Tensioattivi

Qui il video “Infografica I tensioattivi”

Video: “Bagnoschiuma Biodegradabile: esiste?”

Video: “Detergente Intimo e capelli”


Perchè con la sola acqua non possiamo pulire lo sporco grasso e unto?
Perchè acqua e olio non si mescolano tra loro, lo sanno anche i bambini…
Quindi ci serve qualcosa che faccia “legare” l’acqua al grasso: cioè un “tensioattivo”.
I tensioattivi sono i maggiori costituenti dei prodotti detergenti (sia cosmetici che per la pulizia della casa) perchè hanno la capacità di rimuovere lo sporco, abbassando la tensione superficiale di una soluzione acquosa (di almeno 400 dine per cm2). 
In pratica il tensioattivo “lava” perché lo possiamo considerare come un “fiammifero”: il piede (lipofilo o idrofobo) è costituito da molecole che si inseriscono e si legano nello sporco grasso, mentre la testa (idrofila o lipofoba) viene trascinata dall’acqua e porta via anche lo sporco attaccato (che è stato inglobato in piccole goccioline o micelle).
Un tensioattivo è ecologico solo quando si degrada facilmente sia in ambienti ossigenati (aerobiotici), come per esempio le acque dei fiumi, sia in ambienti privi di ossigeno (anaerobiotici), come i fondali fangosi. I tensioattivi immessi sul mercato europeo sono tutti biodegradabili in ambienti aerobiotici, ma non tutti lo sono anche in mancanza di ossigeno. Questo ne determina il grado di incompatibilità ambientale e la pericolosità anche per quelle forme di vita che abitano sul fondo di fiumi e mari.
Il Regolamento Detergenti (CE 648/2004) prevede il calcolo della biodegradabilità minimo all’80% dei tensioattivi presenti nel detersivo.
Ce ne sono di 4 famiglie principali:
ANIONICI: la parte attiva è l’anione (carica negativa). Sono i più aggressivi per la pelle es. SAPONI (vegetali o animali), SLES, SLS (diventano meno aggressivi se seguiti nella lista Inci da T. ANFOTERI o dalla glicerina piuttosto che dal sale – cloruro di sodio).
ANFOTERI: hanno entrambe le cariche elettriche, sono i più delicati per la pelle es. COCAMIDOPROPYL BETAINA, LAURAMIDO BETAINA, COCOBETAINA: spesso seguono gli SLES (per addolcirli e renderli meno irritanti).
NONOIONICI: non sviluppano carica elettrostatica in soluzione acquosa. Sono detergenti delicati blandi, anche emulsionanti e spesso potenziano i t.anionici. es. ALCHILPOLIGLUCOSIDI: coco-glucoside, decyl-glucoside. Le SAPONINE: edera saponaria, legno panama, castagne india, noci del sapone, tutte non eco-bio ma NOCIVE per gli organismi acquatici e per niente lavanti…
CATIONICI: non detergono, sono usati nei detersivi per lavastoviglie classici perchè hanno la caratteristica di far scivolare via l’acqua facilmente dalle stoviglie e non lasciano gocce di calcare (effetto sgrondante). Spesso sono condizionanti e polimeri es. QUATERNUM, POLIQUATERNUM (neutralizzano le cariche negative del capello o tessuti, derivano dall’anione ammonio, sono poco ecologici); oppure gli ESTERQUAT (eco, perché contengono un estere tra i legami, ma sono meno efficaci).
Tra le varie famiglie di tensioattivi non ce né una una migliore o peggiore dell’altra, sono i singoli componenti della famiglia che possono essere buoni o cattivi. Es. nei tensioattivi nonionici ci puoi trovare dell’alchilpoliglucoside (che è buono) ma anche il nonilfenolo (che è pessimo).
Alcuni tensioattivi sono considerati “naturali”, cioè sia la parte lipofila che quella idrofila sono “derivate” da vegetali es. alchipoliglucosidi.
Però non si deve intendere “che esistono in natura”, subiscono sempre degli interventi in impianti chimici. I tensioattivi di origine naturale sono classificati e indicati in Inci con un numero pari, per esempio C12 o C14, quelli sintetici, derivati dal petrolio, con un numero dispari, per esempio C11 o C13.
Per altre info c’è l’articolo “Inci” e potete consultare il database “EcoBioControl”

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2 commenti su “Tensioattivi

  1. Ciao, intanto grazie infinite perchè da quando ti seguo, oltre ovviamente ad aver letto il tuo fantastico libro, utilizzo solo le tue ricette per l’autoproduzione e mi trovo più che bene.

    Ti pongo una domanda: recentemente ho acquistato in un negozio specializzato un tensioattivo vegetale puro (95%) biodegradabile a base di DISODIUM COCOAMPHODIACETATE.
    Facendo una ricerca ho trovato le seguenti informazioni:

    Del sito del produttore: Tensioattivo vegetale consigliato per i detersivi fai da te per le stoviglie

    Nell’EcoBioDizionario di Zago:
    Funzione: Tensioattivo anfotero
    Nome Chimico: Anfoacetato disodico
    Biodegradabile aerobicamente e anaerobicamente

    Le domande che ti pongo in qualità di esperta sono:
    a) questo tensioattivo può essere utilizzato per esempio per la produzione del detersivo lavatrice liquido (tua ricetta) in sostituzione del detersivo piatti?
    b) se si, è abbastanza efficace per lavorare da solo oppure deve essere associato ad altre sostanze?
    c) eventualmente sapresti indicarmi il dosaggio (anche ipotetico da cui partire) facendo riferimento alla tua ricetta?
    d) Inoltre sul sito del produttore ho trovato questa ricetta:
    Per 600 ml di detersivo per piatti in Gel
    – Scaldare 600 ml di acqua
    – aggiungere 30 g di sapone nero (circa 3 cucchiai) sino a scioglierlo
    – aggiungere poi 40 g sapone in scaglie e mescolate sino a scioglierlo completamente
    – Aggiungere infine 30 g di tensioattivo vegetale e mescolare ancora qualche secondo
    – Versate il prodotto in un flacone.
    Secondo il tuo parere quest’ultima ricetta ha un fondamento scientifico oppure sono sostanze messe a caso?

    Ti ringrazio fin da ora per il tempo dedicatomi.

    1. ciao,
      non ho mai fatto detersivi a partire dalle matrie prime dei tensioattivi, quindi non so darti dosaggi.
      Però sul sito di Zago dovresti trovare la ricetta per fare un buon det piatti. Mi sembra che servano almeno due tensioattivi se non tre. Non credo ti basti un anfortero, è usato per addolcire quelli più potenti nei detergenti corpo.
      La ricetta che hai postato secondo me manca di tensioattivo potente, del conservante e del sequestrante. Usa tanto sapone tipo marsiglia credo (a scaglie e nero) che di solito nei piatti non va bene perchè lascia la patina e tanti residui insolubili sul lavandino.
      Ciao Sara

I commenti sono chiusi.

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