Fumo di tabacco e sigarette elettroniche

Ho amici che vivono in campagna, mangiano biologico, sono immersi nel verde e nell’aria pulita e fumano. Voglio bene a queste persone e vederli fumare è davvero incomprensibile.
In effetti per me è stato facile non iniziare a fumare, perché non sopporto la puzza del fumo delle sigarette. Ma è chiaro che non è l’odore a preoccuparmi, è quello che chimicamente esce fuori dalla sigaretta accesa che non voglio proprio respirare!
Sono almeno 4000 le sostanze chimiche che si producono dalla combustione del tabacco e la carta che lo avvolge. E’ un mix complesso di gas e di particelle che vengono poi veicolate dal fumo.
Ci sono gli idrocarburi aromatici come benzene, toluene, benzoantracene, benzopirene, che costituiscono il catrame. Non mancano le nitrosammine, la formaldeide, il cloruro di vinile, l’acido cianidrico, l’ammoniaca, il monossido di carbonio, i metalli pesanti (cromo, piombo, cadmio) e ovviamente la nicotina.
Molte di queste molecole sono noti cancerogeni, altre sono tossiche o irritanti, insomma una bella boccata di roba nociva!
Certamente la composizione e la quantità dei singoli componenti all’interno di una sigaretta dipendono da molti fattori: il tipo di tabacco, ma anche i fertilizzanti e gli antiparassitari utilizzati durante la sua coltivazione e lavorazione. Influisce il tipo di carta, gli aromi e gli additivi aggiunti, il collante e il filtro.
Il mio professore di Chimica Qualitativa all’università faceva tutti gli anni una lezione sulla pericolosità di queste sostanze e le possibili conseguenze. Gli studenti di chimica avevano tutti gli strumenti per comprendere molto bene il rischio che correvano, eppure in tanti continuavano a fumare…
Se dovessi maneggiare una sola di quelle sostanze in laboratorio userei tutti i mezzi di protezione necessari e lavorerei sotto cappa aspirante.
Come è possibile decidere di respirarle volontariamente?
La nicotina, per esempio, è un alcaloide molto tossico. Aumenta la frequenza cardiaca e la pressione del sangue. Già dosi di di 30÷60 mg possono provocare nell’uomo adulto la morte per paralisi circolatoria e respiratoria. Per un bambino la dose letale è 10mg. (Il limite di nicotina in una sigaretta è di 1mg, ma ogni pacchetto ne contiene 20…).
In pochi secondi la nicotina dai polmoni passa nel sangue e da qui al cervello, dove si lega a specifici recettori che a loro volta rilasciano dopamina. Come una droga, dà la sensazione di migliorare l’umore e le capacità lavorative, attenua il senso di fame e l’ansia ma poi crea dipendenza. Finito l’effetto della nicotina in circolo si entra in una fase opposta, di depressione e quindi si è spinti ad accendere un’altra sigaretta, si diventa schiavi…
Il monossido di carbonio invece è un gas che si lega chimicamente all’emoglobina ma più velocemente dell’ossigeno e lo sostituisce. Il risultato è che si avrà un deficit di ossigenazione, di conseguenza aumenterà la frequenza cardiaca, che però non è sufficiente a compensare il minor apporto di ossigeno e quindi ci sarà una minore efficienza nel funzionamento di muscoli, organi, tessuti. Oltre al muscolo cardiaco anche pelle e capelli saranno in uno stato di sofferenza.
Anche il cloruro di vinile non scherza: è la sostanza che si lavorava nel polo petrolchimico di Porto Marghera…
Se ancora non vi è ben chiara la tossicità dei componenti del fumo di sigaretta, credo che l’esempio del cancerogeno e volatile benzene possa essere di aiuto.
In uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità (Composizione chimica del fumo principale di sigaretta) sono state analizzate 10 marche di note sigarette per determinare la quantità di alcune classi di sostanze contenute nel fumo.
La concentrazione media di benzene risulta essere 30 μg a sigaretta (in media, cioè in alcune marche è anche di più!). Ma in Italia i valori limiti ambientali di benzene sono di 5 μg/m3. Quindi fumando una sola sigaretta teoricamente si inala una quantità di benzene circa sei volte superiore al valore limite stabilito per l’ambiente…bisogna proprio volersi male!
Comunque, i danni dovuti all’esposizione (anche passiva) al fumo di tabacco, li conoscono pure i sassi.
Ce ne sono un’infinità, dai più banali ai più seri. Ovviamente avvengono lentamente, in modo progressivo e la loro gravità è direttamente proporzionale all’entità dell’abuso. Il fumatore non ha più percezione dei danni perché piano piano si abitua (anche a non riuscire più a fare una rampa di scale…).
Forse una ripassatina potrà aiutare qualcuno a decidere di smettere?
– comporta una spesa economica costante, che di fatto… “va in fumo”
– si è meno “liberi”, perché dipendenti da qualcosa (nicotina, gestualità, abitudine)
– spesso l’alito e l’odore dei vestiti è cattivo
– il gusto e l’olfatto sono compromessi
– il fumatore provoca fastidio e danno alla salute delle persone che gli stanno vicino
– alle donne certamente non farà piacere il fatto che peggiora anche l’aspetto estetico. La pelle assume un colorito giallognolo o grigiastro e invecchia più velocemente. A causa della nicotina le rughe sono più evidenti e si formano più precocemente. La tonicità e l’elasticità della pelle è ridotta. I denti tendono a macchiarsi e le gengive a ritirarsi, a causa dell’infiammazione. Provoca un aumento dell’irsutismo del volto e può indurre più precocemente la menopausa
– negli uomini riduce il tasso di fertilità e aumenta il rischio di impotenza (neanche questo li scoraggia?)
– fumare in gravidanza può causare un ritardo di crescita e di sviluppo mentale, oltre che polmonare, nel bambino. Aumenta il rischio di aborto e di partorire neonati sottopeso
– fumare durante l’allattamento espone il neonato ad una vera e propria intossicazione perché la nicotina e le altre sostanze contenute nel fumo si ritrovano nel latte materno (e la quantità di latte assunta è molto elevata rispetto al limitato peso del neonato!)
– i figli di genitori fumatori hanno una maggiore incidenza di polmoniti, di bronchiti, crisi asmatiche rinofaringiti con otiti purulenti, rispetto ai figli di genitori non fumatori
– i fumatori sono più soggetti a raucedine, tosse, catarro, bronchiti ricorrenti, asma. Le loro ossa sono di solito più fragili e maggiormente soggette a osteoporosi
– il fumo provoca il danneggiamento dei vasi sanguigni, compresi quelli cerebrali…
– Il fumo aumenta la probabilità (il rischio) di sviluppare patologie neoplastiche (non solo a carico dei polmoni, ma anche a laringe, esofago, vescica, cervice, uterina, colon), patologie cardiache (ipertensione, ictus, infarto) e respiratorie (enfisema, bronchite cronica).
Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità il fumo di tabacco rappresenta la seconda causa di morte nel mondo. Eppure il numero dei fumatori aumenta negli anni, soprattutto tra gli adolescenti (ahimè). Probabilmente molti giovanissimi lo fanno per emulazione o per uniformarsi al gruppo di amici. Spesso, se in famiglia i genitori fumano, è più probabile che i figli seguano il loro cattivo esempio. E non bisogna ricordarsi solo del nonno che fumava 3 pacchetti al giorno ed è vissuto fino a 90 anni! Di certo lui, oltre alla sigaretta, non aveva anche tutto il nostro inquinamento ambientale. E comunque ogni individuo è geneticamente diverso e quindi risponde in maniera diversa all’esposizione a sostanze tossiche!
La buona notizia è che i benefici derivanti dalla cessazione del fumo sono moltissimi e avvengono in breve tempo. Non è mai troppo tardi! Già 72 ore dopo aver smesso di fumare la nicotina non è più in circolo, migliora il gusto e l’olfatto e aumenta progressivamente la capacità polmonare. Il monossido di carbonio viene eliminato e i polmoni cominciano ad autodepurarsi dal muco (ecco perché qualcuno dice che dopo aver smesso di fumare tossisce di più: sta eliminando le schifezze!).
Certamente i fumatori hanno tutto il diritto di inalare ciò che ritengono più opportuno per loro (ci mancherebbe!) e rivendicano questo diritto almeno all’aperto.
Ma è altrettanto vero che la libertà di ognuno finisce quando “soffoca” quella di un altro. Ci sono situazioni in cui dovrebbe prevalere il buon senso: se c’è un agglomerato di persone, per esempio in un ristorante, al parco giochi, ad un concerto, aspettando i bambini fuori scuola, anche se si è all’aperto un pensierino prima di far fumare pure gli altri lo farei!
Mi dispiace molto e mi preoccupa soprattutto quando si fuma in presenza di bambini, oltre ad intossicarli è pericoloso. I bimbi sono imprevedibili, corrono, si fermano improvvisamente, non guardano avanti.
A mio figlio Emiliano, a 4 anni hanno bruciato il giaccone, vicino al collo, mentre giocava all’aperto in un agriturismo. Purtroppo non me ne sono accorta subito, non so chi sia stato e nemmeno se si è reso conto della sua negligenza, altrimenti gliela facevo mangiare quella sigaretta!
Ultimamente stanno andando sempre più di “moda” le sigarette elettroniche (e-cig), nate come dispositivi per smettere di fumare. Alcune contengono nicotina a concentrazioni diverse, così volendo è possibile diminuirla nel tempo. Altre ne sono prive, oppure sono aromatizzate a vaniglia, tabacco, caramello, menta, ecc.
Non c’è la combustione del tabacco e quindi il fumo prodotto non è costituito da tutte quelle sostanze cancerogene e tossiche come nelle sigarette tradizionali (a parte ovviamente la nicotina). Dicono che questi aggeggi eliminerebbe anche il problema del fumo passivo e quindi possono essere usati ovunque, perché gli “svaporatori”, i fumatori di sigarette elettroniche, producano solo vapor acqueo.
A me questa cosa sembra inesatta: nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma. Come è possibile che molecole di nicotina, glicerina, glicol propilenico e aromi, scaldati e nebulizzati diventino solo acqua…almeno un po’ di anidride carbonica si formerà. Forse hanno un super filtro che deve essere periodicamente sostituito? Magari non saranno vapori nocivi, ma solo acqua mi sembra improbabile…
Mentre scrivo questo articolo, sul sito del Ministero della Salute si legge che gli studi in merito alla pericolosità delle “e-cig” non sono conclusivi e si basano sull’aggiornamento scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità
Nello studio si legge che la pericolosità è anche legata al fatto che le cartucce per la ricarica possono contenere fino a 1g (= 1000mg) di nicotina (ricordo che la dose letale è in media di 40mg), piuttosto pericolosetto avere in casa dosi così elevati di un veleno gradevolmente aromatizzato!
L’OMS ritiene che “non esiste evidenza scientifica della loro non pericolosità” e che comunque quelle con nicotina non vanno usate nei luoghi pubblici (ma come si fa a distinguerle?).
Un’altra preoccupazione evidenziata dallo studio è che sono dispositivi facilmente reperibili e acquistabili su internet, soprattutto da giovani clienti. Di conseguenza oltre ad aumentare il rischio di iniziazione al fumo e alla dipendenza, di fatto circolano in modo incontrollato flaconcini di liquidi contenenti nicotina e quindi tossici.
Se sono apparecchi per smettere di fumare, allora dovrebbero essere gestiti come farmaci o dispositivi medici e regolamentati come tali. Così succede in molti paesi europei tipo Danimarca, Belgio, Svezia. In Norvegia invece è proprio vietata la vendita in attesa di altri studi.
In effetti, la legislazione italiana in merito a questo prodotto è ancora lacunosa e attualmente le e-cig sono vendute come oggetti qualsiasi.
Secondo me il controllo dello Stato sui tabacchi non è solo un modo di fare cassa, ma è anche una forma di tutela o almeno così dovrebbe essere. Perché altrimenti potrebbero mettere di tutto all’interno di sigarette. Inoltre lo Stato siamo noi: se guadagna l’erario (su di un bene assolutamente non necessario), guadagna tutta la comunità. D’altra parte, se un fumatore, o chiunque sia dedito a qualsiasi pratica “non salutare”, si ammala e si rivolge al Servizio Sanitario Nazionale, grava su tutta la comunità…
Vi ho convinti a smettere?
per approfondire:
Istituto Superiore di Sanità – Osservatorio sul fumo alcool e droga
Istituto Superiore di Sanità – Archivio pubblicazioni
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4 Responses to Fumo di tabacco e sigarette elettroniche

  1. Claudio says:

    Ciao Valentina sono Claudio e sono un tuo collega chimico. Uso la sigaretta elettronica da circa due anni e mezzo, per me smettere di fumare è stato molto facile e sono passato da 2 pacchetti al girono a un pacchetto all’ANNO in meno di una settimana. Detto questo ti dico sinceramente che la sigaretta elettronica non serve a togliere la dipendenza ma serve a sostiture un vizio con un altro che con ogni probabilita è molto meno dannoso.
    Per quanto riguarda la composizione dei liquidi il dosaggio massimo di nicotina venduto al un pubblico “normale” e di 18mg/ml la vedo molto difficile che una sigaretta elettronica possa contenere un grammo di nicotina a meno di non girare con MOSTRO con un serbatoio da 50 ml. Una sigaretta normale avrà un serbatoio al massimo da 5-6 ml.
    Io personalmente compro liquidi ad alta concentrazione di nicotina per poi diluirli e aromatizzarli a piacimento, ma lavorando in un laboratorio chimico all’università ho la possibilità di farlo in sicurezza e precisione.
    A volte la legislazione di alcuni stati mi sembra quantomeno psicotica si proibiscono le sigarette elettroniche perche non si sa se fanno male, ma si vendono le sigarette normali che SICURAMENTE fanno male…
    Naturalmente è assolutamente ovvio che quello che esce dalla sigaretta elettronica non è solo vapore acqueo ma saraà un vapore composto più o meno dagli stessi componenti del liquido (glicole propilenico, glicerina, 5-10% di acqua, aromi e nicotina), niente anidride carbonica, i vaporizzatori non bruciano il liquido ma lo veporizzano. Invece è possibile in alcuni casi produrre acroleina per effetto di surriscaldamento del vaporizzatore e conseguente disidratazione della glicerina, ma sinceramente e un caso abbastanza raro e uno tende ad accorgesene alla prima boccata.

    Saluti
    Claudio

    • Mammachimica says:

      Ciao Claudio, grazie del commento e delle precisazioni.
      Pero’ se dici che sei un chimico forse ti rivolgi a me, ma io mi chiamo Sara…
      Comunque, la preoccupazione dell’OMS era proprio il caso che scrivi tu, ovvero che su internet spesso si trovano liquidi ad alte concentrazioni e non tutti sono in grado di maneggiarli nel giusto modo.
      Sono d’accordo con te che è assurdo che lo stato venda qualcosa che fa male, ma altrimenti si venderebbe di nascosto…in teoria il ricavato del monopolio del tabacco dovrebbe invece sostenere le spese sanitarie di che si ammala e poi si rivolge alla asl, gravando su tutta la comunità. Il discorso è sicuramente complesso.
      Quando ho scritto l’ articolo le e-cig erano da poco uscite e c’era un vuoto normativo (non sono aggiornata in questo momento ma mi sembra che ancora la situazione sia poco chiara).
      La cosa certa è che ognuno e libero di fumarsi quello che gli pare, basta che sia tutelato chi non vuole farlo.
      Ciao Sara

  2. Valentina says:

    Ho regalato la sigaretta elettronica a mio marito lo scorso natale… Dopo 20 giorni di utilizzo l’ha abbandonata adducendo motivazioni di tipo salutistico, ancora non si sa quanto siano tossici i liquidi e non vuole rischiare… Quindi è’ tornato a fumare le sigarette standard… Quelle invece ti fanno solo morire ed ‘ già stato ampiamente dimostrato!
    Non credi che comunque tra i due mail, quelle elettroniche siano migliori?
    Va da se’ che l’ideale sarebbe smettere, ma se un fumatore non ci pensa proprio…
    Grazie per la tua opinione!

    • Mammachimica says:

      Ciao Valentina e grazie del commento.
      É chiaro che la sigaretta ha l’aggravante della combustione, ma in questo caso non credo che tra i 2 mali ce ne sia uno “migliore”, perché entrambe sono 2 cose inutili a cui si può rinunciare e basta….
      Inoltre le sigarette elettroniche mi sono anche un po’antipatiche perché fanno parte di un businness che si é inserito in un vuoto normativo e molti ne hanno approfittato, magari alle spalle della salute di qualcuno.
      Questa é la mia opinione…
      Auguro a tuo marito di smettere!
      Sara

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