UNA BELLA STORIA: di una mamma appassionata, di insegnanti illuminati e di ragazzi fortunati.

Settimane fa mi arriva un’email sulla posta di Mammachimica. E’ una richiesta di “consigli” sulle materie prime, come tante a cui rispondo da quasi 10 anni.
Ma questa lettera è diversa.
Nazzarena racconta che mi segue da tempo ed è diventata esperta di autoproduzioni efficaci e sostenibili.
Il suo motto è “condividere il sapere e il saper fare”. E si vede che ha condiviso bene!
Infatti Brigida, la professoressa del figlio e una donna certamente illuminata, ha visto subito del buono in quello che fa Nazzarena. La professoressa insegna alla scuola Waldorf, a Mozzecane (Verona), dove i ragazzi studiano anche Matematica Economica. Aveva la necessità di scegliere un “progetto economico” da sottoporre agli studenti. Doveva essere un’esperienza interessante, che consentisse di imparare qualcosa di quello che stavano studiando (costi, ricavi, interessi, ecc.) e magari anche utile per l’ambiente.
Ed ecco l’idea: ha proposto a Nazzarena di fare un corso di ecodetergenza e autoproduzione, per insegnare ai ragazzi come ottenere il detersivo lavatrice, la soluzione scioglicalcare con acido citrico e uno scrub per il corpo.
Per creare i detergenti, la classe ha dovuto studiare bene tutto il processo, dall’inizio alla fine: chiedere un prestito in denaro ad alcuni genitori, comprare le materie prime, organizzarsi per far mettere da parte alle famiglie vecchi flaconi/contenitori necessari per confezionare i loro nuovi prodotti, scrivere le etichette e anche seccare bucce di agrumi (per profumare il modo economico e naturale lo scrub, geni!).
Il lockdown dovuto alla pandemia li ha rallentati ma non fermati.
Si sono incontrati, quando permesso, sotto il pergolato della cascina della stessa insegnante e preparato il tutto. Parte del progetto era anche la decisione del “prezzo di vendita”, che tenesse conto delle loro spese, degli interessi sul prestito e di un eventuale guadagno da investire in progetti futuri.
Con il passaparola tra le famiglie degli studenti, tutti i detergenti sono stati venduti.
Adesso i ragazzi avevano l’ultimo step del progetto da affrontare: cosa farne dei soldi ricavati? Investirli, dividerseli, donarli?
E qui una sorpresa: i prodotti acquistati sono piaciuti così tanto (grazie alla loro efficacia e il basso impatto ambientale) che alcune mamme hanno deciso di portare avanti il progetto per conto loro.
Nazzarena ha fatto nuovi incontri e hanno creato altri detersivi da vendere a genitori, amici e parenti che magari non avevano il tempo di farseli da sé.
Un successone!
Il loro guadagno è stato donato per sostenere il progetto di Pedagogia Curativa per ragazzi speciali della scuola. Ed è quindi a questo progetto “recuperato” che gli studenti hanno affidato il loro gruzzoletto, certi che sarebbe stato valorizzato.
In pratica, facendo semplici detersivi, hanno aiutato l’ambiente e le persone.
Fantastici!
Brava Nazzarena e davvero complimenti a tutte le persone coinvolte, per il loro impegno e creatività.
Ovviamente prima di pubblicare queste informazioni ho chiesto il permesso e parlato con Nazzarena. La scuola è ben lieta di condividere l’esperienza ed è disposta a dare consigli a qualche altro istituto che vorrebbe intraprendere lo stesso progetto.
A me piace pensare che Mammachimica abbia contribuito, anche in piccolissima parte, a questa bella storia.
PS: confesso di avere anche un po’ rosicato leggendo l’email…nessun insegnante dei miei figli mi ha mai chiesto collaborazioni in tal senso!
PS2: Nazzarena è una donna determinata e pratica, l’ho subito percepito durante la bella chiacchierata al telefono. Mi ha fatto riflettere su alcune cosette a cui non avevo pensato. Non so se sarò in grado di applicare i suoi consigli, di certo ci tengo a ringraziarla.

Mammachimica
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