In pillole – Settembre

Brevi aggiornamenti, consigli e informazioni.

PETIZIONE DA FIRMARE!
Vi invito a leggere e firmare questa campagna di sensibilizzazione contro gli inquinanti nascosti negli articoli per la cura della persona e nei prodotti per la casa. In pratica per limitare l’uso di sostanze profumate.
Ci sono sostanze che potrebbero essere problematiche per la salute umana e animale, spesso nascoste dalla dicitura “fragrance” o “parfum”.
La petizione vuole promuovere anche delle campagne di informazione, spiegando che “profumato” non corrisponde a pulito (anzi!).
Inoltre le aziende produttrici dovrebbero essere obbligate a formulare prodotti alternativi FRAGRANCE FREE.
Potrete leggere molto altro e firmare qui.
ECCO IL NUOVO ECOBIOCONTROL
Finalmente EcoBioControl è pronto!
Il nuovo database creato da Fabrizio Zago, con cui verranno descritte più di 17000 sostanze presenti nei cosmetici e nei detergenti, è online. Non solo i pallini colorati per descrivere gli ingredienti, ma anche descrizione della molecola, restrizioni legislative, funzioni, ecc.  Ma non solo, EcoBioControl è anche un nuovo sito web con letture interessanti, aggiornamenti e un progetto che ci aiuterà ancora di più a scegliere un vero prodotto eco bio.
Un bel regalo da parte del nostro chimico di fiducia!
Ecco l’articolo dedicato.
VIDEO INTERVISTA  A FABRIZIO ZAGO
Ecco un post di un utente del forum di Zago, che lo ha intervistato e messo in rete (https://www.youtube.com/watch?v=6dotis68Ye0&feature=youtu.be)
L’audio non è buonissimo ma è sempre interessante ascoltare Fabrizio.
Fabrizio ci racconta anche che presto uscirà una App gratuita del nuovo Biodizionario, che consentirà di individuare subito il “pallino colorato” di un ingrediente, e poi la possibilità anche di approfondire per comprendere scientificamente il “perchè” di tale indicazione.
(Vi ricordo che in giro ci sono app relative al biodizionario, ma che non hanno nemmeno chiesto il permesso a Zago….).
Buon ascolto!

 

I SALI DI ALLUMINIO
Ne ho già parlato di questi sali, molto usati nei deodoranti, che assicurano di non puzzare per giorni, ma che hanno un’azione non certo fisiologica (articolo sul Bicarbonato).
In questo post di Fabrizio Zago c’è un ulteriore studio scientifico in merito alla loro discutibilità ed possibile eliminazione nel campo della cosmesi.
“L’altro giorno è apparso uno studio qualificatissimo in cui si mette la parola fine alla possibilità di usare sali di alluminio per i deodoranti ed altri usi cosmetici.
Trovare tutto a questo indirizzo: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27541736
se non volete andarci basterà leggere queste due righe: “Our observations provide experimental evidence that aluminium salts could be environmental breast carcinogens.”
Fine delle trasmissioni.
Da quanto tempo noi lo diciamo? Da oltre vent’anni. Ci siamo arrivati solo ora? Spero che la coscienza di chi ha permesso 20 anni di tumori al seno, se li sogni ogni notte per il resto della sua vita.”
Segue una discussione interessante anche su altre sostanze a base di alluminio che possiamo incontrare quotidianamente.
Buona lettura.

 

DETERSIVO LANA E DELICATI
In realtà non vi propongo una ricetta…ma vedrete che avete già a casa una cosa bella e pronta per lavare i delicati!
Per lavare i capi in lana e non rovinarli, la cosa che dovete certamente evitare è l’alcalinità libera, perché li infeltrirebbe.
Quindi, se non avete il detersivo specifico per la lana, potreste anche utilizzare un detersivo liquido per lavatrice classico.
Ma non quello che ho postato nel fai da te, perché contiene la soda solvay, che mi è servita appunto per aumentare il suo pH e permettere la conservazione. Quindi sarebbe troppo potente e alcalino per la lana.
Di conseguenza, non bisognerebbe nemmeno lavarla con il sapone di marsiglia, perché anche lui è troppo alcalino: emulsionerebbe troppo i grassi naturali presenti nella lana contribuendo all’infeltrimento.
L’ideale sarebbe usare un detergente basato principalmente su tensioattivi anionici (tipo sodium lauryl sulfate, sodium laureth sulfate, ecc).
Queste sostanze imbibiscono relativamente poco la lana, cioè non entrano nelle fibre e quindi la stressano molto meno per esempio dei dei tensioattivi non-ionici (come il
coco-glucoside, decyl-glucoside, ecc. che invece penetrano molto di più nelle fibre e infeltriscono). Basta consultare la lista degli ingredienti e verificare che i non-ionici siano in quantità minore rispetto agli anionici.
Ecco perchè un ottimo detergente per la lana e anche i delicati è il DETERSIVO PER I PIATTI: solitamente è a basso contenuto di non-ionici.
Oppure uno SHAMPOO o BAGNOSCHIUMA con brutto Inci, che non volete buttare ma nemmeno mettervelo addosso o che trovate ad un prezzo molto economico. Occhio alla schiuma però! Mettetene una piccola quantità, fate il lavaggio a mano o tenete d’occhio la lavatrice…Potreste anche aggiungere un
cucchiaio di sapone in scaglie, ma come avete imparato, non si può eccedere perchè altrimenti ricadrete nell’infeltrimento.
Ovviamente la lana va lavata a freddo, con un bel risciacquo, niente o minima centrifuga e asciugata all’ombra. Quindi una buona idea è comunque di pretrattare, sempre con il det. piatti o shampoo, i polsini, i colletti e le macchie, per evitare che non vengano puliti perfettamente.
Se aggiungerete anche un po’ di candeggina delicata, igienizzerete e toglierete i cattivi odori, anche a freddo.
CYCLOPENTASILOXANE
Vi indico il link di un post molto interessante sulla molecola in oggetto, che Fabrizio Zago ha gentilmente divulgato sul suo forum.
“A fine giugno 2016 l’SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety) ha pubblicato un ottimo lavoro che potete trovare a questo link: http://ec.europa.eu/health/scientific_c … _o_174.pdf
Se non avete voglia di leggervi le 78 pagine dell’opinione, vi riporto qui le conclusioni:
4. CONCLUSION
(1) On the basis of the data provided does the Scientific Committee on Consumer Safety
(SCCS) consider Cyclopentasiloxane (D5) safe as cosmetic ingredient?
The SCCS considers that the use of Cyclopentasiloxane (D5) in cosmetic products is safe at
the reported concentrations, except for use in hair styling aerosols and sun care spray
products. Indeed, for these products, at the maximal concentrations declared by the
applicant and based on the hypothesis retained by SCCS, exposure to D5 may lead to air
concentrations above the value where SCCS considered that D5 may be aerosolized and
locally toxic. Exposure to D5 coming from hair styling spray products also triggers high level
of aggregated exposure which may also lead to concentrations in the air above the value
considered safe by the SCCS.
This opinion does not cover the use of Cyclopentasiloxane (D5) in oral care products.
(2) Does the SCCS have any further scientific concerns in particular regarding the wide use
of this ingredient in several cosmetic products and in different concentrations?
Cyclopentasiloxane (D5) may contain traces of Cyclotetrasiloxane (D4) which is classified in
the EU as toxic to reproduction. Therefore, the level of impurity of Cyclotetrasiloxane (D4)
as an impurity of Cyclopentasiloxane (D5) should be kept as low as possible.
SCCS is aware that restrictions on D4 and D5 in personal care products have been proposed
under Reach regulation due to environmental issue4.
Per chi non frequenta la lingua inglese basterà questa piccola traduzione: “Cyclopentasiloxane (D5) è sicuro, nei prodotti cosmetici, eccetto che nei prodotti per lo styling dei capelli (le lacche in particolare) e nei prodotti solari in spray”.
E’ inutile che vi ricordi che noi diciamo questa cosa da qualche decennio. Ora anche la massima autorità europea a salvaguardia della salute dei consumatori, dice le stesse cose che diciamo noi può essere una soddisfazione ma io non riesco a non pensare a quelle persone che si sono ammalate a causa di sostanze come queste e lasciate per molti anni in libera vendita. Non vi dico i prodotti per parrucchiere quanti ne contengano di Cyclopentasiloxane. Ma gli unici che continuano a parlare di principio di precauzione, siamo rimasti solo noi …
Ciao a tutti
Fabrizio”
Parla di un lavoro scientifico effettuato a fine giugno dall’SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety), la massima autorità europea per la salvaguardia della salute dei consumatori, sull’utilizzo appunto del Cyclopentasiloxane.
Il Cyclopentasiloxane è un silicone “volatile” molto usato in cosmetica come umettante, solvente, antistatico, emolliente.
Il lavoro dell’SCCS è molto lungo e dettagliato ma in pratica dall’articolo si evince che:  “il Cyclopentasiloxane (D5) è sicuro nei prodotti cosmetici alle concentrazioni stabilite, eccetto che nei prodotti per lo styling dei capelli (le lacche in particolare) e nei prodotti solari in spray”.
La conclusione dello studio è che l’uso di questa molecola in tali prodotti, può portare ad una concentrazione di D5 nell’aria superiore a quella ritenuta sicura. Inoltre  il cyclopentasiloxane può contenere tracce di Cyclotetrasiloxane (D4) che è classificato nella comunità europea come tossico per la riproduzione. Pertanto, deve essere controllato che la presenza di tale impurità sia la più bassa possibile.
Dei siliconi ho già parlato nel glossary di Mammachimica e in altri articoli, es. in quello sui cosmetici per bambini.
Ci sono tanti tipi di silicone: sono molecole a base di Silicio, molto versatili e create in laboratorio dall’uomo. Sono assolutamente non biodegradabili, inerti, cioè difficilmente attaccabili dagli agenti chimici o dal calore. Alcuni hanno una struttura molecolare ad anello, come appunto il Cyclopentasiloxane che evapora rapidamente, altri, come il dimethicone, non sono ciclici e non evaporano.
Non posso negare che i siliconi sono molto utili in tanti ambiti: es. in edilizia come sigillanti, oppure per fare le coppette mestruali, che appunto possono essere usate praticamente in eterno!
In cosmetica sono molto usati perchè le loro caratteristiche specifiche possono far avere ottime performance al prodotto: non ungono come alcuni oli e grassi vegetali, danno il cosiddetto tocco “setoso” alle creme e non lasciano la scia bianca sulla pelle, non forniscono un terreno di coltura per i batteri, non danno allergie, sono idrorepellenti.
Insomma sembrano perfetti, no? Così possiamo avere creme che si spalmano e asciugano velocemente, e capelli lisci e lucidi…
In realtà sono solo un “inganno estetico”: la pelle non è liscia perchè idratata o nutrita da qualcosa, i siliconi la ricoprono e basta e a lungo andare la seccano invece!
Idem per i capelli: l’effetto estetico è solo apparente e breve. A lungo andare il silicone si accumula sul capello soffocandolo e appesantendolo. Ed è pure difficile da togliere con lo shampoo nei successivi lavaggi…
Per non parlare dell’impatto ambientale elevatissimo che hanno queste sostanze quando risciacquate arrivano agli scarichi. Essendo non biodegradabili, i siliconi si accumulano ovviamente nell’ambiente.
Zago sono decenni che ci mette in guardia sui siliconi…
Anche se non c’erano dati scientifici in merito, i dermatologi attenti già notavano delle problematiche sulla pelle delle utilizzatrici di prodotti a base di silicone.
Ammesso che nessun cosmetico in commercio è nocivo (perchè i suoi ingredienti rispettano la concentrazione prevista dalla legge), pensate però a quanti prodotti contenenti cyclopentasiloxane utilizzano i parrucchieri…
E quindi, anche alla luce di questo studio scientifico, direi proprio che magari di silicone si possa fare a meno nei cosmetici! Considerando che ci sono molecole meno impattanti nell’ambiente e dermocompatibili con cui potrebbero essere sostituiti, es. il Capryl/Capric trygliceride, un emolliente vegetale. Molte aziende serie e vicine all’eco bio (vero e scientifico), stanno già producendo ottimi prodotti senza siliconi.
Insomma, ben vengano questi studi che spero porteranno ad una modifica delle formulazioni cosmetiche concesse.
Leggete l’inci!!

 

RIMEDI ANTITARME NEGLI ARMADI
Giorni fa, una maestra di Claudia mi ha chiesto qualche consiglio per evitare di ritrovarsi i maglioni negli armadi smangiucchiati….
Ammetto che non sono esperta, non ho molti maglioni di lana “vera” (purtroppo) e quindi i miei armadi non sono graditi alle tarme (per fortuna!).
Così ho fatto una ricerchina nel grande forum del “sapere chimico” di Fabrizio Zago ed ho trovato cose interessanti, grazie ai contributi di molti esperti.
Tempo fa si usava la naftalina (le palline bianche che mangiava Eta Beta) che però fortunatamente non è più in commercio perché cancerogena. La naftalina (naftalene) è un idrocarburo aromatico policiclico che si ottiene dalla distillazione del petrolio o carbone e ci sono studi sulla sua cancerogenicità sopratutto delle vie urinarie.
Anche la canfora è pressoché sparita dal commercio. E’ un derivato vegetale del legno o fogli dell’albero (chimicamente è un chetone ciclico), con una sua elevata tossicità intrinseca. Quindi anche se non ci sono divieti per la sua cancerogenicità, è sicuramente una sostanza da maneggiare con attenzione a causa della sua tossicità (è una sostanza epatotossica), ed i livelli per dare questo problema sono molto bassi, non solo se ingerita accidentalmente (provoca convulsioni) ma anche per assorbimento attraverso la pelle.
Inoltre sia la naftalina che la canfora sono sostanze che “sublimano” a temperatura ambiente, cioè passano dallo stato solido a gassoso (senza passare per lo stato liquido) e dall’odore caratteristico. Perciò un altro problema è la loro inalazione.
Quindi bisogna cercare soluzioni alternative…
Ci sono in commercio delle bustine antitarme: sono basate su dei derivati sintetici di insetticidi naturali (le piretrine), che non hanno tossicità significativa per gli esseri umani, anche se sarebbe meglio evitare il contatto diretto con la cute per evitare irritazioni.
Se invece volete provare dei rimedi naturali, quelli più in voga sono: rametti di foglie di alloro, le stecche di cannella o i chiodi di garofano.
Oppure potete seguire i consigli di Marco Valussi, esperto di oli essenziali e di piante medicinali. Ha un sito web molto interessante www.infoerbe.it, in cui tutto è affrontato con rigore scientifico!
É stato anche il responsabile della parte botanica del Biodizionario di Zago.
Ecco i suoi consigli: “puoi utilizzare l’olio essenziale di Juniperus virginiana, oppure di Cedro, oppure di Thuja, oppure olio essenziale di Rosmarini chemiotipi canfora, oppure ancora olio essenziale di Lavandula stoecha (ricca in canfora).
L’ideale sarebbe poterli applicare direttamente al legno dell’armadio, per esempio mescolandoli a della cera da applicazioni. Oppure metterli in supporti legnosi (pout-purri) che permettano un rilascio ritardato, altrimenti rischi un’emissione rapida ma di breve durata. Metti il pout-purri in un recipiente di vetro per un giorno, per permettere agli oli di permearlo completamente, poi trasferiscilo nei sacchetti tulle”.
Ultimo consiglio di un utente: sua nonna magliaia sostiene che l’unica cosa davvero sicura contro le tarme al cambio di stagione è di chiudere i maglioni in buste di plastica. Questo perché non sono le farfalline a mangiare la lana ma le larve, perciò bisogna evitare che vengano deposte le uova nell’armadio e negli abiti! E’ alla farfallina che da fastidio l’odore di alcune sostanze, e non alle larve.
Buon cambio di stagione!!!
ECOLABEL NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n°13 del 18/01/2016 la legge 221 del 28/12/ 2015 “disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”.
In pratica un obbligo di acquisti verdi e sostenibili per le amministrazioni pubbliche.
Tra i vari punti c’è la’applicazione del metodo di aggiudicazione con valutazione dell’intero ciclo di vita e operatori che posseggono certificazioni ambientali tipo EMAS ed ECOLABEL.
Certo, è un piccolo passo e ci sarebbero alcuni punti da migliorare, ma è un inizio!
Ecco cosa mi ha risposto Zago sul suo forum:
“Brava Sara,
che ne penso io? Come al solito penso che si poteva fare di più ma devo anche motivare questa mia affermazione.
Che la pubblica amministrazione chieda espressamente prodotti EU Ecolabel va bene, anzi benissimo. La motivazione di questa scelta è semplice: siccome di ecolabel se ne vende meno di quanto previsto dagli strateghi della UE, allora se lo vendono a loro stessi (la Pubblica Amministrazione europea) e così i conti tornano.
Che sia una manovra di palazzo, di contabilità europea o che altro non mi interessa minimamente, quello che mi interessa è che si inquinerà un pochino meno.
C’è però un punto che mi trova in disaccordo completamente e cioè la frase che dice: “i prodotti per lavare devono essere ecolabel o equivalenti” cosa significa equivalenti? Di fatto nessuno lo sa ed allora schemi di certificazione importanti come ICEA, Ecocert, BDiH, Nordic Swan eccetera, sono di fatto esclusi. I piccoli fabbricanti non hanno i mezzi finanziari per farsi fare un CAM (Criterio Ambientale Minimo) e quindi anche loro vengono esclusi.
Indovinate chi riesce a portarsi a casa tutto questo lavoro?
Ciao
Fabrizio”
Buona lettura!
COME LAVARE LA VERDURA IN GRAVIDANZA
Una persona a me molto vicina è in dolce attesa…
Dedico a lei questa pillola di mammachimica, ma sono certa che sarà utile a molte.
Quando aspettiamo in bimbo siamo terrorizzate dalla Toxoplasmosi.
Non ne siamo venute a contatto per tutta la vita, anche se abbiamo viaggiato negli angoli più remoti e zozzi del pianeta, ma adesso ci sembra sempre in agguato!
All’epoca della mia gravidanza, la ginecologa mi aveva assicurato che dal mio gatto il contagio sarebbe stato molto difficile.
Innanzitutto avrebbe dovuto essere malato lui di toxo (e un gatto malato si vede!), e comunque per infettarmi avrei dovuto ingerire le oocisti della toxo presenti nelle sue feci…insomma una casualità abbastanza remota non credete!
Quindi il veicolo di infezione maggiore rimane il cibo. E così niente carne cruda, prosciutto e insaccati vari. Le verdure solo cotte, e meno male che adesso è inverno…
Però l’estate arriverà….Se avete voglia di una bella insalatona, ecco come potete fare per lavarla e mangiarla in sicurezza.
Sfatiamo il mito del bicarbonato: da solo sciolto in acqua non vi igienizzerà la verdura, non ha le prorpietà chimiche per farlo. Però può esserci utile se abbinato ad un potente igienizzante, che è l’acqua ossigenata!
Vi copio incollo la “ricetta scientifica” per lavare la verdura del chimico Fabrizio Zago, postata poco tempo va sul forum:
“Prendiamo come standard un lavello da 5 litri d’acqua. Poi se è di meno o di più, si riparametro il tutto.
In questi 5 litri si aggiunge un bicchiere di acqua ossigenata a 12 volumi e due cucchiai di bicarbonato. La soluzione friggerà un pochino ma non in modo pericoloso. Si lascia in ammollo per almeno 30 minuti, si risciacqua per bene, molto per bene, e abbiamo terminato.
I tempi di contatto sono importantissimi e più lunghi sono meglio è. Se si potesse lasciare in ammollo 1 ora invece che 3o minuti è meglio.”
L’acqua ossigenata a 12 volumi è quella per disenfettare le ferite, si trova in tutti i supermercati, non solo in farmacia.
Al suo posto potreste anche usare la candeggina delicata autoprodotta (magari meglio se la preparate senza il tensioattivo, che l’insalata al sapore di detersivo per i piatti non deve essere buonissima!).
La candeggina delicata è 26 volumi (non 12 v della ricetta), quindi ne basta mezzo bicchiere il 5 litri di acqua.
Il bicarbonato, leggermente alcalino, darà un ulteriore “spintarella” all’acqua ossigenata per far sviluppare l’ossigeno igienizzante.
Se volete dare un’occhiata a tutto il post di Zago eccolo
Buone gravidanze a tutte!
INTERESSANTE DISCUSSIONE SUGLI OLI ESSENZIALI
Ecco il link ad un post interessante, buona lettura!
(Lo trovate anche pubblicato sul libro di Mammachimica).
DETERGENTI A BASE DI MICRORGANISMI EFFETTIVI
Molti mi hanno scritto per avere informazioni sull’efficacia e l’ecologicità del lavaggio tramite i “microrganismi effettivi” ovvero i detergenti eMC.
Personalmente mi ha sempre lasciato perplessa questo tipo detergenza. Innanzitutto non era mai possibile avere l’inci (la lista completa degli ingredienti) di questi prodotti, spesso perché protetta da brevetto, ma chi li vende dice che sono a base di microorganismi naturalmente presenti nell’ambiente e nel nostro organismo.
Ma allora, se sono sempre presenti, dovremmo essere sempre tutti puliti!
D’altra parte, se invece c’è un brevetto, questo mi fa pensare possa essere un prodotto derivante da biotecnologia. Nulla in contrario verso le biotecnologie, anzi, ritengo siano un’ottima risorsa per l’umanità, ma tutto deve essere sperimentato, per esempio per studiare le possibili ripercussioni sull’ambiente di un “nuovo” microrganismo lavante.
Inoltre mancava la cosa più ovvia per un detersivo: il test di lavaggio, che provi scientificamente la sua efficacia.
Una cosa che utilizzata non serve a nulla e non funziona, anche se non è pericolosa, è comunque una risorsa sprecata e che inquina e basta.
Ed è proprio questo che ha fatto la rivista ALTROCONSUMO, ha testato l’efficacia di lavaggio degli eMC, seguendo le indicazioni di dosaggio del produttore e confrontandolo con quello effettuato con un detersivo tradizionale.
Purtroppo il risultato non è stato buono: gli eMC non mantengono le promesse. Lavare con mezza dose di detersivo e con l’aggiunta di microrganismi significa semplicemente lavare con metà dose di detersivo! Se il bucato era poco sporco e comunque sarebbe bastata mezza dose di qualsiasi detersivo o addirittura solo dell’acqua, non si evidenziava molta differenza tra eMC e detersivo normale. Ma quando lo sporco aumenta e le macchie si fanno importanti, non ci sono paragoni con le performance del detersivo tradizionale.
Quindi il detergente a base di eMC non lava meglio di un normale detersivo.
Non solo, non si risparmia nemmeno, perché lavare con eMC costa quasi il doppio che con il detersivo migliore del test.
Insomma, gli eMC non funzionano: nessuna efficacia, nessun risparmio, nessun vantaggio per il consumatore e nemmeno per l’ambiente (perché magari poi è necessario un lavaggio aggiuntivo!).
Qui l’articolo completo.
Grazie a Fabrizio Zago per il link.
IL BLOG DELLA SOCIETA’ CHIMICA ITALIANA
Vi segnalo questo articolo sulla “Stabilità e stato di conservazione dei cosmetici”
E’ scritto dal Prof. Luigi Campanella, con cui ho fatto la tesi in Chimica alla Sapenza. Lo ricordo sempre con molto affetto, un mito in facoltà! Apprezzavo le sue lezioni e adesso leggo con piacere i suoi articoli. Tranquilli, non c’è bisogno di avere la laurea per apprezzarli, è questo il bello!
Questo pezzo fa parte di una serie di articoli presenti sul sito “Il blog della Società Chimica Italiana”, blog davvero molto interessante e anche divertente.
Copio incollo dalla loro pagina di info “Questo blog è frutto del tentativo di alcuni soci della Società Chimica Italiana di affrontare il problema di un migliore contatto fra il mondo della Chimica e il grande pubblico e anche di facilitare il confronto su temi diversi con gli altri soci e in genere con tutti gli interessati.”
Insomma, non ci sono proprio scuse, leggendo gli articoli vedrete come tutto è chimica!
 I FOGLIETTI ACCHIAPPACOLORE
Famosissimi e super pubblicizzati, purtroppo non servono a nulla…
Anzi, sono uno spreco di denaro, proprio perché il loro utilizzo e’ inutile.
In pratica i foglietti salvacolore o acchiappacolore sono dei substrati su cui vengono fatte aderire delle sostanze chimiche cationiche, cioè con carica elettrica positiva.
Queste sostanze attirano quelle che, nel bagno di lavaggio, hanno carica elettrica negativa, come i coloranti appunto, ma anche alcuni tensioattivi.
Siccome sul foglietto viene fissata un’enorme quantità di cariche elettriche positive, quando viene tirato fuori dalla lavatrice sarà molto colorato e darà l’impressione di aver salvato l’intero bucato. Ma è solo un “effetto ottico”, perché il foglietto non ha la capacità di «bloccare» tutto il colorante e non farlo andare sugli altri tessuti.
Quello che succede in realtà è che il foglietto è immerso nel colore «vagante» presente nel lavaggio, esattamente come il resto dei panni, però lui risulta «macchiato» perché ha il trucco!
Ovvero sul foglietto ci sono moltissime molecole cationiche. Ma questo non significa che si sarebbero colorati anche gli altri capi e che lui li ha «salvati» (non si sarebbero colorati comunque, anche senza di lui!). E viceversa, se veramente ci fosse qualcosa tra i panni che «stinge» alla grande, non ci sarebbe foglietto che tenga…
Chi dice che questi foglietti li hanno salvati «più di una volta» in realtà non può esserne sicuro, perché non ha potuto fare la contro prova (con stessi panni, stesso lavaggio, stesse condizioni).
Invece Fabrizio Zago, nel suo grande laboratorio pieno di lavatrici, le prove le ha fatte eccome!
Ha preparato due bucati identici, con gli stessi tessuti e una pezza speciale che cede colore. In una lavatrice ha messo il foglietto acchiappacolore e nell’altra no. Risultato: tessuti colorati nello stesso modo in entrambe le macchine, ahimè!
Insomma, l’unica soluzione economica ed ecologica per non far scolorire i capi è lavare a basse temperature. Ovviamente se si separano i bianchi dai colorati si evita anche di combinare qualche guaio!
ARTICOLO INTERESSANTE
Vi allego il link di un articolo di Fabrizio Zago, intervistato dalla rivista adnkronos.
Si parla anche di solari, visto che tra poco arriva l’estate…
Buona lettura!
ACQUA OSSIGENATA vs IPOCLORITO DI SODIO
Ho già parlato delle caratteristiche e proprietà dell’acqua ossigenata e della candeggina tradizionale (l’ipoclorito di sodio) nell’articolo «Acqua ossigenata e percarbonato di sodio» e di come sia certamente preferibile l’utilizzo della prima. Però ricevo spesso commenti o domande in merito al potere igienizzante dell’ossigenata e se può con tranquillità sostituire la tanto «amata» candeggina commerciale. Forse è il caso di fare delle ulteriori precisazioni, raccolte tra i preziosi consigli di Fabrizio Zago.
L’ipoclorito di sodio è una molecola ossidante super efficace e poco costosa, che funziona benissimo a freddo per sbiancare e sterminare germi e batteri. Purtroppo però la candeggina non è proprio salutare, sia per contatto sia per inalazione, ed è anche super impattante sull’ambiente. Infatti, quando arriva nelle acque di scarico crea i composti clororganici molto inquinanti, perché molto stabili, pochissimo biodegradabili (e infatti sul flacone di candeggina c’è il simbolo dell’alberello rinsecchito e il pesce morto…).
Se proprio ritenete indispensabile il suo uso, fate attenzione e non esagerate con la dose! In teoria, se venisse annullato tutto il suo potenziale ossidante prima che arrivi ai fiumi e mari, non ci sarebbero grossi problemi. Ma quando facciamo le pulizie mica siamo in laboratorio! Non conosciamo l’effettiva carica batterica che c’è sul pavimento o l’esatta entità della macchia sulla tovaglia e solitamente la maggior parte delle persone tende ad usare sempre più detersivo di quello che sarebbe necessario…
La cosa migliore sarebbe sostituire l’ipoclorito con l’acqua ossigenata a concentrazioni attorno al 7% (26 volumi), per avere una buona garanzia di igiene e che sarebbe la concentrazione della candeggina gentile o delicata in commercio.
A dire il vero ci sono dei ceppi batterici ( i cocchi in particolare) che contengono nella loro membrana una perossidasi e quindi verrebbero nutriti dall’ossigenata invece che essere uccisi! Ma questo avviene a concentrazioni molto molto basse di acqua ossigenata, con le percentuali della candeggina gentile si può stare tranquilli. (Consideriamo anche che un ottimo disinfettante per ferite è proprio l’acqua ossigenata, che ci vende la farmacia ed è «solo» al 3% ovvero 10 volumi).
Quindi, a differenza dell’ipoclorito (che fa piazza pulita di tutto ciò che incontra), la concentrazione dell’acqua ossigenata è fondamentale. Nel caso la si usi a circa 40 volumi, per le muffe sul muro, potete stare tranquilli che grazie al suo potere ossidante elimina muffa, spore (così non si riforma) e lo sbianca pure il muro! Inoltre, l’aggiunta di un po’ di soda solvay (per esempio al bucato in ammollo con candeggina delicata) farà sprigionare tutto l’ossigeno velocemente e bruciare tutto, batteri o virus.
Per approfondimenti: Biodizionario:cosmetici e prodotti biodegradabili
FABRIZIO ZAGO È SU REPORT!
Nell’interessantissima puntata di Report del 14 dicembre 2014 si parla di prodotti Bio e di Cosmetici “ecofurbi”.
E chi potevano interpellare per fare un po’ di chiarezza, ma ovviamente il mitico Fabrizio!
Si parla di inci, etichette ingannevoli, test su animali e del nikel. Tutte informazioni che possono trarre in inganno un consumatore non consapevole e che sono invece affrontate da anni nel forum di Zago (e di cui ho fatto qualche articolo qui su Mammachimica.)
C’è anche l’intervento di Barbara Righini (Saicosatispalmi).
Si poteva dare certamente più spazio a Fabrizio, Barbara e i vari argomenti, ma almeno se ne parla e anche in un programma seguitissimo!
Insomma è da vedere!
RAI REPLAY: REPORT 14.12.2014  dal minuto 32.
“NON TESTATO SU ANIMALI”
Come potete leggere in questa pagina, l’IAP (l’istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria), ha reputato la dicitura “non testato su animali” una comunicazione commerciale ingannevole.
Sono anni che Fabrizio Zago ci mette in guardia su questo!
Infatti, come già ampliamene spiegato anche nell’articolo “Test su animali e cosmetici”, tutti i cosmetici non sono testati su animali, quindi riportare questa dicitura (corredata pure da disegni di coniglietti o quant’altro), è come dire che l’acqua è umida…cioè si sottolinea un’ovvietà e non un valore aggiunto di quel prodotto.
Mi sa che si dovrà mettere mano a parecchie etichette…
Per altre info ecco il post.

 

ECOLABEL IN TV!
Non guardo molto la televisione, ma spesso mi è di «aiuto» con i bimbi in momenti critici della giornata ed è quindi sintonizzata soprattutto su RaiYoYo…E con mia grande sorpresa e soddisfazione, proprio tra le moltissime pubblicità per bambini (a volte piuttosto discutibili) ho visto la pubblicità dei prodotti Salvambiente Emulsio con marchio Ecolabel! Sono delle ricariche concentrate di detersivo pavimenti, sgrassatore e vetri. Non ho ancora provato questi prodotti, non è il mio intento proporli o altro, ci mancherebbe! Anche ai discount si trovano gli Ecolabel. Ma non avevo mai visto la pubblicità del fiorellino europeo prima d’ora!
Certamente il marchio Ecolabel è una garanzia e se comincia a comparire sulle reti Rai ritengo sia una buona notizia per l’ambiente e per tutti.

 

COMPATIBILITA’ SOSTANZE E MATERIALI
Vi propongo lista fatta da Fabrizio Zago ed altri utenti del suo forum.
Vengono indicate le sostanze che possono essere usate per le pulizie, senza fare danni, sulle superfici più comuni della casa.
Il post è questo (vi consiglio di leggerlo, ci sono molte altre info utili).
Ecco la lista (ovviamente sostituire l’aceto con il citrico è sempre la cosa migliore…)
ACCIAIO
SÌ limone/citrico, bicarbonato
NO Aceto
AGGLOMERATO DI QUARZO (piani cucina/bagno)
SÌ alcool
NO aceto, citrico o altro acido
ALLUMINIO
SÌ bicarbonato, alcol
NO soda solvay
NB: non mettere in lavastoviglie
CERAMICA (sanitari)
SÌ aceto, bicarbonato (fare una pasta con detersivo piatti e bicarbonato per ottenere una crema simil-cif), percarbonato (pappetta per pulire le fughe, da lasciar agire x tutta la notte)
NO non vedo nulla che non vada bene per i sanitari
CORIAN E CRISTALPLAN (è un materiale che in teoria non è poroso ma non so di cosa è fatto!) siccome non lo so neppure io non dico nulla

NO
FERRO ZINCATO
SÌ Alcool, bicarbonato
NO citrico, aceto
GHISA SMALTATA
SÌ Va bene tutto
NO
NB: non mettere in lavastoviglie
GRES PORCELLANATO (piastrelle)
SÌ alcool, acido citrico per togliere il calcare
NO detersivi concentrati, lasciano un sacco di aloni
LEGNO LACCATO (mobili, serramenti)
SÌ marsiglia
NO soda solvay, bicarbonato
LEGNO VERNICIATO (mobili)
SÌ Acqua distillata con un cucchiaino di lavapiatti ecologico.
NO soda solvay, bicarbonato
MARMO
SÌ candeggina, marsiglia, bicarbonato
NO aceto, limone/citrico
PARQUET OLIATO
SÌ sapone di marsiglia
NO ammoniaca, candeggina, aceto, soda solvay
PARQUET VERNICIATO
SÌ vedi legno verniciato
NO ammoniaca, soda solvay, bicarbonato
PIASTRELLE IN CERAMICA
SÌ aceto, alcol, soda (fare una pasta soda+acqua per le fughe)
NO
RAME
SÌ sale, aceto, acido citrico (max 2-3%)
NO soda
VETRO E SPECCHI
SÌ aceto, alcol
NO soda, bicarbonato
NB: attenzioni alle parti in legno degli infissi/specchi
VETRO ACIDATO/SATINATO (si tratta come il vetro normale??) sì

NO
VETRORESINA (vasche, docce)
SÌ come i vetri
NO soda solvay

 

ECOFUTURO, FESTIVAL DELLE ECOTECNOLOGIE E DELL’AUTOCOSTRUZIONE: dal 26 luglio al 2 agosto ad Alcatraz, Gubbio.
Il festival si avvicina e si fa sempre più interessante!
Per tutte le informzioni su cos’è il festival, chi parteciperà, come vederlo (via web, radio, TV, oppure dal vivo), il programma della settimana ecco il link: ECOFUTURO  (cliccate e scorrete la pagina).
Vi aspetto!!!

 

ECOFUTURO, FESTIVAL DELLE ECOTECNOLOGIE E DELL’AUTOCOSTRUZIONE: dal 26 luglio al 2 agosto ad Alcatraz.
Jacopo Fo sta organizzando una grande festa per far conoscere le potenzialità delle tecnologie e dell’economia alternativa: case ecologiche, energie alternative, autoproduzione, risparmio energetico, ecc. Insomma “c’è un popolo che costruisce con le mani un mondo migliore”, ed è importante farlo sapere e condividere queste informazioni!
Ci saranno interventi e conferenze di molti esperti del settore ed è proprio un grande piacere informarvi della partecipazione del mitico Fabrizio Zago, che ha accettato, subito e con grande disponibilità, il mio invito al festival. Terra’ una conferenza domenica 27 luglio, dal titolo che è già tutto un programma “vuoi essere aquila o tacchino? (quanto ci avvelenano le sostanze con cui veniamo in contatto tutti i giorni…).
Anche io parteciperò!  Jacopo mi ha chiesto di fare dei mini  interventi/laboratori sulle meraviglie della chimica applicata al quotidiano. È quindi per me un grande onore partecipare e dare il mio piccolo contributo all’evento con le “ecopillole di Mammachimica”!
Potrete assistere di persona alle varie conferenze e laboratori, recandovi ad Alcatraz, vicino Gubbio, oppure seguire tutto via web.
Ecco tutti i link per avere info sul festival:
EcoFuturo, il festival delle Ecotecnologie e dell’Autocostruzione
Chi parteciperà
Il programma dell’evento

 

UN SALUTO ALLA DOTT.SSA RICCARDA SERRI
Con dispiacere vi informo che ci ha lasciati la dott. ssa Serri, presidente di Skineco, “Ricky” sul forum di Fabrizio Zago.
Mi unisco alle moltissime persone che l’anno seguita, stimata e hanno imparato tanto da lei, per ringraziarla un’ ultima volta.

 

FABBRICA GRECA VIOME
Vi segnalo un’interessante iniziativa dei lavoratori di una fabbrica che produce detergenti in Grecia, abbandonati dal loro datore di lavoro. Si sono rimboccati le maniche ed hanno deciso di continuare la produzione autogestendosi.
Inoltre, per risolvere alcuni problemi tecnici e dare anche una svolta eco ai loro prodotti, hanno chiesto aiuto a Fabrizio Zago, un vero esperto in materia, che non si è sottratto dal dare il suo contributo (volontario e gratuito) per mettere a punto un nuovo detergente della nuova linea.
Complimenti ai lavoratori e a Fabrizio!

Per info aggiuntive sulla fabbrica c’è il sito web “Vio.Me” e il post di Fabrizio “Una buona azione” :

“Ciao a tutti,
volevo condividere con voi un’esperienza singolare.
In Grecia c’è una fabbrica occupata che produce detergenti. Potete trovare tutte le informazioni che volete a questo indirizzo internet: http://www.viome.org/p/italiano.html
Siccome c’è qualche problema tecnico hanno pensato bene di rivolgersi a me. Io ho, ovviamente, aderito con entusiasmo alla loro iniziativa e l’altro giorno, via Skype, abbiamo realizzato il primo detergente della nuova gamma di prodotti che producono e vendono.
Come vi immaginate si tratta di un servizio assolutamente volontario e quindi completamente gratuito che svolgo a loro favore. Insomma una mano la si può dare a chi è in difficoltà o no? Io ho deciso di darla e di dirvelo.
Ciao
Fabrizio”

 

DEODORANTE PER IL SUDORE MASCHILE SUPER PUZZOSO….
Ecco una ricettina interessante del mitico Fabrizio Zago, per contrastare l’odore di sudore piuttosto “invadente” di alcuni maschietti:
50% di bicarbonato di sodio
50% di talco o argilla ventilata
alcune foglie di un’erba a piacimento
un pezzetto di radice di amamelide
Il tutto nel macina caffè fino a rendere la polvere impalpabile.
Si usa con un batuffolo di cotone direttamente sull’ascella umida dopo la doccia.
Si conserva per qualche migliaio di anni.
Per approfondire ecco il post completo: “sudore maschile e deodorante

 

SALVIETTE RINFRESCANTI FERROVIE DELLO STATO
La dott.ssa Serri, dermatologa, ci ha reso partecipi dell’inci delle suddette salviette in questo post.
Veramente un bel gruppetto di brutte sostanze che non vorrei più trovare in nessun cosmetico:
aqua,imidazolidinyl urea,parfum,PEG-40 hydrogenated castor oil,propylene glycol,METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE,METHYLISOTHIAZOLINONE, disodium EDTA,Magnesium nitrate,Magnesium chloride,hexyl cinnamal,linalool,limonene,citronellol

 

 

NOCI DEL SAPONE

E’ da un po’ di tempo che “girano” sul web e nei negozi bio o equosolidali, come alternativa “naturale” ai detersivi tradizionali per il bucato.
Contengono delle “saponine” cioè molecole simili ai tensioattivi, da cui deriverebbe il loro potere lavante. Anche altre piante contengono questo genere di sostanze.
Il problema è che c’è una vasta letteratura scientifica da cui emerge la tossicità di queste molecole nei confronti dei microorganismi acquatici. Alcuni tipi di piante con saponine, vengono addirittura usate nella pesca: essendo brachioparalizzanti, impediscono al pesce di respirare e, se in grande quantità, anche di muoversi. Di conseguenza verrà a galla e sarà più facilmente catturato.
Inoltre, la concentrazione di saponine all’interno di queste noci, non è assolutamente in grado di lavare un granché. Sempre in letteratura, risulta che ogni noce contenga circa il 15-20% di saponine. Ma, se consideriamo la dose indicata dai venditori di questo “detersivo” e facciamo qualche calcolo, troveremo che tutto il potere lavante, per 4,5 kg di bucato è relegato ad 1 solo grammo di saponina…davvero difficile da credere.
Quindi queste noci oltre che inutili, perché non lavano, sono pure inquinanti.
Fabrizio Zago, chimico ed esperto di detergenti, sono anni che ci mette in guardia da questa bufala!
Vi indico il link di un suo recente post “Noci del sapone: una solenne bufala” dove, oltre a dare interessanti informazioni su queste noci, ha anche pubblicato il loro test di lavaggio ufficiale (effettuato a sue spese).
In pratica le noci hanno lo stesso potere lavante dell’acqua fresca…Buona lettura!:
“Ringrazio Peter per avermi dato lo spunto e la traccia per le note che seguono.
Le noci del sapone sono state e forse, purtroppo, sono ancora di moda perché sono “naturali”. Altrimenti detto siccome crescono sugli alberi noi pensiamo che siano “sane” che non contengano prodotti chimici e quindi non assorbendo queste sostanze chimiche siamo destinati alla salute eterna ed ad un ambiente non inquinato.
Dopo la scoperta che si può lavare a freddo (con un risparmio energetico di 4/5), queste noci del sapone sarebbero la più interessante invenzione del secolo.
La questione è quindi sapere se veramente non contengono sostanze chimiche e se realmente lavano.Nessun prodotto chimico nelle noci di Sapindus?
Beh tutto sta a definire quello che chiamiamo “prodotto chimico”. Spesso pensiamo che solamente i prodotti fabbricati dall’uomo siano dei prodotti chimici. Ma allora come spiegare gli effetti innegabili provocati, sul corpo umano, da sostanze di derivazione naturae come la marijuana o l’eroina? La realtà è che le piante producono sostanze chimiche (dette biochimiche) che agiscono ed interagiscono con la chimica del nostro corpo.
Stessa cosa per le noci. Il loro principio attivo è una sostanza (bio)chimica chiamata “saponina”. Le saponine si trovano in piccola quantità anche nei piselli, nei fagioli, nella soja eccetera. Dal punto di vista chimico, le saponine sono dei poliglucosidi.La saponina è pericolosa per la salute?
Esistono una infinità di saponine perché sono una infinità le specie vegetali che le producono. E’ dunque difficile dare una risposta univoca e risolutiva. Quello che è certo è che l’utilizzo e la manipolazione delle saponine o delle noci di Sapindus, può comportare almeno tre rischi:
– Inalazione delle polveri
– Ingestione
– Contatto con la pelle
Ed attraverso queste vie di penetrazione bene non fanno !
http://alternativehealing.org/saponin.htmIn sintesi i derivati delle noci sono irritanti per la pelle, per inalazione e sono dei potenti emolitici se entrano in circolo.
La questione che segue è quindi d’obbligo:La saponina è pericolosa per l’ambiente?
Usando queste noci di Sapindus per lavare i panni è chiaro che le acque di lavaggio finiranno nell’ambiente. Nell’ambiente vivono un numero infinito di microrganismi che sono i veri responsabili della degradazione di ogni tipo di sostanza che gettiamo nella natura (e ci riescono a farlo solo se la sostanza è biodegradabile). Ebbene sia gli anfibi che i molluschi ma anche i pesci sono molto sensibili agli effetti delle saponine. Esiste un’ampia letteratura a conferma della tossicità acquatica del Sapindus e più in generale delle saponine di qualsiasi provenienza:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/quer … t=Abstract
Molti commercianti di derivati con saponine descrivono effetti molluschicidi, insetticidi ed addirittura spermicidi. Sembra che la maggior parte degli animali a sangue freddo siano estremamente sensibili a questa sostanza. In particolare i pesci lo sono e questo è confermato dall’utilizzo di saponine come veleno per la pesca.Ed ora la questione centrale: le saponine di Sapindus Lavano?
Per verificare questa questione ho fatto in questo modo: ho considerato un test di lavaggio ufficiale, poi ho preso un buon detersivo ecologico, 21 grammi di Sapindus ed infine un lavaggio con la sola acqua. Risultati espressi in quantità di sporco rimosso:
– Sego + olio vegetale: Detersivo ecologico 73,5
Sapindus 45
Acqua 42- Olio minerale + inchiostro: Detersivo ecologico 74
Sapindus 38
Acqua 32- Olio esausto motore auto: Detersivo ecologico 53
Sapindus 48
Acqua 46- Te: Detersivo ecologico 97
Sapindus 55
Acqua 53

– Erba: Detersivo ecologico 63
Sapindus 47
Acqua 45

– Kethcup: Detersivo ecologico 96
Sapindus 93
Acqua 92

– Vino rosso: Detersivo ecologico 75
Sapindus 56
Acqua 52

– Uovo: Detersivo ecologico 97
Sapindus 69
Acqua 73

– Cacao: Detersivo ecologico 63
Sapindus 45
Acqua 43

Conclusioni:
Esiste dunque una vasta letteratura che conferma gli effetti negativi delle saponine contenute nelle noci di Sapindus.
La tossicità verso gli organismi a sangue freddo è notevole e segnatamente per i pesci.
Il potere lavante è praticamente lo stesso che l’acqua pura. E’ dunque molto difficile sostenere che la scelta di lavaggio con Saponine da Sapindus sia una soluzione intelligente e questo da nessun punto di vista: tecnico, ecologico, tossicologico e prestazionale.

N.B. i test me li sono pagati io. Erano gli importatori di Sapindus che dovevano accollarsi questo onere. Ma in questi anni hanno pensato solamente a fare soldi e non a giustificare scientificamente le caratteristiche di quello che hanno messo sul mercato. Loro hanno le tasche piene di denaro ma i pesci sono morti!”

OLI ESSENZIALI
Gli o.e. sono oli profumati derivanti da piante, fiori o frutti. Vengono ottenuti tramite l’estrazione o la distillazione di enormi quantità di pianta (da cui deriva anche il loro prezzo elevato).
Oltre a profumare, hanno molteplici proprietà: antibatteriche, analgesiche, tonificanti, cicatrizzanti, ecc. ecc. che dipendono dal principio attivo in essi contenuto. Vengono quindi usati in cosmetica, in aroma terapia e anche per uso interno.
Però, nonostante siano “naturali” non significa che sono “innocui” (anche l’arsenico è naturale!).
Anzi, proprio perché al loro interno ci sono sostanze chimiche molto attive e concentrate, sono potenzialmente tossici, alcuni sono irritanti, altri fototossici.
Quindi vanno usati con molta attenzione e solo nelle dosi consigliate. Non si può “improvvisare” e metterne un numero di gocce “a caso”. Non vanno mai utilizzati puri sulla pelle e alcuni sono assolutamente da evitare in gravidanza e sui bambini (da cui vanno comunque tenuti alla larga perché alcuni o.e. potrebbero essere anche letali se ingeriti).
Se sono puri e non dispersi in una fase alcolica, non si sciolgono in acqua, perché appunto sono oli, ma galleggeranno sulla superficie.
Quindi non ha senso aggiungerli, per es., al detersivo per la lavatrice fai da te e pensare che poi profumerà il bucato. In questo modo sprecheremo l’olio essenziale per due motivi: al primo prelievo di detersivo verseremo tutte le gocce insieme; inoltre queste gocce non si attaccheranno ai tessuti, perché non hanno i fissativi del profumo artificiale come nel detersivo tradizionale! Un buon suggerimento per profumare la biancheria con gli o.e. è di metterne qualche goccia su di un pezzettino di carta da lasciare poi nei cassetti.
Non sono esperta di oli essenziali e non ne faccio uso attualmente. Ma potrete trovare informazioni interessanti nei seguenti siti (non solo su come usarli ma anche come “scoprire” se sono davvero puri e naturali e non sono stati soggetti a sofisticazioni, ahimè molto frequenti):
www.infoerbe.it  di Marco Valussi, esperto e consulente della parte “botanica” del Biodizionario
post sul  forum di Lola
post sul forum di Saicosatispalmi

 

“LAVARSI” CON LE FARINE
Un’idea eco-bio-veloce-economica per lavarsi, in alternativa al solito detergente a base di tensioattivo, è usare le farine.

Per esempio per il viso la farina d’avena è la più delicata e lenitiva, mentre la farina di riso ha un effetto esfoliante (tipo scrubb leggero) e rinfrescante.
Basterà mettere un po’ di farina sulla mano, aggiungere acqua e spalmare la pappetta sul viso massaggiando, come se fosse un normale sapone. Si sciacqua e il gioco è fatto! Se siete truccate, otterrete un risultato migliore usando prima un po’ d’olio o latte su di un batuffolo di cotone per togliere il trucco.
Le farine potete tenerle in bagno, in un barattolo chiuso per evitare che assorbano umidità e con all’interno qualche qualche chiodo di garofano (dalle blande proprietà antibatteriche). Personalmente trovo molto comodo utilizzare il contenitore “dosa zucchero”, quello che quando lo rovesci esce appunto una dose di farina.
La farina di grano saraceno è invece un ottimo rimedio per pulire le mani quando si dipinge ad olio.
Per i capelli potreste provare la farina di ceci, anche in questo caso dovete diluirla con acqua tiepida e passarla bene tra i capelli bagnati e sul cuoio capelluto, poi va risciacquata con cura. Non vi venga in mente di usare la farina bianca (tipo 00 ) sui capelli: vi si appiccicheranno tutti e toglierla sarà una vera rogna! (più la farina è ricca di glutine e maggiore sarà l’effetto colla).
Anche per il corpo è ottima la farina d’avena. Molti si sbizzarriscono unendo più farine diverse, profumandole con spezie in polvere (cannella, salvia, basilico, rosmarino, cacao) o gocce di olio essenziale.
Invece, per pulire il sederino dei neonati in caso di pupù, ho sperimentato con successo la pappetta fatta con amido di riso sbriciolato e acqua: lenitivo e soprattutto senza profumi e tensioattivi. Ottimo ovviamente anche per il bagnetto!
Per correttezza, c’è da dire che in realtà le farine non “lavano”, ma piuttosto “puliscono”.
La pappetta di farina o di amido sfregata sulla pelle, adsorbe ed emulsiona via lo sporco, rimuovendolo meccanicamente, in modo delicato e certamente meno “invasivo” del tensioattivo. Analogamente, i grassi contenuti nell’olio o nel latte si miscelano con quelli contenuti sul viso e sul make-up, che potranno così essere più facilmente rimossi. In pratica è l’antica tecnica di pulizia e igiene, quando non esisteva l’industria dei tensioattivi: si combatteva lo sporco con una cosa analoga es. il grasso con il grasso (metodo omeotropico).
Il sapone invece lava e deterge, eliminando “brutalmente” tutto ciò che incontra sul viso o sul corpo (grassi esogeni ed endogeni) con il meccanismo che ho già descritto qui, esattamente come si lava un piatto o il pavimento (metodo allotropico: qualcosa che va contro il male da combattere, il contrario dell’omeotropico).
Per approfondire ci sono moltissimi post sul vecchio forum: BioDizionario: Cosmetici e prodotti Biodegradabili 

IL FENOSSIETANOLO
Il fenossietanolo è un conservante usato nei prodotti cosmetici, anche in quelli per bambini.
Il suo nome nella lista degli ingredienti (INCI) è Phenoxyethanol.
E’ una molecola di derivazione completamente sintetica (cioè prodotta in laboratorio) ma discreta dal punto di vista ambientale. Non è tra i peggiori conservanti in circolazione (anzi), ma già da qualche anno è oggetto di molte discussioni riguardo alla sua pericolosità. Certamente non potrà essere una molecola tanto “innocua”, perché il suo lavoro è appunto quello di uccidere i microorganismi (ogni crema o detergente a base di acqua marcirebbe e diventerebbe un ricettacolo di batteri, che poi ci spalmeremo addosso, se non ci fossero conservanti al loro interno!).
Attualmente, in alcuni paesi europei, questa sostanza è stata bandita. Il problema che gli si contesta è la possibile presenza di diossano cancerogeno, che si può formare durante la sua produzione. Stesso problema evocato per lo SLES e che ha scatenato le medesime campagne allarmanti.
Però, nonostante se ne parli su riviste e su siti web, al momento non ci sono dati scientifici o pubblicazioni in merito da controllare.
E’ vero che è molto frequente la scoperta di effetti negativi dovuti a conservanti ritenuti “perfetti”, vedi l’accoppiata sorbato/benzoato, che in alcune persone causa forti irritazioni.
Ed è anche vero che spesso si punta il dito su di una molecola, per nascondere qualcosa di peggio. (Vi è mai capitato di leggere in etichetta “senza” questo e quest’altro e poi trovarvi in inci il cessore di formaldeide cancerogena? A me si…).
Quindi, secondo me la parola d’ordine è VIGILARE, come sempre….
Se avrò aggiornamenti scientifici li poserò.
Magari cercherei comunque di evitare quelle creme che lo contengono e sono destinate a bimbi sotto i 3 anni.
(per approfondire c’è il vecchio forum BioDizionario: Cosmetici e Prodotti Biodegradabili)
DETERGENTE INTIMO AL POSTO DELLO SHAMPOO
Può capitare di avere prurito al cuoio capelluto e anche una certa desquamazione della cute dopo essersi lavati i capelli. Oppure notare che si sporcano in breve tempo. Forse la colpa è del detergente che contiene tensioattivi troppo aggressivi, oppure perché lavando troppo spesso i capelli si ottiene l’effetto opposto: sgrassando troppo la cute, questa reagisce producendo più sebo per proteggersi poverina! Comunque, in tutti questi casi, potreste provare a lavare i capelli con un detergente intimo (con buon inci ovviamente) e con molta probabilità risolverete il problema. I detergenti intimi infatti, per loro natura, sono formulati per essere molto delicati e questo può aiutare a dare un po’ di sollievo al cuoio capelluto. Così avrete capelli puliti e cute non stressata!
TALCO PER TENERE LONTANE LE FORMICHE, UN RIMEDIO SEMPLICE E NON TOSSICO!
Solitamente non circolano tante formiche in giardino, ma verso fine luglio cominciano ad arrivare in massa, ed eccole numerose dopo il pranzo o la cena sotto il seggiolone di Claudia. Ma non è questo il problema, sono le lunghe scie che a volte si formano vicino all’entrata della cucina che mi preoccupano…di certo con 2 bambini ed un gatto non mi metterò mica a spruzzare repellenti strani! Per evitare che entrino e ritrovarmele così in tutta la cucina, cospargo lungo la soglia del semplice talco e vi assicuro che stanno alla larga! Vi confesso che non conosco il motivo della sua efficacia, probabilmente è il profumo che le stende! O forse è anche il fatto che il talco che ho in casa (vecchio di millenni perché lo usava mio papà per riporre canotti e gonfiabili per il mare durante l’inverno) contiene Belzalkonium chloride, un conservante e quindi con proprietà battericide? (per approfondire c’è un post dedicato sul vecchio forum Biodizionario:cosmetici e prodotti biodegradabili).
AGGIORNAMENTI SCIENTIFICI SU METHYLISOTHIASOLINONE E COCAMIDE DEA
Vi segnalo 2 post interessanti sul vecchio forum Biodizionario: cosmetici e prodotti biodegradabili.
Il primo è della dottoressa Riccarda Serri (Riky), dermatologa, del 10 luglio 2013, in cui si parla di conservanti allergenizzanti a seguito di recenti studi effettuati: “The American Academy of Dermatology is alerting its dermatologists to methylisothiasolinone. Alone or in combination with methylcholoroisothiasolinone, the preservative “can be found in some face creams, mascaras, shampoos, body washes and even wet wipes.” Unfortunately, the AAD is “calling it the contact allergen of the year because it’s causing skin rashes at an increasing rate.” Some people who use products containing the substance are ending up with contact dermatitis as a result of an allergic reaction.”.
Il secondo post è del 25 luglio 2013, da parte di Fabrizio Zago e relativo ad una sostanza spesso presente nei detergenti, la Cocamide DEA:”Da quando esiste questo forum e da quando esiste il Biodizionario abbiamo sempre sostenuto che la Cocamide DEA doveva essere considerata sostanza a doppio pallino rosso.
Oltre a noi, adesso e con 13 anni di ritardo, anche altri enti importanti sta arrivando alle stesse conclusioni: “California’s Office of Environmental Health Hazard Assessment (OEHHA) has listed Cocamide DEA (CAS No. 68603-42-9) on Proposition 65.”.
Le sostanze citate sono appunto considerate da tempo poco adatte alla formulazione cosmetica e quindi, se presenti nell’inci, mi fanno scartare il prodotto. Ma la pubblicazione di articoli scientifici in merito non fa altro che confermare la preziosità del Biodizionario e la competenza e lungimiranza del suo creatore, il chimico Fabrizio Zago.
AVVERTENZE DI UN AMMORBIDENTE TRADIZIONALE
A proposito di profumi e sostanze strane che ci sono nei detersivi tradizionali, mi sono imbattuta in questo prodotto che mi è arrivato per posta come pubblicità.
È il campioncino di un nuovo ammorbidente, già super pubblicizzato.
Premetto che non ho per casa ammorbidenti da secoli proprio perché non voglio residui sul bucato, ma l’etichetta mi ha lasciato comunque a bocca aperta!
Dunque, tra le varie cose è scritto:
“Contiene tetramethyl acetyloctahydronaphthalenes. Può provocare una reazione allergica.
Non usare mai il prodotto direttamente sulla biancheria, non travasare mai in bottiglie per alimenti.
ATTENZIONE: gli ammorbidenti liquidi possono aumentare l’infiammabilità dei tessuti, usare più prodotto di quanto consigliato può aumentare questo effetto.
EVITARE di usare il prodotto in questi casi: sui pigiami dei bambini, sui capi etichettati come non infiammabili, sui capi in fibre soffici (come lana, velluto, ciniglia e spugna)”… praticamenete su nulla!
Ma con che coraggio lo vendono e con che coraggio lo comprano?

79 Responses to In pillole – Settembre

  1. marisol says:

    Ciao mammachimica, ho letto \”en passant\” qualcosa sui prodotti per la pulizia e detersivi che contengono profumanti, non ho molto tempo per leggere tutto molto approfondito, ti volevo solo chiedere una cosa al volo: questo discorso dei profumanti vale anche per i normali profumi che sono in commercio, quelli, per intenderci, che producono gli stilisti famosi? Io parecchio tempo fa provai alcuni profumi bio, quelli della fitocose, però non mi ci sono trovata bene ed ho ripreso ad usare quelli soliti delle profumerie. Scusa l\’ignoranza, ma sono proprio nocivi, oppure possono dare allergia a soggetti predisposti? Grazie mille.

    • Mammachimica says:

      Ciao Marisol,
      Si il problema della profumazione riguarda anche gli eau de toilette.
      Ovviamente contengono gli allergeni del profumo (a cui uno potrebbe non essere allergico, ma potrebbe anche venir sensibilizzato in seguito), ma la cosa importante da sapere è che sotto la scritta purfam o fragrance, ci può essere nascosta qualsiasi sostanza…E’ chiaro che le composizioni dei profumi sono segrete ma così non sappiano cosa c’è effettivamente dentro (non solo allergeni, ma anche conservanti o altro).
      La petizione che ho indicato non si riferisce ai profumi che uno si spruzza addosso, perché ovviamente quella è una scelta, ma al fatto che non vengano usati in ambienti pubblici obbligando tutti a respirarli. E comunque il consumatore deve essere informato che sei hai le lenzuola che profumano per una settimana perché lavate con l’ammorbidente super profumato, bene non ti fa…insomma, se hai tempo dai una letta a tutto l’articolo e scoprirai cosa interessanti.
      Personalmente non ho mai troppo approfondito l’inci dei profumi, io non li sopporto, mi fanno venire la nausea dopo un po’, anche se li mette uno vicino a me. Sento l’odore di ammorbidente anche nei vestiti che indossano gli altri…insomma sono un caso patologico..
      Però la buona notizia per chi usa profumi è che Zago ha trovato delle molecole profumanti sintetiche non dannose per l’uomo e anche compatibili con l’ambiente. Si perché quelle naturali (gli oli essenziali per esempio) sono pure loro inquinanti e chi più o chi meno, pericolose per l’uomo. A breve ci sarà una lista di oe banditi.
      Ciao Sara

  2. Valentina says:

    ciao! Giusto ieri ti chiedevo come lavare le verdure in gravidanza, ed ecco la risposta! Prendo nota. Poi leggo che l\’aceto non va bene per l\’acciaio.. Io avevo letto da qualche parte che andava molto bene e infatti lo uso sempre con ottimi risultati. Avevo provato anche col citrico ma mi lasciava degli aloni, forse sbagliavo diluizione? Grazie

    • Mammachimica says:

      Sul web ci sono tante info non basate su evidenze scientifiche…
      Il citrico lascia aloni e appiccica se non lo risciacqui.
      Ciao Sara

  3. marisol says:

    Ciao Mammachimica, ho un dubbio sulla preparazione dell’acido citrico da mettere nella vaschetta del brillantante. Poichè uso poco la lavastoviglie e la soluzione al 20% dell’acido citrico dura un mesetto, stavo cercando di diminuire le dosi. Tu scrivi 200 g di acido citrico in 800 g di acqua. Io vorrei usare solo 25 gr. di citrico, quindi proporzionalmente dovrei mettere 83 gr. di acqua. Tuttavia, dei due dosatori di liquidi che ho in casa, uno si esprime in cl. e l’altro in ml. Mi potresti dire gentilmente per 25 gr. di citrico quanti cl oppure ml di acqua devo utilizzare? Grazie

    • Mammachimica says:

      Guarda, la cosa più facile è usare la bilancia. Pesi tutto dentro un bicchiere. Cmq, se vuoi preparare 100ml o 100g di una soluzione di acido citrico al 20% devi mettere 20g di citrico e 80g o 80 ml di acqua.
      Ciao
      Sara

  4. Rosaria says:

    Ciao, è la prima volta che ti scrivo, mi sto cimentando da poco con i detersivi fai da te. Non sono ancora riuscita a sbiancare le magliette bianche da lavoro di mio marito. Mi sono sempre rimaste con grandi chiazze gialle. Ieri ho provato a pretrattarle con sodio citrato liquido stabilizzato con soda Solvay e le ho lavate aggiungendo per carbonato, ovviamente a 60°….ma niente. In cosa sbaglio?

    • Mammachimica says:

      Ciao e benvenuta!
      Ma per sbiancare ci vuole l’acqua ossigenata (nello spruzzino igienizzante e sbiancante) o il percarbonato…dove hai letto che serve sodio citrato liquido stabilizzato con Solvay? Non ha senso questo preparato…
      Credo debba leggerti meglio gli articoli…
      Ciao Sara

  5. Annalisa says:

    Ciao Mammachimica,

    due domande:
    ma il Benzalconio Cloruro (del talco anti-formiche) non e’ il principio attivo di un famoso disinfettante che si compra in farmacia?

    Come posso far tornare bianchi degli asciugamani “rosati” da una lavatrice sbagliata con una tovaglia rossa? Un bell’ammollo con Ace gentile (quella a base di acqua ossigenata) potrebbe andare bene? In acqua fredda o calda? E quante ore posso lasciarli?

    • Mammachimica says:

      Ciao Annalisa,
      si il benzalconio può essere presente in molti disinfettanti.
      Puoi provare con la candeggina gentile, dovresti prima sciogliere un po’ di soda solvay in acqua calda, poi metterci la candeggina delicata e lascirci in ammollo gli ascigamani anche tutta la notte.
      Però è difficile togliere i coloranti dei tessuti.
      Potresti usare un reattivo specifico, l’IDROSOLFITO DI SODIO.
      Ti riporto il consiglio di Zago (chimico industriale esperto di detergenza): “l’idrosolfito è una sostanza in grado di decolorare qualsiasi cosa, anche i vini in cui è usato di frequente. Lo trovi presso i consorzi agrari o negozi che vendono prodotti per il vino. Però è una sostanza inquinante quindi devi promettere che dopo averlo usato tieni l’acqua di lavaggio lì per una settimana, la sostanza si decompone e la puoi gettare. Prima no!”
      ciao Sara

  6. loretta says:

    Salve Sara, ringraziandoti della tua disponibilità ti chiedo cosa ne pensi sul lavare la verdura con l’argilla, dicono che assorbe i veleni. Sarebbe fantastico. Ma come faccio a saperlo? grazie

    • Mammachimica says:

      Guarda, ne parlava proprio Zago tempo fa sul forum.
      A parte che non ci sono prove sul fatto che assorba i pesticidi, c’è anche il rischio che otturi gli scarichi perchè è insolubile in acqua!

  7. veronica says:

    Ciao mammachimica, ho una domanda, anzi due .
    Mi sono imbattuta su una ricetta per tabs x lavastoviglie. Ci vanno citrato di sodio, carbonato di sodio, percarbonato di sodio e un cucchiaio di det x piatti eco.
    Innanzitutto il carbonato di sodio sarebbe la soda solvay?
    E poi secondo te potrebbe funzionare una ricetta del genere? Mi sembra quasi troppo facile
    Grazie

    • Mammachimica says:

      Si il carbonato di sodio è soda solvay.
      La ricetta funziona perchè ha tutto quello che serve: citrato come sequestrante, solvay che disgrega il grasso, percarbonato che igienizza e detersivo piatti (il tensioattivo) che lava. Occhio a non esagerare con quest’ultimo per non fare troppa schiuma.
      Ciao Sara

  8. marisol says:

    Ciao, non riesco più a trovare la formula per disgorgare i lavelli, ho provato diverse parole con la funzione cerca : “disgorgatore lavandini” lavelli, sturare, ecc. Ma non mi dà niente…..

    • Mammachimica says:

      E’ nell’articolo dell’acido citrico…
      ciao
      Sara

      • marisol says:

        Grazie! Volevo confrontare le tue quantità con quelle scritte da Fabrizio in un post. Lui diceva di provare inizialmente, per vedere se funziona, 75 gr. bicarbonato e 75 gr citrico. Sul mezzo bicchiere di bicarbonato da te suggerito, le quantità coincidono. Ma sulla quantità di acido citrico c\’è molto divario. Ma forse ricordo male io, perchè ora non ritrovo più il post dove l\’avevo letto…

        • Mammachimica says:

          Ma guarda, ho scritto quello che una volta avevo fatto io con il mio lavandino intasato! fai delle prove e vedi come ti trovi!
          ciao Sara

      • Silvia says:

        Non riesco a contattarti su “contatti”. La domanda è questa: come consideri le borracce di plastica (sia quelle morbide che quelle più rigide inPP) per bimbi e adulti per bere acqua a temperatura ambiente e soprattutto qual è il metodo migliore per pulirle tenendo sufficientemente bassa la carica microbica (in rete c’è chi dice che basta l’acqua e chi rende necessaria l’amuchina). Grazie!

        • Mammachimica says:

          Ciao Silvia,
          non so di cosa siano fatte quelle morbide..comunque se sono in poloproprilene alimentare non ci sono problemi.
          Per pulirle la cosa migliore è lo spruzzino igienizzante, a base di acqua ossigenata (trovi la ricetta sul fai da te) soprattutto la parte del beccuccio, che con tutte quelle scanalature potrebbe formare la muffa. Oppure con il percarbonato di sodio.
          L’amuchina è ipoclorito di sodio, la comune candeggina, non certo molto salutare…(puoi leggere altre info proprio qui nelle pillole).
          Ciao Sara

          • Silvia says:

            Grazie mille! Quelle \”morbide\” sono le borracce col beccuccio della tupperware. C\’è la scritta PP sulla base staccabile, che può essere usata anche come bicchiere, che è di una plastica più rigida rispetto al corpo della borraccia. Il corpo della borraccia è più \”comprimibile\” e su di esso non ho trovato simboli che identifichino il tipo di plastica. Le avevo sanificate con l\’Amichina seguendo le istruzioni come per \”biberon e stoviglie per la prima infanzia\”…ma nonostante diversi risciacqui ed esposizioni all\’aria, fatica a passare l\’odore di ipoclorito di sodio…mi sono sempre chiesta se la presenza di odore è un segno della presenza di un residuo della sostanza, anche se in piccola quantità… Grazie per le risposte ed in generale per il sito che è molto interessante.

          • Mammachimica says:

            Per la puzza di ipocolorito prova con una soluzione di acido citrico lasciata all’ interno della borraccia per una notte e poi risciacqua.
            Un ulteriore vantaggio dell’ossigenata è che è inodore!
            Ciao Sara

  9. marisol says:

    Ciao mammachimica, avendo in questo periodo un po’ di tempo, sono riuscita finalmente a smaltire l’enorme quantità di informazioni che si trovano in questo tuo bellissimo blog. Tutte utilissime! Volevo chiederti, ora che ho messo “a paro”, se c’è un modo per sapere quotidianamente, se ci sono nuove domande delle utenti, oppure bisogna ogni volta cliccare sui vari argomenti del blog? In altre parole, c’è una funzione simile a quella di promiseland in cui è possibile che i nuovi post vengano notificati via mail? Grazie

    • Mammachimica says:

      No, mi dispiace, non è possibile questo. Magari vedo se posso inserirlo…
      Il fatto èp che questo non è un forum, è più un sito di consultazione. Se metto nuovi articoli (come oggi) compare come primo della lista e di solito aggiorno le pillole una volta al mese (o meno, e infatti cambia il nome del mese).
      Ciao Sara

      • marisol says:

        Si, infatti, il tuo nuovo inserimento nella sezione \”Articoli\” (allergeni e profumi, molto interessante), l\’ho visto subito, basta cliccarci sopra ogni tanto per vedere se ci sono aggiornamenti. Anche la sezione \”pillole\”, si vede agevolmente se ci sono aggionamenti. Considera tuttavia che anche le risposte che dai a noi tutte, oltre ad essere molto interessanti , ci permettono di imparare ed approfondire sempre più il mondo \”bio\”. Tuttavia, cliccare periodicamente sulle numerose voci che compongono la sezione \”fai da te\” per leggere eventuali domande e risposte, richiede troppo tempo che nessuna di noi ha. Sarebbe bello se tu riuscissi a trovare un modo affinchè -aprendo il blog- si vedano subito le nuove risposte…..Grazie sempre per tutto il lavoro che fai per noi!

      • Sandra says:

        Ciao Sara,
        anch’io ogni tanto mi faccio un “giretto” per vedere se ci sono novità, o nuove domande e nuove risposte. Mi piace molto questo sito, è già un pò che uso le tue ricette, che sperimento….
        Ho il pavimento di marmo, volevo provare a pulirlo con le sostanze che ci sono sopra elencate ma non so la giusta proporzione, potresti aiutarmi?
        Grazie per la tua disponibilità.
        Saluti Sandra

        • Mammachimica says:

          Ciao Sandra,
          In realtà quella è una lista di compatibilità, perchè appunto se leggi il sito ormai sai che il bicarbonato da solo non lava un tubo…
          Quindi per lavare il marmo puoi usare un buon detersivo per pavimenti o se hai bisogno di qualcosa di più sgrassante, utilizzare uno sgrassatore. Oppure fare il simil cif (la pappetta fatta con detersivo piatti e bicarbonato oppure marsiglia e bicarbonato) ed andare di olio di gomito!
          Le dosi pero’ devi trovarle tu, dipendono appunto dallo sporco.
          Fabrizio Zago consigliava, come protettore del marmo, di utilizzare l’olio di lino, lo nutre e fa brillare.
          Ciao Sara

  10. Claudia says:

    Approfitto anche io della tua gentilezza,e soprattutto del tua conoscenza!!
    Diciamo che come casalinga sono parecchio scarsa, ed i problemi maggiori li ho decisamente col bucato.. In particolare,con gli odori: pretratto, ammollo e passo in lavatrice,ma l’odore di sudore dalle magliette del mio compagno,e la puzza di pipì sui capi dei bambini,non vogliono sapere di andarsene.. Consigli?

    • Mammachimica says:

      Per la puzza sui panni lo spruzzino igienizzante e smacchiatore è veramente efficace. Ti consiglio di provarlo! Trovi la ricetta nel fai da te.
      Ciao Sara

  11. marisol says:

    Cara Mammachimica, piano piano sto leggendo tutto il tuo blog per imparare questo mondo bio a me sconosciuto fino a poco tempo fa. Ho “riesumato” una confezione di Soda Solvay che avevo nuova in fondo all’armadietto dei detersivi. Siccome però la soda era diventata un unico blocco, ho proceduto a rompere la confezione di cartone, ho versato il blocco in un recipiente e l’ho preso a “picconate”. In questo modo, bene o male, il blocco di soda l’ho fatto a ritornare a polvere sciolta. Mi è però sorto un dubbio, il fatto che era diventata un blocco perchè aveva preso umidità, gli ha fatto perdere le sue capacità? In altre parole: posso utilizzarla, oppure oramai ha perso efficacia? Con l’occasione, per favore, mi puoi ricordare, oltre ad aggiungerla in fase di lavaggio in lavatrice al mio detersivo bio (acquistato) , dove posso utilizzarla ancora? Tieni conto però che io non spignatto per niente (e non voglio neanche cominciare), quindi mi dovresti gentilmente consigliare l’utilizzo della soda in aggiunta a prodotti già pronti, (o da sola) e non come ingrediente per lo spignatto. Sul tuo blog mi sembra di ricordare che può utilizzarsi come componente per togliere la muffa, e poi? Che altro? Non ho visto una sezione apposta sulla soda. Con la funzione cerca ho digitato “carbonato di sodio” ma ho trovato poco sul suo utilizzo. Grata per quanto mi vorrai dire, un caro saluto da Marisol.

    • Mammachimica says:

      Tranquilla,non ha perso effiacia.
      La puoi usare anche per potenziare il detersivo piatti e creare così un super sgrassatore (se vai nel fai da te vedrai che i miei “spignatti” sono proprio banali…).
      Per la muffa serve l’acqua ossigenata, ma se prima ci passi un po’ di solvay, allora si sprigionerà per bene tutto l’ossigeno igienizzante.
      Ciao Sara

  12. Simona says:

    Ciao Mammachimica, mi sono imbattuta per caso nel tuo blog e l’ho trovato utilissimissimissimo, grazie!!! Sto cominciando ad autoprodurmi diverse cose, tra cui la candeggina delicata. L’ultima volta ho acquistato una tanica da 5 litri di acqua ossigenata a 130 volumi, ma pur conservandola al fresco come mi era stato raccomandato (la tengo in balcone, più fresco di così..!) dopo un po’ si è gonfiata la tanica. Atroce dubbio: devo dedurne che ha liberato l’ossigeno ed è diventata semplice acqua fresca o posso utilizzarla come prima perché mantiene la stessa concentrazione?

    • Mammachimica says:

      Ciao Simona,
      Oltre a conservarla al fresco doveva stare al buio..di solito è quella già diluita che si gonfia se non ben stabilizzata. Purtroppo non so come verificare a che concentrazione sia arrivata adesso.
      Ma non credo sia diventata acqua fresca, la 130 volumi significa che può espandersi fino a 130 volte il suo volume…e non credo sia il tuo caso.
      Magari prova a fare la solita diluizione della.candeggiaa delicata e vedi se «frizzica» come prima su di una macchia o altro.
      Mi dispiace ma non ho altre soluzioni, se le trovo le posterò.
      Ciao Sara

      • Simona says:

        Ma porcaccia la miseria, non mi avevano specificato anche il buio..! Grazie infinite per la velocissima risposta, intanto provvedo a ficcare l’acqua ossigenata rimanente in garage…

  13. Samantha says:

    Salve Sara,
    Mi sto procurando tutti gli ingredienti che consigli per i detergenti da bucato. sono al percarbonato e, prima di avventurarmi per lo shopping online o procurarmi lo sbiancante ikea, sto perlustrandomi attorno. All’Eurospin vendono il Dexal sbiancante 1kg a 2,30€ contenente:
    sodium carbonate peroxide
    Sodium sulfate
    Silica
    Fatty alcohol polyglycol ethers
    Parfum
    (Composizione reperita su internet)
    Può andar bene come percarbonato?

    • Mammachimica says:

      Non conosco l’impatto ambientale del fatty alcool, ma dovrebbe andare bene come percarbonato, però non ha il taed e quindi si attiva a temperature superiori ai 50 gradi.
      Ciao Sara

  14. Samantha says:

    Salve Sara e grazie per i tuoi consigli. Leggevo che i foglietti acchiappacolore funzionano come cariche elettrostatiche attirando i colori a sè, pertanto usarlo o no sarebbe indifferente. A dire il vero io li utilizzo quotidianamente nel mio bucato ma é anche vero che cercò di non mescolare i colori rossi con i bianchi ad esempio. Ti mando questo link
    http://lifehacker.com/5937196/make-your-own-reusable-color-catching-laundry-sheets
    che ti spiega come farseli da se con la soda solvay. Ha senso? ( da un punto di vista chimico intendo.)
    Molte grazie e complimenti
    Samantha

    • Mammachimica says:

      Ciao Samantha,
      Si, sui foglietti ci sono delle sostanze che assorbono maggiormente il colore disperso nell’acqua del bucato, rispetto agli altri tessuti, e quindi vedendo come si sono colorati i foglietti si potrebbe presumere che abbiano salvato gli altri vestiti. In realtà quel colore disperso non si sarebbe mai fissato sugli altri abiti…quindi sono assolutamente inutili e fanno solo spendere soldi..(devo fare un post sulle prove di Fabrizio Zago). Non so se la Solvay abbia quella proprietà, però, appurato che per mantenere brillanti i colori dei capi colorati è preferibile lavare a basse temperature (quindi separare bianchi e colorati), forse sarebbero superflui pure quelli…
      Provo ad indagare.
      Sara

  15. marisol says:

    Ciao Mammachimica, ti leggo da molto tempo e sei per me una fonte inesauribile di conoscenza bio! Ti volevo chiedere una cosa sulla soluzione dell’acido citrico usato come balsamo: la posso preparare in abbondanza affinchè mi duri più volte? Ho i capelli molto corti e un flacone di 250 ml. mi è sufficiente per l’ultimo risciacquo. Preparandone ad esempio 2 litri, poichè mi lavo i capelli 2 volte a settimana, mi dovrebbe bastare per 2 mesi . Si conserva la soluzione per 2 mesi? E già che ci sei mi puoi gentilmente confermare che la soluzione giusta come balsamo è: 20% da usare su una soluzione che è già del 20%, ho capito bene? Grazie mille

    • Mammachimica says:

      Ciao Marisol,
      Temo di non aver capito i tuoi calcoli…
      Comunque, il mio consiglio è di prepararti 2 litri di soluzione di acido citrico al 20%, che dura tantissimo senza problemi grazie alla sua alta concentrazione. Di questa ne prelievi circa 10 ml e la diluisci in 250 ml di acqua che userai all’ultimo risciacquo. Secondo me non è una buona idea preparare litri di citrico all’ 1% e poi usarlo tal quale perché non so se si conservi bene a quella concentrazione.
      Sara

  16. Paola says:

    Buongiorno Sara, rileggevo l’elenco dei materiali e dei suggerimenti su come pulirli. ricordavo la discussione su promiseland. Tuttavia mi facevano notare che il quarzo è molto resistente agli acidi, perche’ scogliare acido acetico o citrico?anzi se guardi i produttori ti consigliano quasi aceto caldo..

    grazie se potrai rispondere

    • Mammachimica says:

      Nell’elenco si parla di “agglomerato di quarzo”, quindi forse non è solo quarzo e la risposta a non usare acidi è stata inserita da Fabrizio stesso (forse sa qual’è la composizione effettiva degli agglomerati).
      Magari è un quesito che puoi fare proprio a lui!
      Ciao Sara

  17. Paolo says:

    Ciao Sara!
    In merito ai “salvambiente” di Emulsio che hanno ottenuto il marchio Ecolabel, se è vero, da una parte, che si riducono gli imballi ed i costi di trasporto e pur vero, d’altro canto, che i “salvambiente” NON sono del tutto verdi…
    ce lo ricorda Fabrizio Zago nel sito promiseland.it.
    Va detto che il post è di circa 3 anni fa. magari qualcosa alla Sutter è cambiato, nel frattempo.

    Che vi sia, ovvio, un netto risparmio dal punto di vista del trasporto su gomma, minor imballo e tutto ciò che ne consegue, ok, questo è vero!
    Anche se poi, alla fine, il risparmio per il consumatore finale è davvero risibile: circa € 1,15 al litro, riferito al prodotto finito, contro un massimo di €1,19 al litro per un buon detergente pavimenti Ecolabel liquido di Esselunga…

    Credo comunque che le tue ricette siano nettamente più ecocompatibili e davvero salvambiente rispetto a quanto proposto da Emulsio…
    nel dettaglio, visto che sei una mamma chimica e certamente capirai, almeno tu, di cosa si sta parlando ecco qui sotto la composizione del salvambiente alla lavanda (uno su tutti).
    Così ci saprai dire se tutto questo luccichio è tutto oro… oppure uno specchietto per le allodole! :-)

    ALCOL GRASSO ALCOSSILATO
    2-(2-BUTOSSIETOSSI)ETANOLO; DIETILENEGLICOL(MONO)BUTILETERE
    2-PROPILEPTANOLO ETOSSILATO PROPOSSILATO
    ACQUA
    POLISILOSSANI, DIMETIL, 3-IDROSSIPROPILMETIL, ETOSSILATI
    ESSENZE PROFUMATE R51/53
    ESSENZE PROFUMATE R65
    LAVANDULA IBRIDA
    LINALOOL
    ACIDO MALEICO, POLIMERO CON DIISOBUTENE, SALE SODICO
    OLIO DI ROSMARINUS OFFICINALIS
    COUMARIN
    CITRONELLOL
    BENZYL BENZOATE
    OLIO DI MAGGIORANA
    COLORANTE, C.I. 61585 – ACID BLUE 80
    GERANIOL
    CITRAL
    D-LIMONENE
    NITRATO DI SODIO
    EUGENOL
    METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE, METHYLISOTHIAZOLINONE
    CINNAMAL

    • Mammachimica says:

      Il fatto che abbiano il marchio ecolabel è garanzia di efficacia e che il suo impatto ambientale è stato calcolato. Questo non significa che sia completamente eco, l’ho ribadito centinaia di volte. Ecolabel è un buon compromesso tra i detergenti con materie prime completamente di origine vegetale (quindi non sempre molto economici e acquistabili solo in alcuni negozi specifici) e quelli tradizionali, efficaci ma più impattanti. Se nella lista ingredienti di emulsio ci sono quelle sostanze evidentemente è perché rientrano nelle direttive ecolabel. Ma certamente si può migliorare!!!
      ciao Sara

      • Sandra says:

        Ciao Sara,
        rigardo a questo argomento vorrei farti una domanda. Se un’azienda di detersivi dice di usare ingredienti naturali e poi sulla lista si trova lo sbiancante ottico, c’è qualcosa che non torna o sbaglio.
        Ti ringrazio ciao alla prossima.
        Sandra

        • Mammachimica says:

          Si, fa la furbetta! Potresti segnalare la cosa al garante della pubblicità. Come vedi con lentezza qualcosa si muove…
          Ciao Sara

  18. Paolo says:

    Ciao Sara.
    In merito alla lista “COMPATIBILITA’ SOSTANZE E MATERIALI” vedo che alla voce “Corian” non viene elencato nulla.
    Il Corian (marchio registrato dalla DuPont) è formato sostanzialmente da due componenti: Idrossido di Alluminio (per 2/3) e PMMA (1/3) oltre all’aggiunta di pigmenti o altri minerali in granaglie, al solo scopo estetico.

    Paolo

  19. RaganellaVerde says:

    Ciao Sara,
    allora ieri sera al supermercato ho comprato NeutroMed detergente intimo pH 5.5 Lenitivo. Subito usato, nessun giovamento. Dopo una mezz’oretta ho applicato la farina di ceci (asciutta, spargendola sul cuoio capelluto ancora umido con l’aiuto di mio marito: è la procedura giusta o devo fare una pappetta? scusami non ho letto bene come fare); dopo un’altra mezz’oretta ho risciaquato.
    Appena applicata, la farina di ceci mi sembrava desse un po’ di sollievo, ma l’effetto è stato purtroppo di breve durata. Stamattina, su consiglio del mio medico curante (no farmacista), ho cominciato con i farmaci: Elocon lozione (è un cortisonico) e 1 compressa di Xyzal (antistaminico), e non laverò più i capelli per 3-4 gg. Se non passa così, visita dermatologica.
    Che roba però! Non capisco proprio perché le case produttrici di questi shampoo usano ingredienti così aggressivi, quando tutti sanno che le persone che manifestano allergie sono sempre più numerose a causa dell’inquinamento.

    …e niente, volevo solo aggiornarti e ringraziarti per il tuo aiuto e per la preziosissima opera di divulgazione scientifica che conduci.

    A presto!

    RaganellaVerde

    • Mammachimica says:

      Mi dispiace non abbia ancora risolto.
      Per quanto riguarda la farina di ceci di solito si fa una pappetta, ma anche così dovrebbe andare bene.
      Purtroppo le case produttrici devono fare il prodotto bello e attraente, certamente nessun cosmetico è fuori legge, ma a loro interessa principalmente venderlo…
      Grazie dei complimenti e buona guarigione!
      Sara

  20. RaganellaVerde says:

    Ciao Mammachimica,
    ti ho scoperta grazie a Jacopo Fo con cui collabori da un po’ di tempo e ti sono grata per le indicazioni che dai e che sto seguendo con mia grandissima soddisfazione (veramente geniale l’uso del bicarbonato di sodio come deodorante!).
    Ora ti scrivo perché ho da qualche giorno un notevole prurito al cuoio capelluto, credo causato da un nuovo shampoo che ho usato, il “Sunsilk Morbidi e Luminosi” (flacone giallino con ghirigori azzurri). L’ho portato in vacanza e mio marito poverino ha subito riscontrato un forte prurito, mentre io no, e colpevolmente non gli ho dato retta. Ora il prurito ce l’ho anch’io e vorrei tagliarmi la testa per quanto è intenso!
    Ieri sera ho usato un altro shampoo nuovo, Garnier Ultra Dolce alla lavanda, ma il prurito non è diminuito. I miei capelli sono bellissimi, mordibi e lucenti, ma il prezzo da pagare è troppo alto.
    Che faccio?? Provo a usare la farina di ceci come consigli tu?
    Hai altri suggerimenti??

    Grazie in anticipo per il tuo aiuto!!

    RaganellaVerde

    • Mammachimica says:

      Ciao RaganellaVerde e grazie dei complimenti.
      Non sono un dermatologo ma per il prurito al cuoio capelluto io inizierei lavandomi con un detergente intimo.
      Molti risolvono in questo modo. Ovviamente se ne trovi uno con buon inci e pochi estratti vegetali sarebbe meglio, per non stressare di più la cute.
      I detergenti intimi sono per loro natura i tensioattivi più “dolci” in commercio (nelle pillole c’è il post dedicato). E comunque eviterei di lavarli troppo spesso, così peggiori la situazione.
      Potresti provare anche con la farina di ceci, ma siccome quando si usa per la prima volta questo “shampoo”, potrebbe risultare è un po’ “rognoso” e non pratico (perché va messa con cura e risciacquata bene) non vorrei che questo ti innervosisca e irriti ancora di più!
      Personalmente metterei anche a confronto gli ingredienti dei 2 shampoo “incriminati” e uno shampoo che invece non ti ha dato mai fastidio, così da cercare di capire quale possa essere la sostanza chimica che non tolleri. (Anche se forse il secondo non ne ha colpa, magari è arrivato su di una cute già stressata..).
      C’è anche da dire che, è vero che molti shampoo non li userei nemmeno per pulirci la macchina, ma magari è anche il nostro organismo che magari si ritrova in un momento più “sensibile”.
      Ti auguro di risolvere!
      Ciao Sara

      • RaganellaVerde says:

        Ciao Sara,
        grazie per la velocissima risposta!
        Guarderò gli INCI, ma siccome credo che questa analisi mi porterà via un po’ di tempo, pensi che il Saugella possa andare bene?
        Se sì, lo posso usare stasera perché ce l’ho in casa.
        I capelli li lavo 2-3 volte a settimana.

        Grazie ancora!!

        RaganellaVerde

        • RaganellaVerde says:

          Scusami Sara, ho scritto prima di cercare info nel web.
          Ho visto che l’INCI del Saugella non è granché, molto meglio il NeutroMed pH 4,5 DermoEquilibrio Det. Intimo, che vado subito a cercare.
          Se non lo trovo, mi armo di santa pazienza e procedo con la farina di ceci. Ti farò sapere.

          Grazie!!

          RaganellaVerde

          • Mammachimica says:

            No la saugella non lo è…
            Certamente meglio neutromed, oppure ci sono ottimi detergenti intimi, della linea Bio della In’s e del Todis (sono 2 discount).
            ciao Sara

  21. Vera says:

    Salve a tutti, voglio condividere con voi un ottimo deodorante che sistema anche le più puzzolenti sudorazioni: qualche goccia di limone dopo essersi lavati vi porterà tranquillamente a sera senza maleodorare mai! Sorprendente da provare!

    • Mammachimica says:

      Ciao Vera e grazie del commento.
      In realtà ho già indicato una soluzione di acido citrico al 5% come deodorante, proprio nell’articolo dell’acido citrico spiegando anche perché funziona.
      Sara

  22. Claudia says:

    Sito trovato per errore. Che fortuna!

  23. sara says:

    Ciao Mammachimica , avrei un dubbio: ho notato che molti, se non tutti i detersivi per i piatti, eccetto quelli che si definiscono ecobio, vegetali etc.. hanno nella loro composizione il METHYLISOTHIAZOLINONE; ti riporto la composizione del detersivo piatti W5 della LIDL (vabbè ho detto la marca):
    tra il 15 e il 30% tensioattivi anionici
    inf.5% tensioattivi anfoteri
    tensioattivi non ionici
    contiene inoltre: profumo, conservanti (BENZISOTHIAZOLINONE, METHYLISOTHIAZOLINONE)
    Aggiungo che questo detersivo ha ottenuto il marchio ECOLABEL.
    E’ normale che ci siano questo tipo di conservanti in un prodotto Ecolabel?
    Grazie. Sara.

    • Mammachimica says:

      Si è normale, evidentemente sono permessi nel disciplinare.
      Considera che ecolabel è il miglior compromesso tra ecologicita’ e performance, tutto studiato e calcolato scientificamente.
      Quei brutti conservanti che citi, secondo me è importante che non ci siano nei cosmetici, cioè in prodotti che vanno sulla pelle.
      Ma i piatti è molto consigliato lavarli con i guanti, giusto? Anche perchè se devo sgrassare per bene un piatto o una teglia, significa che i tensioattivi del detersivo piatti devono essere molto potenti, quindi pensa che succederebbe allo strato lipidico della pelle delle mani senza guanti!
      Ciao Sara

      • sara says:

        Sì infatti ho pensato la stessa cosa.. pensa che questi conservanti li avevo trovati nell’ INCI di due bagnoschiuma che giravano per casa: ora li utilizzo per lavare i pavimenti..sgrassano che è un piacere!!
        Grazie!

  24. Frank says:

    Ciao sara o provato a fare ammorbidente con la tua ricetta e mi sono trovato bene , ma o da chiederti un domanda , ma se aggiungo anche il balsamo x fare più morbida la biancheria faccio male o è sprecato o così nn diventa inquinante ? Mi aiuti a capire , grazie . Frank

    • Mammachimica says:

      Di solito si usa il balsamo come ammorbidente per “consumare” un balsamo che non ci piace o che ha un brutto inci. Altrimenti diventerebbe un po’ troppo costoso questo bucato!
      Purtroppo anche gli ammorbidenti tradizionali oltre ad essere potenzialmente allergizzanti non è che rendano poi così morbida la biancheria…
      Sara

  25. Frank says:

    Ciao sara da poco tempo o scoperto questo sito e mi sto appassionando ma volevo registrarmi come posso fare ?

  26. loretta says:

    buongiorno Sara, vorrei un chiarimento sul post del deodorante dove si abbina il bicarbonato con talco o argilla bianca. nell’argilla è contenuto il famigerato alluminio, tu dici che si possa utilizzare normalmente, sotto le ascelle? grazie

    • Mammachimica says:

      Ciao Loretta,
      devo indagare…
      In effetti l’alluminio c’è nelle argille, ma forse è legato in modo tale che non riesce ad interferire con il muscolo del canale sudoriparo. Oppure è certamente più blando dell’alluminio cloridrato ma serve in caso di super puzza…
      Comunque, se Fabrizio ha consigliato l’argilla ventilata vuol dire che funziona e che non è “pericolosa”.
      L’alternativa è usare il talco e non l’argilla.
      Se avrò altre notizie le posterò.
      Ciao Sara

  27. irene says:

    Ciao Mamma Chimica,
    innanzitutto grazie mille per tutti i consigli! Indispensabili!
    Ormai solo detersivi autoprodotti in casa con le tue ricette.
    Hai suggerimenti per un disgorgante? Ho messo 3 cucchiai di sale fino, 3 di bicarbonato, poi acqua bollente….ed ho fatto peggio! Il lavandino era solo un pò intasato ed ora è completamente bloccato…..
    Grazie!

    • Mammachimica says:

      Ciao Irene e grazie per il commento.
      Mi dispiace per il tuo lavandino, ma in effetti sale e bicarbonato non fanno proprio niente insieme…
      Puoi provare con acido citrico e bicarbonato, come scritto qui: http://www.mammachimica.it/2012/10/14/acido-citrico/ alla voce “disgorgatore lavandini”,oppure, in caso questo rimedio fosse troppo blando, con l’idrossido di sodio (soda caustica) e acqua bollente.
      Occhio alla soda caustica, provoca gravi ustioni alla pelle soprattutto se a contatto con l’acqua, va maneggiata con molta attenzione, con guanti, occhiali e senza bambini tra i piedi…
      Sara

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  29. cinzia says:

    Ciao Mammachimica!
    Volevo provare la farina come detergente; quella di riso l’ho trovata (e provata) subito, quella d’avena non la trovo!!
    Dalle nostre parti (centro Italia) nei supermercati, anche in quelli molto variamente forniti, non sono riuscita a trovarla!
    Un consiglio?!
    Grazie di tutto, sono una affezionatissima seguace delle tue fantastiche alternative!

    • Mammachimica says:

      Prova in qualche negozio bio o erboristeria (che però forse la farà pagare di più.)
      Mi dispiace che non la trovi, di solito le grandi catene di super hanno tutte le farine, però sono “nascoste” tra i prodotti bio o preparati per dolci o alimenti insoliti.

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