Ancora sui parabeni…

I parabeni sono delle molecole che vengono inserite nei cosmetici per conservarli. Il Propylparaben è anche presente in natura, in una pianta, la Lonicera japonica (il caprifoglio giapponese). Ovviamente i conservanti sono INDISPENSABILI nei cosmetici, altrimenti ci potremmo spalmare un ricettacolo di batteri sulla pelle!
E tutti quelli ammessi dal Regolamento Cosmetici sono ovviamente a norma di legge.
MA, non si può negare che ce ne sono di migliori e di peggiori. Per esempio: imidazolidinyl urea, diazolidinyl urea, DMDM hydantoin, sodium hydroxymethylglycinate, 2-Br-2 nitropropene-1,3 diol: sono dei conservanti molto usati e permessi dal Regolamento Cosmetici, ma per funzionare devono cedere formaldeide. La formaldeide è un cancerogeno accertato (come l’amianto).
Ora, con tutti quelli che abbiamo a disposizione, usare questi mi sembra davvero un’assurdità!
E lo stesso vale per i parabeni, che di rogne ne hanno per forza, dato che sono sempre sotto osservazione, e come già descritto nel precedente post, 5 di loro sono stati proprio eliminati dalla lista dei permessi, perché dai nuovi studi scientifici non risultavano sicuri per la salute umana.
Vi voglio fare però un po’ conoscere la storia di queste sostanze e poi soffermarmi anche su di un altro aspetto, quello ambientale. Purtroppo l’ecologicità dei cosmetici NON E’ proprio considerata dalla normativa europea corrente, come invece avviene per detersivi e prodotti per la casa.
E questa è una grossa lacuna, perché se un ingrediente è idoneo per la salute umana ma poi ci inquina l’ambiente dove viviamo non mi sembra una genialata!!!!
Comunque, vi riporto cosa si legge nel Regolamento (UE) N. 358/2014 della Commissione del 9 aprile 2014, in cui è stato modificato l’allegato II e l’allegato V del regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici. In pratica hanno modificato la lista degli ingredienti ammessi (allegato II) e delle dosi limite (allegato V) a seguito delle seguenti considerazioni.
Già nel “dicembre 2010 il CSSC ha adottato un parere sui parabeni, seguito da un chiarimento nell’ottobre 2011 in risposta ad una decisione unilaterale della Danimarca…recante il DIVIETO DI UTILIZZO di propilparabene e butilparabene, loro isoforme e loro sali nei prodotti cosmetici DESTINATO A PRODOTTI DEI BAMBINI FINO A TRE ANNI in considerazione della loro potenziale ATTIVITA’ ENDOCRINA”
Inoltre: “il CSSC ha confermato che il metilparabene e l’etilparabene sono sicuri se utilizzati alle concentrazioni massime autorizzate. Inoltre, il CSSC ha osservato che l’industria aveva presentato informazioni insufficienti o non aveva presentato informazioni per la valutazione della sicurezza di isopropilparabene, isobutilparabene, fenilparabene, benzilparabene e pentilparabene. Di conseguenza non è possibile valutare i rischi per la salute umana di tali composti. TALI SOSTANZE NON DEVONO PERTANTO PIU’ FIGURARE nell’allegato V e, poiché potrebbero essere impiegate come agenti antimicrobici e devono figurare nell’allegato II affinché sia chiaro che il loro impiego nei prodotti cosmetici è vietato”.
Le conclusioni formulate dal CSSC negli stessi pareri sul propilparabene e sul butilparabene sono state messe in discussione da uno studio effettuato dalle autorità francesi; nel maggio 2013 il CSSC ha quindi adottato un’ulteriore valutazione dei rischi connessi alle due sostanze. Le misure riguardanti il propilparabene e il butilparabene sono in corso di elaborazione nel quadro della seconda fase della gestione dei rischi connessi ai parabeni.
E questo per ciò che riguarda la salute umana.
Per l’IMPATTO AMBIENTALE sono molto interessanti invece i dati gentilmente forniti da Fabrizio Zago e che potete trovare completi nel suo articolo:
Ecco i dati di calcolo dell’impatto ambientale di alcuni conservanti molto usati, secondo l’algoritmo della Commissione Europea (noto come Ecolabel) ed in base alla concentrazione massima consentita dalla legge:
METHYLISOTHIAZOLINONE                                 3,75
METHYL-ETHYL-PROPYLPARABEN                    194,81
SORBATE E SORBI ACID                                          18,67
PHENOXYETHANOL                                                 0,80
BENZYL ALCHOL                                                        0,74
E’ chiaro e scientifico che i parabeni sono i più inquinanti, più di 200 volte per esempio rispetto al Fenossietanolo. Ecco perché sul nuovo dizionario EcoBioControl, tutti i parabeni sono a pallino ROSSO: elevato impatto ambientale e dubbi sulla loro interferenza endocrina hanno contribuito a questa classificazione.
E considerate anche che praticamente tutte le previsioni e classificazioni di Fabrizio Zago si sono poi rivelate vere. Per esempio, gli studi scientifici successivi su siliconi volatili,
l’hydroxyisohexyl 3-cycloexene carboxaldehyde, l’ossido di zinco, ecc. hanno infatti portato alla loro esclusione per legge dappertutto o in alcune tipologie di prodotti.
Insomma, dato che abbiamo una vasta scelta di prodotti cosmetici, io un pochino di tempo per scegliere quello con meno rogne, ce lo metterei!
Ultima nota: sul regolamento sopra citato si parlava anche di un altro conservante sempre sotto osservazione, il Triclosan. Cito:“Il CSSC ha ritenuto che l’uso continuato del triclosan come conservante al limite attuale di concentrazione massima dello 0,3 % in tutti i prodotti cosmetici non sia sicuro per il consumatore a causa dell’entità dell’esposizione totale….Alla luce dei sopracitati pareri del CSSC la Commissione ritiene che mantenere la restrizione all’impiego del triclosan al livello attuale costituisca un rischio potenziale per la salute umana.Occorre pertanto attuare nell’allegato V del regolamento (CE) n. 1223/2009 le restrizioni aggiuntive suggerite dal CSSC”.
Insomma la ricerca e gli studi sono sempre in evoluzione…non voglio fare allarmismo! stare con occhi bene aperti si!
N.B.
Devo precisare che l’hydroxyisohexyl 3-cycloexene carboxaldehyde sarà priobita come ingrediente nei cosmetici, a partire dal 2021. Quindi ora è ancora bollinata con il doppio rosso, diventerà pallino nero dal 2021. In pratica hanno dato 3 anni di tempo per smaltire le scorte di questa sostanza…ditemi voi se non è assurda questa situazione.
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