prodotti chimici verso un ambiente privo di sostanze tossiche” (https://ec.europa.eu/environment/pdf/chemicals/2020/10/Strategy.pdf)

La comunicazione è lunga ed articolata. Vi avverto subito che qui c’è solo un piccolo riassunto, traducendo pari pari pari del testo, sopratutto per quello che riguarda gli argomenti di cui spesso parliamo sul forum Ecobiocontrol o su Mammachimica e che mi sembravano più interessanti, ma il progetto è ovviamente molto più ampio ed ambizioso!

In soldoni, l’obiettivo è PROTEGGERE LA SALUTE UMANA E L’AMBIENTE tenendo conto dell’inquinamento proveniente da tutte le fonti, per arrivare ad un ambiente privo di sostanze tossiche. I prodotti chimici infatti, potrebbero essere fonte di inquinamento, anche se non c’è dubbio che svolgono un ruolo fondamentale nella maggior parte delle nostre attività, fanno parte praticamente di ogni dispositivo che utilizziamo per garantire il nostro benessere, per proteggere la nostra salute, sono ovunque nella nostra vita quotidiana. E’ chiaro che le sostanze chimiche con proprietà pericolose possono causare danni alla salute umana e l’ambiente. Sebbene non tutte le sostanze chimiche pericolose sollevano le stesse preoccupazioni, secondo la UE i nuovi prodotti chimici e materiali devono essere intrinsecamente sicuri e sostenibili, dalla produzione fino alla fine del ciclo di vita. A questo mira la Commissione Europea e per farlo dovranno necessariamente essere implementati nuovi processi e tecnologie di produzione, per consentire la transizione dell’industria chimica verso la neutralità climatica.
C’è anche da ricordare che l’UE ha già una delle normative più complete e protettive, e questo quadro normativo sta diventando un modello per gli standard di sicurezza in tutto il mondo. Nonostante questo, l’attuale politica dell’UE in materia di sostanze chimiche deve evolversi e rispondere più rapidamente ed efficacemente alle sfide poste dalle sostanze chimiche pericolose, in modo tale che ci sia la garanzia che TUTTE LE SOSTANZE siano utilizzate in modo più sicuro e sostenibile, che ci sia la maggiore attenzione verso quelle che hanno un effetto cronico per la salute umana e l’ambiente. In questo modo si proteggerà sia l’ambiente che la salute, in particolare quella di gruppi vulnerabili come le donne in gravidanza, i bambini e neonati, gli anziani e i lavoratori o i residenti, che potrebbero essere esposti a particolari sostanze per lungo tempo. Per questo motivo la Commissione estenderà l’approccio generico della gestione del rischio, per garantire che i PRODOTTI DI CONSUMO non contengano sostanze chimiche che causino tumori, mutazioni geniche, influenzino il sistema riproduttivo o endocrino, che siano persistenti e bioaccumulabili, che colpiscano il sistema immunitario, neurologico o respiratorio o siano tossiche per un organo specifico. I prodotti di consumo comprendono i materiali a contatto con gli alimenti, i giocattoli, gli articoli per l’infanzia, i cosmetici e i detergenti, oltre ai mobili e tessuti.
In pratica la Commissione istituirà una TAVOLA ROTONDA con i rappresentanti dell’industria, comprese le PMI, la comunità scientifica e la società civile per realizzare gli obiettivi della strategia.
Ne indico alcuni:

  • Promuovere sostanze chimiche sicure e sostenibili fin dalla progettazione, sviluppando criteri UE,
  • istituire una rete per la progettazione sicura e sostenibile, con la cooperazione e condivisione di informazioni tra i settori
  • garantire lo sviluppo, la commercializzazione, la diffusione e l’adozione di sistemi sicuri stabiliti in stretta collaborazione con le parti interessate
  • garantire che la legislazione sulle emissioni industriali promuova l’uso di prodotti più sicuri
  • limitare l’uso di sostanze estremamente preoccupanti, garantendo che sia le materie prime che i prodotti secondari siano sempre sicuri.
  • garantire la disponibilità di informazioni sul contenuto chimico e l’uso sicuro
  • sviluppare metodologie per la valutazione del rischio chimico che tengano conto del che tengano conto dell’intero ciclo di vita di sostanze, materiali e prodotti.

C’è poi una trattazione particolare sui DISTURBATORI ENDOCRINI (di cui si parla molto sul forum di Zago da anni). Secondo la nuova strategia della Commissione Europea, l’esposizione dell’uomo e dell’ambiente a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino richiede un’attenzione specifica. Queste sostanze sono sempre più legate a malattie che agiscono tramite il sistema ormonale. Il loro utilizzo è in aumento, rappresentando un grave rischio per la salute umana e della fauna selvatica, oltre a creare un costo economico per la società. Inoltre, poiché gli ormoni controllano il cervello, lo sviluppo e la crescita, l’esposizione ad interferenti endocrini durante lo sviluppo fetale e la pubertà, può portare a effetti irreversibili, alcuni dei quali vengono rilevati solo molti anni dopo. Si deve perciò garantire che gli interferenti endocrini SIANO VIETATI nei prodotti di consumo NON APPENA VENGANO IDENTIFICATI, consentendone l’uso solo dove si è dimostrato essenziale per la società.
Finalmente!

C’è poi la questione degli EFFETTI COMBINATI DELLE SOSTANZE CHIMICHE e l’obiettivo della Commissione è di proteggere le persone e l’ambiente da questo mix (e anche di questo Fabrizio Zago sono anni che ne parla!).
Le persone e altri organismi viventi infatti, sono quotidianamente esposti a un’ampia miscela di sostanze chimiche originate da varie fonti. Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi per colmare alcune lacune nelle conoscenze, in merito all’impatto dell’effetto combinato di tali sostanze chimiche. Però la sicurezza delle sostanze chimiche nell’UE viene solitamente valutata attraverso lo studio delle singole sostanze o in alcuni casi di miscele intenzionalmente aggiunte per usi particolari, senza considerare l’esposizione combinata a più molecole da diverse fonti contemporaneamente o nel tempo. Inoltre, per le persone, gli effetti della combinazione delle sostanze chimiche possono intensificarsi in ambienti chiusi. Certamente il quadro normativo dell’UE per la valutazione e la gestione dei pericoli e dei rischi delle sostanze chimiche è già completo e complesso, ma la Commissione si adopererà per rendere tali processi di valutazione, più semplici e maggiormente trasparenti, al fine di ridurre l’onere per tutte le parti interessate e per poter prendere decisioni veloci e coerenti.
Si opererà per:

  • semplificare e consolidare il quadro giuridico,
  • rivedere la definizione di nanomateriale,
  • sviluppare una piattaforma comune di dati aperti sulle sostanze chimiche per facilitarne la condivisione,
  • stabilire strumenti e pratiche per garantire che i dati accademici rilevanti siano facilmente accessibili per valutazioni di sicurezza,
  • rimuovere gli ostacoli legislativi al riutilizzo dei dati e snellire meglio il flusso dei dati chimici tra UE e autorità nazionali,
  • consentire alle autorità dell’UE e nazionali di commissionare test e monitoraggio di sostanze come parte del quadro normativo, quando ulteriori informazioni siano ritenute necessarie.

Infine, ma non certo per importanza, nella comunicazione della Commissione si parla di un approccio di TOLLERANZA ZERO ALLA NON CONFORMITA’,ovvero “nessun dato, nessun mercato” e “chi inquina paga”.
Tutti i prodotti chimici, i materiali e prodotti fabbricati nell’UE o immessi sul mercato europeo devono rispettare pienamente i requisiti dell’UE in materia di informazione, sicurezza e ambiente. Nonostante questo, attualmente quasi il 30% degli allarmi sui prodotti pericolosi presenti sul mercato (che potrebbero comportare dei rischi a causa delle sostanze chimiche contenute), sono al 90% prodotti provenienti da paesi extra UE e dalle vendite online, che rappresentano una sfida particolare. Pertanto è necessario, in maniera urgente, un rafforzamento sull’attuazione e l’applicazione della legislazione sulle sostanze chimiche, per garantire la conformità per la produzione e l’immissione sul mercato, nonché del loro rilascio e smaltimento. Inoltre dovrà esserci l’attuazione del nuovo regolamento sulla vigilanza del mercato, per rafforzare l’unione doganale dell’UE e l’applicazione sia all’interno del mercato unico che alle frontiere esterne dell’UE. Ulteriori misure potrebbero essere messe in atto anche per rafforzare l’applicazione di REACH. Perché purtroppo L’UE non dispone ancora di informazioni di base complete di tutte le sostanze immesse nel mercato relativamente al loro impatto ambientale complessivo, compreso il loro impatto sul clima. Questo ostacola la corretta gestione delle sostanze chimiche e dei prodotti e non ne consente una completa valutazione della sostenibilità. In particolare i polimeri, che sono i mattoni fondamentali delle materie plastiche, non sono soggetti a registrazione ai sensi del REACH (quest’ultima cosa mi ha lasciato perplessa…non la sapevo proprio, la UE deve sicuramente fare qualcosa!).

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